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MA CHE BELLE PAROLE! DITE AI VERTICI DI TELEMELONI CHE È ORA DI INTITOLARE UNO STUDIO RAI A LUCIANO RISPOLI. L'INDIMENTICABILE PRESENTATORE HA DEDICATO 37 ANNI DELLA SUA VITA ALL'IDEAZIONE DI FORMAT RIVOLUZIONARI E ALLA DIVULGAZIONE DELLA LINGUA ITALIANA NEI POMERIGGI DI RAI1. EPPURE I VERTICI RAI NON HANNO PENSATO A RENDERGLI OMAGGIO DEDICANDOGLI UNO STUDIO, COME PIÙ VOLTE AUSPICATO DA FIORELLO E COM'È STATO FATTO PER FABRIZIO FRIZZI, RAFFAELLA CARRÀ E PIPPO BAUDO (QUESTI DUE ULTIMI, TRA L'ALTRO, FATTI ESORDIRE PROPRIO DA RISPOLI). SE IL PRESIDENTE NAPOLITANO LO VOLLE COMMENDATORE AL MERITO, TELEMELONI PUÒ INTITOLARGLI UNO STUDIO? - VIDEO
Mariano Sabatini per Il Riformista - Estratti
Che cosa avrebbe dovuto fare Luciano Rispoli, l'indimenticabile gentleman della radio e della Tv, per essere ricordato e omaggiato da questa Rai? 37 anni della sua vita e della sua formidabile carriera furono dedicati all'ideazione di format rivoluzionari, al varo di generi da noi sconosciuti e soprattutto alla divulgazione fortunatissima della lingua italiana nei pomeriggi di Rai1.
Eppure gli alti dirigenti Roberto Sergio e Giampaolo Rossi non hanno ancora inteso rendergli omaggio dedicandogli uno studio, come più volte auspicato da Fiorello e com'è stato fatto, con urgenza, per Fabrizio Frizzi, Raffaella Carrà e Pippo Baudo. Questi due ultimi, tra l'altro, fatti esordire proprio da Rispoli, padre fondatore del migliore servizio pubblico fin dall'inaugurazione dei programmi ufficiali nel 1954, previo concorso per radiocronisti. L'Italia è, a ben vedere, un posto dove si coltiva la memoria per convenienza. Non per reali meriti. L'occasione per rimediare potrebbe essere questo anniversario: il 26 ottobre del 2016 Rispoli ci lasciava ed è il decennale dalla morte.
PRANZO IN TV DI LUCIANO RISPOLI
Vale allora la pena rinfrescare ai dirigenti alcune cognizioni di storia dei media che dirigono. A Luciano Rispoli si deve la nascita della radio moderna per l'ideazione di Chiamate Roma 3131, con un uso non pregiudizievole del telefono attraverso cui il pubblico ebbe finalmente una propria voce (telefono che poi venne utilizzato anche per tanta Tv, basti pensare al Telefono giallo di Corrado Augias), Bandiera gialla (suo il titolo, ispirato alle navi degli appestati, considerato che il direttore non voleva la musica dei giovani proposta da Arbore e Boncompagni), Gran Varietà, Il Buttafuori, La Corrida e Il sabato del Villaggio (con il debuttante e innovativo Paolo).
roberto sergio giampaolo rossi
Per il piccolo schermo, Rispoli nel 1975 ideò, nei pomeriggi domenicali di austerity su Rai1, quello che il Radiocorriere definì il primo esempio di talk show italico. Era L'Ospite delle due, antesignano dell'attuale Domenica in, a cui parteciparono Carlo Rambaldi, Amedeo Nazzari, Macario, Ingrid Bergman. Soltanto l'anno dopo Maurizio Costanzo si affacciò con Bontà loro. Nel 1983, stanco della formula della conversazione-spettacolo in salotto, Rispoli pensò, scandalizzando i critici, di portare gli ospiti, famosi e no, a tavola per un vero pasto servito da una ristoratrice romana. Nasceva così il dinner talk.
E poi Parola mia, che fece della lingua italiana un argomento di tendenza presso milioni di telespettatori; complice il professor Gian Luigi Beccaria, giudice della gara, giocoliere di etimologie, significati, modi di dire e belle pagine della letteratura. (...)
A Tmc Rispoli seppe tenere alta l'attrazione della piccola emittente con i pomeriggi ad altissimo tasso di civiltà, bellezza, cultura e contenuti sul Tappeto volante (in onda anche su Raisat Album). Che ne dite, se il presidente Napolitano lo volle commendatore al merito, l'ad Giampaolo Rossi può intitolargli uno studio?
LUCIANO RISPOLI
luciano rispoli parola mia 5
luciano rispoli parola mia 3
luciano rispoli parola mia 4
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