DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI -…
MAGNA E FOTTI – C’È UNA “SCROCCATRICE SERIALE” CHE SI AGGIRA PER LE SPIAGGE DELLA VERSILIA! SI TRATTA DI UNA SIGNORA TRA I 40 E I 50 ANNI, CON I CAPELLI CASTANI A CASCHETTO, CHE SI È SPECIALIZZATA NEL MANGIARE A SBAFO E POI ANDARSENE SENZA PAGARE IL CONTO – L’ULTIMA VITTIMA È UN RISTORANTE A LIDO DI CAMAIORE: LA DONNA HA ORDINATO DA MANGIARE, SI È SCOFANATA TUTTO POI, CON LA SCUSA DI ANDARE AD AIUTARE LA MADRE HA FATTO IL “VENTO” – I TITOLARI DEL LOCALE: “NON È UNA QUESTIONE DI SOLDI: È LA SENSAZIONE DI ESSERE STATI PRESI IN GIRO CHE DÀ FASTIDIO…”
Estratto dell’articolo di Matteo Rossi per www.iltirreno.it
Un’ordinazione senza risparmiarsi, quattro chiacchiere amichevoli con i vicini di tavolo e quell’aria spigliata di chi sembra di casa. Poi la scusa perfetta per allontanarsi qualche minuto, lasciando persino la borsa sul tavolo come garanzia: «Vado un secondo al bagno accanto a controllare mia mamma sotto la tenda». Solo che al tavolo la cliente non ci è mai più tornata. E dentro quella borsa […] c’erano […] soltanto quattro stracci e una crema usata.
L’ULTIMA TRUFFA
È la singolare (e amara) truffa andata in scena al ristorante “2M Food and Drink”, all’interno del Bagno Roberto a Lido di Camaiore, gestito dai giovani Michael Sette e Moreno Ungaretti. Un episodio che ha dell’incredibile non tanto per l’importo della truffa, ma per la scaltrezza con cui “la professionista del pranzo a sbafo” si è presa gioco del personale.
La protagonista è una donna tra i 40 e i 50 anni, taglio a caschetto castano, parlantina sciolta e un’eccezionale capacità di integrarsi nell’ambiente. […]
[…] UNA “PROFESSIONISTA”...
La donna sarebbe una professionista del pranzo a sbafo, nota per muoversi tra hotel quattro o cinque stelle e locali rinomati della Versilia. Quando si sente messa alle strette, improvvisa scenate clamorose per mettere in imbarazzo i gestori e spingerli a farla andare via pur di non creare disagio in sala; altre volte applica la tecnica della finta borsa o della fuga rapida. «Non è una questione di 40 euro», conclude Michael.
«Se una persona viene da noi e ci dice con franchezza di essere in difficoltà e di non poter pagare, un piatto caldo e una bibita non li neghiamo a nessuno, è già successo. È la sensazione di essere stati presi in giro che dà fastidio, soprattutto per i dipendenti che si dedicano al lavoro con cura e si sentono in colpa per non essersene accorti».
I due giovani ristoratori hanno comunque scelto di prenderla con un pizzico di ironia e di trasformare l’accaduto in un monito per i colleghi della costa, lo scontrino da 39, 30 euro è stato incorniciato e appeso nel locale. Un promemoria per il futuro e il ricordo di una “VIP del raggiro” che a Lido di Camaiore, almeno per una volta, ha mangiato a sbafo.
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