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RISCHIAMO UN SECONDO CETRIOLO TRA LE CHIAPPE - LA MINACCIA IRANIANA DI BLOCCARE ANCHE LO STRETTO DI BAB EL-MANDEB, DOPO QUELLO DI HORMUZ, PUO’ FARCI MOLTO MALE: POTREBBE ALIMENTARE LA SPIRALE INFLATTIVA, A CAUSA DI UN AUMENTO DEI COSTI DELLE MERCI A SUA VOLTA GENERATO DALL'ALLUNGAMENTO DELLE ROTTE COMMERCIALI DEI CARGO - LO STOP DI BAB EL-MANDEB IMPORREBBE ROTTE PIÙ LUNGHE DI ALMENO 7-10 GIORNI ALLE NAVI COMMERCIALI, COSTRETTE A QUEL PUNTO A PASSARE DA CITTÀ DEL CAPO. AUMENTANDO LE SPESE PER IL CARBURANTE E, DI CONSEGUENZA, I PREZZI DELLE MERCI…
Estratto dell’articolo di Tommaso Ciriaco per “la Repubblica”
GOLFO DI ADEN E STRETTO DI BAB EL MANDEB
la minaccia iraniana di bloccare anche lo stretto di Bab el-Mandeb potrebbe convincere Bruxelles della necessità di concedere un briciolo di flessibilità a una capitale che, a differenza ad esempio di Berlino, non presenta spazi fiscali sufficienti per poter utilizzare la leva degli aiuti di Stato sull'energia.
Il congelamento dello snodo sul Mar Rosso può trasformarsi in un problema commerciale e militare. Da ieri la situazione è attentamente monitorata ai vertici dell'esecutivo.
E non lascia indifferente la Difesa. Per due ordini di problemi: il rischio che i marinai italiani impegnati nella missione navale Aspides debbano sparare per difendersi dagli Houthi.
le vie alternative allo stretto di hormuz per il commercio del petrolio
E che un blocco dello stretto alimenti la spirale inflattiva, a causa di un aumento dei costi delle merci a sua volta generato dall'allungamento delle rotte commerciali dei cargo.
Sono scenari ancora teorici, già descritti in alcuni dossier elaborati nei mesi scorsi dai servizi di intelligence, quando per la prima volta Teheran aveva minacciato il congelamento di Bab el-Mandeb. Il rischio commerciale allarma, perché lo stop di quello Stretto imporrebbe rotte più lunghe di almeno 7-10 giorni alle navi commerciali, costrette a quel punto a passare da Città del Capo.
Aumentando le spese per il carburante e, di conseguenza, i prezzi delle merci. Senza trascurare il piano bellico della vicenda: la fregata italiana Fremm Luigi Rizzo è impegnata da tempo in quel teatro.
Le regole di ingaggio prevedono la possibilità di neutralizzare gli atti ostili, ma non di colpire le basi di lancio a terra (di cui si occuparono nel 2024 gli Stati Uniti). In quelle settimane di due anni fa, la missione fu chiamata ad abbattere tra l'altro 19 droni volanti e quattro missili balistici. In quel caso, le navi godevano dello scudo radar dell'Us Navy, capace di avvistare e rispondere in anticipo alla minaccia. Adesso, visti i rapporti tesi con Donald Trump, la partita sarebbe ancora più delicata.
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