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"MI SONO LIBERATO DI LORO" - LE PAROLE DI PIERO MORICONI, IL 63ENNE DI CAMAIORE CHE HA UCCISO LA MOGLIE KATHY ANDREONI E IL LORO FIGLIO, MIRKO, DI CUI NON HA MAI ACCETTATO L'OMOSESSUALITÀ - IL 24ENNE AVEVA ANCHE INTENZIONE DI CAMBIARE SESSO - NEL 2022, MIRKO POSTO' UN VIDEO SU TIKTOK IN CUI SI SFOGAVA: "MIO PADRE MI PREFERISCE MORTO CHE GAY" - PIERO MORICONI HA IMPUGNATO UN FUCILE E APERTO IL FUOCO IN CASA, DOPODICHÉ HA RIPOSTO L'ARMA E HA ATTESO L'INTERVENTO DELLE FORZE DELL'ORDINE - I VICINI DELLA FAMIGLIA: "URLAVANO E LITIGAVANO DI CONTINUO. IERI, DOPO AVER SENTITO I DUE COLPI DI FUCILE, SONO ANDATO A VEDERE E PIERO MI HA DETTO 'LI HO AMMAZZATI TUTTI E DUE'" - MIRKO SOGNAVA DI DIVENTARE UN CANTANTE, AVEVA UN RAPPORTO BURRASCOSO CON IL FIDANZATO E ALCUNI PROBLEMI DI SALUTE...

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I TORMENTI DEL 24ENNE: «LA VITA CON ME È DURA» AGLI AMICI AVEVA DETTO DI VOLER CAMBIARE SESSO

Estratto dell'articolo di Simone Dinelli per il "Corriere della Sera"

 

Mirko Moriconi - Kathy Andreoni

«Vi prego non rimandate. Fate le cose che vi sentite di fare. La vita delle volte ci stravolge i piani e non ci dà la possibilità di scegliere». È una delle tante frasi scritte sui social da Mirko Moriconi, che oggi risuonano come una premonizione.

 

Quello che i social raccontano di Mirko è che era un ragazzo tormentato. Omosessuale, agli amici più stretti aveva confessato di volersi operare per cambiare sesso.

 

Chissà se il desiderio di avviare la transizione era arrivato anche alle orecchie di suo padre. Quel padre che non accettava e forse neppure capiva il suo orientamento sessuale. [...]

 

Grande appassionato di musica, Mirko aveva inciso alla fine del 2020 — pochi mesi dopo la fine del lockdown — un pezzo rap dal titolo Camice bianco: un grazie a tutti i medici, gli infermieri e i volontari che si erano impegnati a fondo nel periodo più duro della pandemia.

Piero Moriconi

 

Il suo sogno era di trasformare una passione in una professione, tanto che lo scorso marzo aveva lanciato una raccolta fondi sulla piattaforma gofundme dal titolo «Aiutami a investire sul mio sogno musicale». Voleva pubblicare il suo primo singolo ufficiale, ma per farlo aveva bisogno dei soldi che non aveva.

 

Diversi i post in cui chiamava in causa i genitori. Nel male ma anche nel bene. E il bene, per Mirko, aveva solo un nome: quello della sua mamma. L’amatissima mamma Kety. Quella che prendeva le sue parti, che lo difendeva dal padre, che lo proteggeva senza giudicarlo, che lo amava incondizionatamente. Alla quale dedicava video e pensieri dolcissimi:

 

[...] Ad eccezione di quel post del 2022 in cui dice che lo «preferisce morto che gay», nessun riferimento diretto a suo padre. Tuttavia, leggendo fra le righe, numerosi post sembrano riferirsi proprio a lui. Un esempio: «Il peggior modo di sentire la mancanza di qualcuno è starci seduto accanto e sapere che non lo potrai avere mai».

 

[...] Ieri, non appena si è diffusa la notizia, la tragedia di Camaiore ha suscitato un’enorme ondata emotiva di dolore e affetto per Mirko e la sua mamma: «Addio anima bella — scrive un’amica di lui —, lasci un vuoto che sarà incolmabile. Trova la pace». [...]

 

UCCIDE A COLPI DI FUCILE IL FIGLIO E LA MOGLIE "ME NE SONO LIBERATO"

Estratto dell'articolo di Andrea Vivaldi per "la Repubblica"

 

Ha impugnato il suo fucile da caccia e ha sparato a bruciapelo nel cortile di casa contro la moglie e il figlio. «Due colpi» raccontano i vicini.

Kathy Andreoni - Mirko Moriconi

 

Poi, Piero Moriconi, 63 anni, è andato a mettere a posto l'arma, si è seduto su un muretto del giardino di quel terratetto sulle colline di Pieve di Camaiore (Versilia). E con lo sguardo nel vuoto, ha atteso. A due passi dai corpi devastati della sua famiglia: Kety Andreoni, 52 anni e Mirko, 24. «Mi sono liberato di loro» ha detto all'arrivo dei carabinieri.

 

Una strage familiare culminata dopo anni di tensioni. «Sentivamo continuamente urla e litigi», aggiungono i vicini. Ma ad inquietare sono soprattutto i numerosi messaggi del ragazzo in cui descriveva i forti attriti con il padre dopo che nel 2022 aveva fatto coming out, dichiarandosi pubblicamente gay.

 

mirko moriconi 3

Una situazione che non sarebbe mai stata accettata dal padre. «Una settimana fa mi sono dichiarato gay in casa. Mi è stato detto meglio morto che gay. Che sono la pecora nera della famiglia. La strada è lunga, mio padre non lo accetta» scriveva Mirko sui social il 12 ottobre 2022. Ieri mattina il ragazzo era a mangiare da un parente. È rientrato a casa.

