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Federico Taddia per la Stampa
Milano, destinazione stupore. Boom di arrivi e boom di meraviglia: investimenti, e buon senso, pagano.
Una città riscoperta dai turisti. Ma, prima ancora, riscoperta dai milanesi stessi. L' onda lunga di Expo è vivace, fragorosa e innegabile. Anche se l' onda lunga che sta davvero facendo la differenza è quella della rivoluzione tacita, costante e trasversale che ha avvolto la città in questi ultimi anni.
Una rivoluzione fatta di investimenti e scelte lungimiranti, che hanno messo al centro bellezza e innovazione, estetica e sostenibilità, cultura e italianità.
Parole che sono il petrolio di questa nazione, e che a Milano hanno trovato appigli concreti, tra un grattacielo sempreverde e una ciclofficina popolare, una tram che amplia la propria rete non solo sulla carta e il car sharing che entra nelle consuetudini quotidiane, teatri e musei che osano con proposte coraggiose e orti sociali attorno ai quali gli abitanti fanno comunità. Giuste per evocare alcune delle tante immagini della metropoli che è e che non era. Una città meno da bere e più da vivere: è questo il grande salto che ha fatto Milano.
Ritrovando una propria anima. I «milanesi imbruttiti» si sono trovati in una città più bella. E, più o meno inconsapevolmente, il merito va a loro, perché al di là del colore dell' amministrazione, i milanesi hanno partecipato, hanno accettato la sfida.
E' il risveglio della società civile la vera onda lunga che si sta respirando all' ombra della Madonnina: uomini, donne, giovani famiglie, studenti, professionisti, ma anche semplici vicini di casa o il gruppo genitori di scuola che fanno aggregazione, massa critica, scelgono di esplorare nuovi stili di vita, pretendono una città moderna, sostenibile, proiettata verso il futuro, mettendosi in gioco in prima persona. Dove cultura e ambiente, estetica e contaminazione artistica, imprenditoria sociale e terzo settore, formazione e progettazione, mobilità e benessere non sono capitoli di un fantomatico programma elettorale ma sono i mattoni di una nuova qualità dell' esistenza.
Una vera smart city, dove l' intelligenza è stata quella guardarsi e investire su ciò che già c' era e già si era. Non Milano capitale, ma Milano che ha puntato sul proprio capitale. Ri-innamorarsi della propria città, per farla amare agli altri. Ecco la ricetta meneghina, che tanto piace ai turisti. E dove gli ingredienti sono abbondanti e reperibili in tutto il Paese: il bello e il buono. La rivoluzione, forse, è ricordarcelo più spesso.
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