documentario the one about matthew perry - netflix

MATTHEW PERRY È STATO SOPRAFFATTO DALLA “GRANDE COSA TERRIBILE” – UN DOCUMENTARIO DI NETFLIX RIPERCORRE LA VITA, I SUCCESSI E I DOLORI DELL’ATTORE, MORTO TRE ANNI FA, CHE HA AVUTO A CHE FARE PER ANNI CON LA TOSSICODIPENDENZA – ARRIVÒ A PRENDERE OGNI GIORNO 55 PASTICCHE DI VICODIN, UN ANTIDOLORIFICO OPPIACEO. PER USCIRE DAL TUNNEL SPESE SETTE MILIONI DI DOLLARI. PARTECIPÒ A SEIMILA INCONTRI DI ALCOLISTI ANONIMI, ANDÒ IN TERAPIA PER QUASI TRENT'ANNI, VENNE RICOVERATO IN CENTRI PER LA DISINTOSSICAZIONE PER QUINDICI VOLTE E VENNE SOTTOPOSTO A QUATTORDICI INTERVENTI CHIRURGICI – LA SORELLA MIA: “NON HA MAI SMESSO DI LOTTARE” – VIDEO

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Estratto dell’articolo di Giulia Taviani per www.corriere.it

 

documentario The One About Matthew Perry - netflix

Forse è iniziato tutto nel 1997, quando un incidente in moto d'acqua gli fece scoprire il Vicodin. O forse prima, quando a 14 anni si stendeva sull’erba, si scolava una bottiglia di vino e si sentiva «in paradiso».

 

[…] resta il fatto che, per quasi tutta la vita, Matthew Perry, morto a 54 anni il 28 ottobre di tre anni fa, ha lottato contro quella che lui definiva la «grande cosa terribile», ovvero la tossicodipendenza.

 

Nel 1997 Perry si trovava sul set del film Mela e tequila quando, durante una pausa dalle riprese, ebbe l’incidente. Per gestire i dolori, i medici gli prescrissero il Vicodin, un antidolorifico oppiaceo. Da quel momento, sviluppò una grave dipendenza per il farmaco, mandando giù anche cinquantacinque pasticche al giorno. «Ero arrivato al punto in cui, di domenica, facevo le visite guidate degli appartamenti in vendita pur di intrufolarmi nei bagni e rubare i medicinali» raccontò lo stesso Perry.

 

documentario The One About Matthew Perry - netflix

Partecipò a seimila incontri di Alcolisti Anonimi, andò in terapia per quasi trent'anni, venne ricoverato in centri per la disintossicazione per quindici volte e venne sottoposto a quattordici interventi chirurgici. Eliminare quella «grande cosa terribile» gli costò oltre sette milioni di dollari.

 

Purtroppo, non è bastato. Nell’ottobre di tre anni fa, Perry è morto per un’overdose di ketamina, sostanza che aveva iniziato a usare per curare la depressione, ma che consumava anche fuori dalla terapia.

 

mia perry - sorella di Matthew Perry

Per la sua morte sono state recentemente incriminate cinque persone, tra cui Kenneth Iwamasa, suo assistente personale e amico da oltre trent'anni.

 

Ora, in occasione dell’anniversario della morte, su Netflix una docuserie in tre episodi dal titolo The One About Matthew Perry racconta la vita e la morte dell’attore attraverso gli occhi dei suoi amici, della sua famiglia, e di Matthew stesso.

 

Nato in Massachusetts, Perry crebbe con la madre - che divorziò quando non aveva nemmeno un anno - tra Ottawa e Montreal, in Canada. La donna, infatti, lavorava come ex segretaria dell’ufficio stampa di Pierre Trudeau. Di conseguenza, Matthew crebbe in compagnia del figlio Justin, futuro primo ministro del Canada.

MATTHEW PERRY

 

Intorno ai quindici anni, il cinema chiamò, e Matthew si trasferì a Los Angeles dal padre, anche lui attore, dove ottenne il ruolo di Chazz Russell nel programma televisivo Second Chance[…] sua capacità di far ridere.

 

Al tempo però, qualcosa dentro Perry aveva già iniziato a rompersi. A soli 14 anni sperimentò la prima vera dipendenza, scoprendo il vino. Ad ABC News raccontò che era solito finire una bottiglia al giorno: «Mi stendevo sull’erba e mi sentivo in paradiso. Pensavo che la gente normale si sentisse così tutto il tempo. A 18 anni, ero costantemente ubriaco».

 

[…]  Poi, a metà degli anni Novanta, a 25 anni, arrivò l’occasione della vita: il provino per Chandler Bing in «Friends». «Il personaggio mi incuriosiva - raccontò -, mi somigliava, aveva i miei stessi ritmi». Era convinto che sarebbe diventato un successo.

 

il cast di friends

Nel 1997, dopo la fine delle riprese della seconda stagione di Friends, mentre si trovava sul set di Mela e tequila, ebbe l'incidente con la moto d’acqua. Da quel momento divenne quasi impossibile per lui allontanarsi dalle droghe, che lo portarono a pesare 58 chili. Tanto che anche Oprah Winfrey, durante un'intervista, fece notare quanto sembrasse più magro dal vivo che sullo schermo.

 

Nella sua autobiografia Friends, Lovers and the Big Terrible Thing (2022) confessò di non ricordare almeno tre anni dell’esperienza sul set di Friends, in particolare la terza e la sesta stagione, quando era regolarmente ubriaco, drogato o con i postumi della sbornia. La sera in cui andò in onda l’episodio sul matrimonio di Chandler e Monica, nel maggio del 2001, Perry si trovava in una clinica di riabilitazione.

