lo smemorato di collegno

MEMORIE DI UNO SMEMORATO – NELL’ARCHIVIO DEL MUSEO DI ANTROPOLOGIA CRIMINALE “LOMBROSO” DI TORINO È STATA TROVATA UNA FOTO DELLO “SMEMORATO DI COLLEGNO”, L’UOMO RICOVERATO IN UN MANICOMIO DELLA CITTA' PIEMONTESE, NEL 1927, CHE SOSTENEVA DI NON RICORDARE PIÙ NIENTE DELLA SUA VITA – LA SUA STORIA DIVENNE UN CASO MEDIATICO GIUDIZIARIO SENZA PRECEDENTI: GIULIA CANELLA, MOGLIE DEL FILOSOFO GIULIO CANELLA (DISPERSO IN GUERRA DAL 1916), LO IDENTIFICÒ COME SUO MARITO, MA PER I TRIBUNALI ERA MARIO BRUNERI, EX TIPOGRAFO E TRUFFATORE CHE AVREBBE SIMULATO L’AMNESIA PER USCIRE DAI GUAI – OLTRE ALLA FOTOGRAFIA, SONO STATI TROVATI ANCHE…

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SMEMORATO O PARACULO? – CHI ERA DAVVERO LO “SMEMORATO DI COLLEGNO”, L’UOMO RICOVERATO IN UN MANICOMIO DELLA CITTA' PIEMONTESE, NEL 1927, CHE SOSTENEVA DI NON RICORDARE PIÙ NIENTE DELLA SUA VITA? –LA SUA STORIA DIVENNE UN CASO GIUDIZIARIO E MEDIATICO: GIULIA CANELLA, MOGLIE DEL FILOSOFO GIULIO CANELLA (DISPERSO IN GUERRA DAL 1916), LO IDENTIFICÒ COME SUO MARITO, MA PER I TRIBUNALI ERA MARIO BRUNERI, EX TIPOGRAFO E TRUFFATORE CHE AVREBBE SIMULATO L’AMNESIA PER USCIRE DAI GUAI –  ALLA FINE, LO SMEMORATO VENNE CONDANNATO COME BRUNERI, ANCHE SE… - https://www.dagospia.com/cronache/era-davvero-smemorato-collegno-l-uomo-ricoverato-in-manicomio-467124

 

 

Estratto dell’articolo di Federica Vivarelli per www.corriere.it

 

lo smemorato di collegno

Il negativo era lì, dimenticato esattamente da un secolo. Un reperto custodito nell’Archivio di Stato del Museo di Antropologia Criminale Cesare Lombroso di Torino, insieme agli oggetti raccolti dalla Polizia nel 1926 al momento dell’arresto. Si tratta della matrice originale della fotografia dello Smemorato di Collegno, l’immagine che avrebbe alimentato uno dei misteri più celebri del Novecento italiano.

 

A riportare quella scatola alla luce è stato Roberto Dosio, Commissario della Polizia Locale di Collegno e studioso appassionato della vicenda. La sua indagine parte da un punto preciso: il verbale dell’arresto del 10 marzo 1926, nel cimitero di Torino, dopo il furto di un vaso di fiori.

 

«Dal verbale sono risalito agli archivi — racconta —. Qui abbiamo ritrovato l’abito indossato dallo Smemorato al momento dell’arresto. Insieme a qualche moneta, un bottone». […] Accanto a quei resti, un oggetto inatteso: il negativo originale della fotografia scattata per identificarlo e pubblicata poi sulla Domenica del Corriere nella rubrica «Chi lo conosce».

 

[…] L’uomo senza memoria, arrestato a Torino e internato nel Manicomio di Collegno, divenne il centro di un intrigo mediatico e giudiziario senza precedenti: due famiglie lo rivendicarono come proprio congiunto, trasformandolo in un campo di battaglia identitario.

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Per alcuni era Mario Bruneri, tipografo anarchico; per altri Giulio Canella, intellettuale e reduce di guerra. Lo Stato, dopo anni di perizie e processi, riconobbe ufficialmente Bruneri. La famiglia Canella, però, non smise mai di crederlo Giulio: lo attese fino alla fine della detenzione, prima di seguirlo in Sud America.

 

[…] «Lo Smemorato aveva occhi chiari, magnetici – osserva Dosio –. Sullo sfondo si intravedono particolari del Manicomio di Collegno: muri non intonacati, spioncini attraverso cui i pazienti venivano osservati senza essere visti». […]

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Perché dedicare tanta attenzione a quest’uomo? «Con l’associazione San Lorenzo stiamo analizzando la pioggia di lettere indirizzate allo Smemorato da parte di chiromanti e medium – continua Dosio –. Tutte legate al mistero della sua identità». […]

 

 Il Centenario dello Smemorato vede a Collegno un calendario di eventi coordinati dal prof. Fabrizio Boscaglia. «Il ritrovamento di questo negativo ci restituisce non solo un volto, ma un frammento della nostra storia – commenta il Sindaco di Collegno Matteo Cavallone –. Celebrare il centenario significa guardare a quel passato con rispetto e consapevolezza, trasformando un mistero del Novecento in un’occasione di cultura, ricerca e partecipazione. Collegno non dimentica: custodisce, studia e condivide».

 

Il lavoro di ricerca sui materiali e sui negativi è stato realizzato insieme a Milo Julini, ex docente dell’Università di Torino ed esperto di cronaca nera piemontese.

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