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IL PRESIDENTE DELL’ARGENTINA, JAVIER MILEI, HA FATTO COSTRUIRE UN CANILE NELLA RESIDENZA PRESIDENZIALE DI OLIVOS PER TENERCI I SUOI QUATTRO MASTINI INGLESI, CHE LUI STESSO HA DEFINITO I SUOI “FIGLI” - L'AMPIA STRUTTURA, CHE È GIÀ DOTATA DI ARIA CONDIZIONATA, NON È ANCORA COMPLETATA POICHE' E’ NECESSARIO L'USO DI MATERIALI IMPORTATI DI DIFFICILE REPERIMENTO ORA A BUENOS AIRES, A CAUSA DELLA GRAVE CRISI ECONOMICA E L'INFLAZIONE GALOPPANTE...
JAVIER MILEI E I SUOI QUATTRO MASTINI INGLESI
(ANSA) - BUENOS AIRES, 13 GEN - "Per fortuna avanzano i lavori per la costruzione dei canili... presto i miei bambini verranno a vivere nella Residenza di Olivos con me... Viva la libertà, carajo". Questo il post con cui il presidente dell'Argentina, Javier Milei, ha celebrato oggi i progressi nella costruzione degli ambienti destinati a ospitare i quattro mastini inglesi che lui stesso definisce 'i suoi figli'.
Non si tratta di una questione di importanza minore per Milei che questa settimana ha aperto una fortissima polemica con una giornalista colpevole di aver affermato, citando fonti della presidenza, che i mastini si trovavano già a Olivos con il presidente. "Sei una bugiarda seriale", ha detto Milei alla giornalista in un post su 'X' smentendo l'informazione per lui evidentemente molto sensibile.
IL CANILE CHE JAVIER MILEI HA FATTO COSTRUIRE PER I SUOI QUATTRO MASTINI INGLESI
La costruzione del canile nella residenza presidenziale, dove Milei si è trasferito solo all'inizio di questa settimana, ha richiesto più tempo del previsto, ha riferito lo stesso Milei, in quanto richiede l'uso di materiali importati di difficile reperimento e il cui ingresso, nel quadro dell'attuale crisi di liquidità, dev'essere autorizzato.
Nelle due foto postate sui social si può osservare che l'ampia struttura per i mastini non è ancora completata ma è già dotata di aria condizionata. Il presidente ultraliberista si è insediato il 10 dicembre alla guida del Paese nel quadro di una grave crisi finanziaria e di liquidità avviando un drastico programma di riaggiustamento fiscale e macroeconomico con una svalutazione del 50% e un vasto piano di deregulation e privatizzazioni.
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