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Da “Repubblica.it”
Microsoft conquista un'importante vittoria in tribunale contro il Dipartimento di Giustizia. Una corte d'appello federale ha stabilito che i mandati per ottenere dati su sospettati non si estendono alle informazioni che si trovano in computer fuori dagli Stati Uniti.
L'azienda aveva citato in giudizio il governo americano dopo avere ricevuto le richieste di accesso ai dati degli utenti, migliaia dal 2013, da parte delle autorità federali, con obbligo di segretezza verso gli interessati. Obbligo che, secondo la società fondata da Bill Gates, violerebbe il quarto emendamento della Costituzione che impone di informare i cittadini in caso di perquisizioni, cosa che dovrebbe accadere anche sul fronte ''digitale''.
Ora la Corte d'Appello del Secondo Circuito stabilisce che la legge federale non consente agli investigatori di costringere Microsoft a consegnare dati conservati in server oltreoceano. Il Dipartimento di Giustizia critica la decisione che, a suo avviso, mette in pericolo la sicurezza pubblica.
''Siamo delusi della decisione e valuteremo le nostre opzioni'', afferma il Dipartimento di Giustizia. Per la Silicon Valley si tratta di una vittoria, per il Dipartimento di Giustizia di una nuova sconfitta negli sforzi per costringere le società tecnologiche ad adempiere agli ordini del governo sui dati.
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