 

documentario The One About Matthew Perry - netflix

Quell’anno, nel 2001, durante un incontro degli Alcolisti Anonimi, Perry fece amicizia con Tim Harrington. Quando scoprì che Tim dormiva in auto, che non aveva un posto dove andare e che i suoi amici erano tutti tossicodipendenti, lo invitò a stare da lui. Vissero insieme per un anno: «Mi ha salvato la vita con quel gesto» racconta Tim nel documentario. […]

 

Harrington ricorda che, prima di girare la nona stagione, gli attori di Friends raggiunsero un accordo di circa 1 milione di dollari a episodio, a testa. Quel giorno Perry «entrò di corsa dalla sua stanza, saltò sul letto e urlò “ho appena guadagnato 26 milioni di dollari!”. Era felicissimo».

 

documentario The One About Matthew Perry - netflix

Poi, a un certo punto, dal nulla, gli chiese di andarsene, cambiò atteggiamento ed ebbe una ricaduta. «Quando non rispondeva a nessuno, iniziavamo a preoccuparci. Abbiamo pensato anche di legarlo. Eravamo disperati» raccontano gli amici d’infanzia nel documentario. Non riusciva nemmeno più a festeggiare un intero anno da sobrio.

 

[…]

 

Secondo quanto raccontato dalla sorella di Perry, Mia Perry Bowick, di quattordici anni più giovane, l’attore era contento tanto quanto i fan della storia d’amore tra il suo personaggio e quello di Courteney Cox - che contribuiva a togliere un po’ d’attenzione al duo Rachel-Ross -, tanto che si assicurò che tutta la famiglia fosse sintonizzata la sera della prima dell'episodio per non perderselo.

 

il cast di friends 2

«Credo che a volte Matthew non si sentisse abbastanza al centro dell’attenzione all’interno del cast e quando ha avuto l’opportunità di entrare in scena con Courteney e di stare insieme a lei, ne è stato davvero entusiasta» racconta Mia. «Non era più solo lo sciocco Chandler, ma ora poteva esprimere tenerezza, romanticismo e vulnerabilità».

 

[…]

 

Una volta conclusa l'esperienza con Friends, Perry iniziò a sognare il salto di qualità. Partecipò ad alcuni progetti come la serie Studio 60 di Aaron Sorkin e Mr. Sunshine, scritta e prodotta da lui. Entrambe vennero cancellate presto. La prima dopo una stagione, la seconda dopo qualche episodio.

 

matthew perry

«Credo che Matthew fosse frustrato perché non capiva cosa fosse andato storto» aggiunge Nate Torrence, attore in entrambi i programmi. Secondo Mia, Matthew incolpava la sua malattia per quei fallimenti. Poco dopo aver visto il suo progetto fallire, nel 2011, tornò in riabilitazione.

 

Nel 2014 si diede al teatro. Scrisse un’opera teatrale dal titolo The End of Longing, sul tema della dipendenza, che debuttò nel West End di Londra due anni dopo. Precisò in più occasioni che non era autobiografica, ma portarla in scena non lo aiutò: «Dopo il debutto» continua Mia «si era spento. Mi teneva a distanza».

 

Nel 2018 venne ricoverato per delle lesioni al colon che gli provocarono sepsi in tutto il corpo. Rimase in coma, attaccato all’ecmo per due settimane. «Eravamo in cinque attaccati al macchinario - raccontò Perry in un’intervista anni dopo - solo io mi risvegliai».

 

il cast di friends 1

Dopo qualche settimana venne dimesso, nonostante fosse ancora molto debole. «Non volevo morire - confessò -, ma abusavo di così tante cose che sapevo fosse possibile». È in quel periodo che assume come assistente personale Kenneth Iwamasa, assistente del suo manager per oltre trent’anni, un uomo di cui tutta la famiglia si era fidata e di cui Matthew si fidava.

 

Nonostante tutto, Perry voleva essere ricordato per gli sforzi fatti nell'aiutare gli altri tossicodipendenti e per far far riconoscere la dipendenza come una malattia. Con questo spirito, nel 2022, scrisse la sua autobiografia dal titolo Friends, Lovers and the Big Terrible Thing. Con dura sincerità mise a nudo la sua esperienza. Secondo amici e familiari, in quel momento - quando il libro divenne il più venduto al mondo - sembrava aver trovato uno scopo.

 

[…]

 

autobiografia di matthew perry – friends amanti e la cosa terribile

Il 28 ottobre 2023 una telefonata ad amici e familiari annunciò la morte di Perry. Ci pensò TMZ ad informare il resto del mondo. Matthew venne trovato nella jacuzzi, annegato. La dinamica apparve subito poco chiara.

 

L’ufficio del medico legale diede la colpa alla ketamina, che aveva iniziato a usare anche fuori dalla terapia. A fornirgliela erano due medici, che, approfittando della sua malattia, gliela vendevano a prezzi esorbitanti (fecero 55 mila dollari in due settimane).

 

Ma la dose letale arrivò da Jasveen Sangha, la «regina della ketamina», condannata a 15 anni. A fare da tramite tra loro e Perry - e a volte anche a somministrargliela - ci pensava Kenneth Iwamasa, condannato a tre anni e cinque mesi.

 

A prescindere da quella «grande cosa terribile» però, quello che emerge è la costante lotta vissuta dall’attore per cercare di stare bene. «Gli saremo sempre stati grati per questo - conclude Mia -. Per non aver mai smesso di lottare».

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