giancarlo giorgetti giorgia meloni deficit crisi economica rendimento bond borse mercati pil economia

MELONI E GIORGETTI SONO FINITI NALLA “TRAPPOLA DEI BOND” – C’È UN FATTORE CHE STA RIDUCENDO RAPIDAMENTE I MARGINI DI MANOVRA DEL GOVERNO: L’AUMENTO DEI RENDIMENTI DEI TITOLI DI STATO, CHE FA SALIRE IL COSTO DEL DEBITO – FUBINI: “IN ITALIA IL DIBATTITO POLITICO SI È CONCENTRATO SULLO 0,1% DI DEFICIT IN PIÙ, OLTRE LA SOGLIA DEL 3%. GIORGETTI CAPISCE TUTTAVIA CHE QUESTA PARTITA POTREBBE DIVENTARE MINORE, RISPETTO A QUANTO STA ACCADENDO SUI MERCATI INTERNAZIONALI DEI BOND. OGGI I RENDIMENTI DEI DECENNALI SONO DI 112 PUNTI PIÙ ALTI DI UN ANNO FA PER LA FRANCIA, DI 99 PUNTI PER GLI STATI UNITI, DI POCO MENO PER L’ITALIA. E IN UNA SITUAZIONE DEL GENERE OGNI SCIVOLATA DEL DEFICIT SI PAGA IL DOPPIO...”

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

Estratto dell’articolo di Federico Fubini per il “Corriere della Sera”

 

Giorgia Meloni Giancarlo Giorgetti

L’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato fa salire il costo del debito: oggi i rendimenti dei decennali sono di 112 punti più alti di un anno fa per la Francia, di 99 punti per gli Stati Uniti, di poco meno per l’Italia. E in una situazione del genere ogni scivolata del deficit si paga il doppio

 

Dall’inizio della guerra in Iran, le misure per calmierare i costi del carburante per famiglie e imprese sono costate 2,6 miliardi di euro. Adesso sono finite le risorse, almeno quelle disponibili senza portare il deficit pubblico in un’area di maggiore rischio. Ma anche un altro fattore che riducendo rapidamente i margini di manovra del governo: l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato.

 

DEFICIT - ITALIA

Se si confermerà, esso farà sì che il costo in interessi sul debito l’anno prossimo e nel 2027 sarà almeno di circa quattro miliardi più di come sarebbe stato altrimenti.

 

A pochi giorni dalla presentazione del Documento programmatico di finanza pubblica il ministero dell’Economia sta prendendo atto così che il quadro di bilancio è in pieno cambiamento, ben oltre il costo delle misure sui carburanti.

 

La fiammata d’inflazione innescata dalla guerra in Iran, gli aumenti dei tassi delle banche centrali e soprattutto i tremori sui mercati del debito sovrano con epicentro negli Stati Uniti, in Francia, in Gran Bretagna e in Giappone, arrivano ormai anche a Roma.

 

debito pubblico

L’aumento del costo in interessi sui titoli di Stato — rispetto allo scenario di inizio anno — sembra destinato, da solo, a sottrarre al governo almeno circa il 50% di risorse in più di quante ne abbia usate per contenere i rincari dell’energia. I margini nel documento da varare e mandare a Bruxelles all’inizio ottobre sono dunque sempre più ristretti.

 

[...]  In Italia il dibattito politico si è concentrato sullo 0,1% di deficit in più — in proporzione al prodotto lordo — registrato nel 2025. Spese per circa 600 milioni di euro registrate dalla Ragioneria dello Stato sul bilancio dell’anno scorso, anziché di questo, hanno certo conseguenze politico-istituzionali: il disavanzo pubblico del 2025 è fissato al 3,1% e ora l’Italia potrebbe restare intrappolata a lungo nella procedura per deficit eccessivo, a causa delle nuove spese in arrivo su difesa e sicurezza energetica.

 

GIANCARLO GIORGETTI - GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

Giancarlo Giorgetti capisce tuttavia che questa partita potrebbe diventare minore, rispetto a quanto sta accadendo sui mercati internazionali dei bond. Il debito e soprattutto i deficit pubblici molto elevati negli Stati Uniti, in Francia, in Gran Bretagna e (in parte) in Giappone — uniti all’inflazione e all’aumento dei tassi ufficiali — stanno spingendo bruscamente al rialzo i rendimenti dei bond sovrani ovunque. [...]

 

La seduta di mercato di mercoledì scorso è stata drammatica. I ritocchi al rialzo dei tassi delle banche centrali hanno costretto vari hedge fund a manovre brusche di vendita e i rendimenti dei titoli a dieci anni di Stati Uniti, Francia e Italia sono saliti di 15 punti — cioè 0,15% — in poche ore (il valore si muove in senso inverso ai rendimenti stessi).

 

debito pubblico e deficit in francia

In proporzione, per i mercati azionari una mossa simile equivale a un crollo dei listini del 7% in una seduta. Oggi i rendimenti dei decennali sono di 112 punti più alti di un anno fa per la Francia, di 99 punti per gli Stati Uniti e di poco di meno per l’Italia.

 

Roma non è l’osservata speciale, perché il suo deficit è più basso. Parigi lo è, con un aumento del costo del debito di almeno 8-9 miliardi l’anno rispetto allo scenario di inizio 2026. Ma il dipartimento del Tesoro ha senz’altro i calcoli: sia in Italia che in Francia il costo del nuovo debito a lungo termine è ben sopra la crescita, inflazione inclusa.

 

giancarlo giorgetti alla camera foto lapresse

Ciò spinge il debito verso l’alto. In una situazione così, il ministero dell’Economia sa che qualunque scivolata del deficit si paga il doppio.