 

Ma è andato incontro alla morte. «Mirko era una brava persona, ma non era accettato — dice un residente che conosceva da vicino lui e la madre — si era rifatto le labbra, si era dichiarato. Ed erano nate discussioni». Anche la scorsa settimana era stata chiamata un'ambulanza nel cuore della notte a causa dei forti litigi. C'è chi temeva si fossero picchiati.

 

Gli investigatori adesso scavano nel passato della famiglia per ricostruire i rapporti. Il pm della procura di Lucca, che coordina le indagini, è rimasto a lungo nel cortile della casa per ricostruire la dinamica del duplice omicidio. Mentre i corpi sono finiti a medicina legale: per oggi è attesa l'autopsia. I colpi sono stati esplosi all'addome di entrambi, uccidendoli praticamente subito.

 

mirko moriconi 2

[...] «Mirko era a mangiare da me ieri — racconta Giovanni Mallegni, marito della sorella di Kety — Era tranquillo. Non mi aveva detto nulla del padre. Poi alle 14 è tornato a casa ed è avvenuta la tragedia. Ho sentito gli scoppi, all'inizio ho pensato a due petardi. Mio figlio è andato a vedere e ha scoperto cos'era successo.

 

Quando sono andato da Piero mi ha detto solo una cosa: "Li ho ammazzati tutti e due"». Ieri sera Moriconi è stato arrestato per gli omicidi e portato in carcere. Sotto shock le famiglie nella zona. «Questa vicenda — dice il sindaco di Camaiore, Marcello Pierucci — lascia attonita la nostra comunità. È lutto cittadino».

 

I TORMENTI SOCIAL DI MIRKO "MEGLIO MORTO CHE GAY MIO PADRE LA PENSA COSÌ"

Estratto dell'articolo di A.V. per "la Repubblica"

 

Sfogliando il passato, il peggio sembrava già annunciato. I timori Mirko Moriconi, assassinato ieri pomeriggio insieme alla madre Kety dal padre a colpi di fucile, li esprimeva già da anni. Da quando il padre, Piero Moriconi, racconta lo stesso ragazzo, aveva detto di preferire il figlio «morto invece che gay».

mirko moriconi 4

 

C'è stato probabilmente un momento che ha scandito la vita del giovane più di ogni altro: ottobre del 2022. In quelle settimane il ragazzo trova il coraggio di esprimere se stesso, ma anche di intraprendere un nuovo percorso. Si dichiara gay. Lo dice alla famiglia, ma anche pubblicamente sui social. Fin da subito le tensioni familiari però degenerano. Per Piero Moriconi è inconcepibile:

 

«Mio padre non lo accetta, mi ha detto che sono la rovina della famiglia» racconta in alcuni video social il figlio. E ancora: «È brutto pensare che un padre ti preferisce morto che gay». Mirko decide di cambiare nome e cognome, prendendo quello della madre: inizia a chiamarsi Michelangelo Andreoni. Soffre talmente tanto per la situazione, racconta lo stesso ragazzo, che tenta di togliersi la vita.

 

Riesce a trovare la forza di andare avanti. Il supporto più grande lo trova nella madre Kety. Un legame strettissimo il loro: li vedevano sempre insieme.

 

Passeggiavano lungo le strade di campagna intorno all'abitazione a Pieve di Camaiore, si confidavano. Mirko condivideva foto insieme a lei e pensieri di affetto. «La mia complice di vita, la mia migliore amica, la mia forza — scriveva di lei — Mamma, ti voglio bene». E ancora: «La meraviglia di essere simili».

 

Mirko Moriconi

Il rapporto con il padre però non migliora. «Mi è stato detto che preferivano che avessi il cancro» dice più di recente Mirko. La madre, racconta più di una persona, prende le sue difese. E i litigi dentro l'abitazione si susseguono. Ma Mirko non si vuole rassegnare. Trova conforto anche nell'amicizia di una cugina che però è costretto a vedere di nascosto a causa dei pregiudizi nei suoi confronti.

 

Le liti in famiglia proseguono. Dalla casa risuonano urla, botte ai mobili. C'è chi teme il peggio e arriva pure a chiamare i soccorsi già nei giorni scorsi. Alla fine la tragedia si consuma nel cortile di casa. Il padre apre il fuoco a due passi dal figlio e dalla madre, e li uccide entrambi senza pietà.

 

In mezzo a tante difficoltà familiari, anche una malattia. Un percorso di dimagrimento. Un rapporto burrascoso con un fidanzato. Ma Mirko non aveva mai smesso di sperare che le cose potessero migliorare nella sua vita. Aveva voglia di guardare avanti.

 

Era lui stesso a dirlo: «Dopo un periodo buio dove pensavo che fosse la fine per me, torno a dire che non sarà la fine, la strada è ancora lunga ma non sarà la fine — scriveva — . Voglio mandare un messaggio quando pensiamo che intorno a noi non c'è più la luce non vi arrendete perché siamo noi la luce che non dobbiamo spegnere mai». Dopo aver studiato all'alberghiero, il ragazzo aveva iniziato a lavorare come cuoco.

Carabinieri

 

La madre, 52 anni, era invece operatrice socio-sanitaria in una residenza per anziani vicino casa. Mentre il padre, 63 anni, lavorava da una vita come muratore, negli ultimi anni era carpentiere per una ditta del luogo. Mirko amava la musica. E ancora di più cantare. Condivideva testi dedicati alla madre, allo zio scomparso. Sognava di potersi dedicare solo a questo nella vita. [...]