DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO…
LA SCUOLA NON E' UNA PASSERELLA – IN PROVINCIA DI MILANO UN’ALUNNA DI 11 ANNI SI È PRESENTATA IN CLASSE CON UN PAIO DI PANTALONCINI DA BASKET ED È STATA RIMANDATA A CASA A CAMBIARSI PERCHÉ L’ABBIGLIAMENTO NON SI CONFACEVA AGLI STANDARD DELL’ISTITUTO – LA MADRE DELLA STUDENTESSA: “I PANTALONCINI ARRIVANO TRE DITA SOPRA IL GINOCCHIO E NON SONO ATTILLATI. HO LETTO LA MORTIFICAZIONE SUL SUO VOLTO” – LA PRESIDE: “ERA STATO SPIEGATO AGLI ALUNNI QUALE FOSSE UN ABBIGLIAMENTO SCOLASTICO CONSONO” - BENE, BRAVI, BIS: SI TORNI A INSEGNARE AI RAGAZZI CHE NEL MONDO ESISTONO "REGOLE"
Estratto dell’articolo di www.open.online
Una ragazzina di 11 anni si è presentata a scuola con un paio di pantaloncini da basket. La scuola l’ha rimandata a casa a cambiarsi perché l’abbigliamento non si confaceva agli standard della scuola. È accaduto alla scuola media di Mombretto, frazione di Mediglia in provincia di Milano.
Alla fine la madre ha portato alla figlia un paio di pantaloni di ricambio. E al Quotidiano Nazionale oggi dice: «I pantaloncini da basket indossati da mia figlia arriveranno al massimo tre dita sopra il ginocchio, non a metà coscia, e non sono attillati. Quando ho letto la mortificazione sul suo volto ho capito che non potevo lasciare passare un messaggio così negativo. Ho informato dell’accaduto le rappresentanti delle classi delle elementari e delle medie e abbiamo scritto alla preside [...]».
La dirigente scolastica Lucia Corradini replica: «Dopo avere ricevuto la segnalazione della mamma, ho immediatamente chiesto un confronto con i professori per chiarire l’accaduto. Mi è stato confermato che nelle classi era stato largamente condiviso con gli alunni quale fosse un abbigliamento scolastico consono e che i pantaloncini da basket non erano considerati adatti.
a scuola con i pantaloncini corti
Alcune situazioni analoghe che sono accadute nei mesi scorsi, si sono risolte con molta serenità e i genitori non hanno recepito il fatto come un problema. Riconoscere il ruolo educativo è importante. Mi spiace che la giovane studentessa si sia sentita a disagio, si vede che c’è stata una fatica nella condivisione del dialogo educativo. La mia porta è sempre aperta». [...]
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