xenotrapianto maiali

DEL MAIALE NON SI BUTTA VIA NIENTE - IL GIAPPONE PUNTA SEMPRE DI PIU’ SUGLI XENOTRAPIANTI E VUOLE DARE VITA A UN’INTERA FILIERA NAZIONALE DI SUINI GENETICAMENTE MODIFICATI, DESTINATI ALLA DONAZIONE DI ORGANI - GLI ANIMALI VERRANNO ALLEVATI IN STRUTTURE SPECIALIZZATE PER IL TRAPIANTO. LE DIMENSIONI DI CUORE, RENE E FEGATO DEI MAIALI SONO MOLTO SIMILI A QUELLI DEGLI ORGANI UMANI - I PAESI LEADER NEGLI XENOTRAPIANTI SONO STATI UNITI E CINA. MENTRE IN ITALIA...

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Estratto dall’articolo di Ruggiero Corcella per www.corriere.it 

 

Nella sfida mondiale per portare gli xenotrapianti nella pratica clinica non ci sono soltanto i due grandi protagonisti degli ultimi anni, Stati Uniti e Cina. Anche il Giappone accelera e lo fa puntando a costruire un'intera filiera nazionale di suini geneticamente modificati destinati alla donazione di organi. 

 

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È questo il progetto di una startup giapponese raccontato da Asahi Shimbun e Yomiuri Shinbun che segna il passaggio dalla ricerca di laboratorio alla costruzione di una capacità produttiva indispensabile per trasformare una tecnologia sperimentale in una concreta opportunità terapeutica. 

 

PorMedTec, una società nata dall'Università Meiji, prevede di avviare i primi studi clinici di xenotrapianto in Giappone entro il 2028. [...] La sperimentazione clinica si concentrerà su pazienti con insufficienza renale cronica di età superiore ai 60 anni, sottoposti a dialisi da diversi anni. 

 

La procedura utilizzerà reni di maiale geneticamente modificati in 69 punti per ridurre il rischio di rigetto e infezioni virali. Questi maiali sono stati sviluppati dall'azienda biotecnologica statunitense eGenesis e PorMedTec prevede di importare le cellule necessarie per creare maiali clonati in Giappone, che verranno allevati in strutture specializzate per il trapianto. 

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Il maiale è considerato da anni il miglior donatore potenziale. Le dimensioni di cuore, rene e fegato sono molto simili a quelle degli organi umani; inoltre la specie presenta caratteristiche riproduttive favorevoli, con gravidanze brevi e numerose nascite, che consentono di ottenere rapidamente linee genetiche selezionate. 

 

Il vero ostacolo è sempre stato rappresentato dal sistema immunitario. Gli organi animali vengono infatti riconosciuti come estranei e distrutti in poche ore attraverso il cosiddetto rigetto iperacuto. [...]

  

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Dal giugno 2025 gli xenotrapianti sono stati inseriti tra le procedure di Classe 1, cioè quelle considerate a rischio più elevato e sottoposte al massimo livello di controllo. Ogni progetto dovrà essere valutato da un comitato scientifico multidisciplinare composto da esperti di trapianti, malattie infettive, veterinaria, bioetica e sanità pubblica. Solo dopo questa valutazione sarà possibile chiedere l'autorizzazione ministeriale per avviare una sperimentazione clinica. 

 

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Le nuove regole prevedono inoltre una sorveglianza molto più ampia rispetto ai trapianti tradizionali. Non sarà monitorato soltanto il paziente, ma anche il suo ambiente familiare e il personale sanitario che entrerà in contatto con lui, per intercettare tempestivamente eventuali infezioni trasmesse dall'animale donatore. Gli allevamenti dovranno mantenere registri dettagliati di ogni suino utilizzato, conservando per almeno trent'anni tutte le informazioni relative all'animale, ai suoi progenitori e alle eventuali madri surrogate.  

 

Se l'ingegneria genetica ha ridotto il rischio di rigetto, la principale incognita riguarda oggi la sicurezza microbiologica. Il trasferimento di organi da una specie all'altra comporta infatti il rischio teorico di trasmettere virus, batteri o altri microrganismi presenti nell'animale donatore.

 

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Una particolare attenzione è rivolta ai Porcine Endogenous Retroviruses (PERV), retrovirus integrati nel DNA del maiale che, almeno in condizioni sperimentali, hanno dimostrato la capacità di infettare cellule umane. Per questo motivo la ricerca punta a selezionare animali allevati in strutture ad alta biosicurezza e, parallelamente, a utilizzare il genome editing per inattivare anche queste sequenze virali. 

 

Lo xenotrapianto sta diventando un settore strategico anche nel nostro Paese. L'IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri coordina il progetto DONO, un programma di ricerca che punta a sviluppare una piattaforma italiana per la produzione di organi di suino geneticamente modificati destinati al trapianto, con particolare attenzione al rene. [...]

 

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L'obiettivo è sviluppare linee di suini geneticamente modificati sempre più compatibili con l'organismo umano, affiancando alla produzione degli organi nuove piattaforme diagnostiche per identificare precocemente eventuali patogeni e ridurre il rischio di trasmissione di infezioni. 

 

Anche sul piano etico il dibattito ha compiuto un passo avanti. Nel documento Prospects for Xenotransplantation. Scientific Aspects and Ethical Considerations, pubblicato dalla Pontificia Accademia per la Vita, lo xenotrapianto non viene più considerato una prospettiva meramente teorica, ma una possibile risposta alla crescente carenza di organi destinati ai trapianti. [...]

Medici

 

L'Accademia afferma che il ricorso a organi animali può essere moralmente giustificabile quando rappresenta una concreta possibilità di salvare o prolungare la vita del paziente e non esistono alternative terapeutiche equivalenti.

 

Questa valutazione deve però essere accompagnata da condizioni rigorose: una dimostrazione scientifica del rapporto favorevole tra benefici e rischi, il rispetto della dignità della persona, un consenso realmente informato e la garanzia che il paziente sia consapevole anche degli obblighi di sorveglianza sanitaria che potrebbero accompagnarlo per tutta la vita.

 

Il documento richiama inoltre il principio di precauzione nei confronti della collettività, ricordando che il rischio di nuove infezioni non riguarda soltanto il ricevente, ma anche la salute pubblica. [...]

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