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“MIO FIGLIO È UN NEONAZISTA” – IL MINISTRO DELL’IMMIGRAZIONE SVEDESE, JOHAN FORSSELL, HA AMMESSO CHE IL FIGLIO 16ENNE FA ATTIVAMENTE PARTE DI UN GRUPPO DI ESTREMA DESTRA, DOPO LE RIVELAZIONI DELLA FONDAZIONE ANTIRAZZISTA “EXPO”: “COME GENITORE, SONO SCIOCCATO. FORSE ALTRE PERSONE SANNO COSA SIGNIFICA NON SAPERE CON CERTEZZA COSA FANNO I PROPRI FIGLI SUI SOCIAL” – IL CASO È SUBITO DIVENTATO POLITICO, ANCHE PERCHE’ IL GOVERNO DI CENTRODESTRA SI REGGE SULL'APPOGGIO ESTERNO DEGLI ESTREMISTI DI DESTRA “DEMOCRATICI SVEDESI”...
Estratto dell’articolo di Samuele Finetti per il “Corriere della Sera”
Possono le colpe di un figlio ricadere sul padre? È la domanda che si stanno ponendo in queste ore i parlamentari svedesi. E dalla risposta potrebbe dipendere la permanenza nel governo di Johan Forssell, il ministro dell’Immigrazione.
[...] la fondazione antirazzista Expo aveva rivelato che «un parente stretto di un membro dell’esecutivo» faceva attivamente parte di un gruppo di estrema destra.
Due giorni fa, Forssell ha rivelato che nelle scorse settimane la Säpo, ovvero i servizi segreti, lo ha contattato perché quel «parente stretto» è suo figlio.
A sedici anni appena compiuti, il ragazzo è stato coinvolto nelle attività online di almeno tre gruppi neonazisti e avrebbe «collaborato» alle loro «campagne di reclutamento». Simpatie politiche che il giovanissimo non ha mai nascosto: sui social seguiva diverse pagine legate agli ambienti estremisti.
Agli stessi social suo padre ha affidato la propria reazione: «Come genitore, sono scioccato. Forse altre persone sanno cosa significa non sapere con certezza cosa fanno i propri figli sui social. Come possiamo proteggerli ed evitare che vengano trascinati in cose che non vogliamo?».
Il caso è subito diventato politico. Perché, se da un lato la coalizione governativa ha preso le difese di Forssell — il premier Ulf Kristersson ha detto di avere piena fiducia in lui e lo ha elogiato per «essersi comportato da genitore modello» —, dall’altro l’opposizione ha chiesto che il ministro venga convocato al Riksdag, il parlamento, e che l’esecutivo spieghi quanto sapesse della vicenda prima che divenisse di dominio pubblico.
In particolare, Forssell è tacciato di aver usato un doppio standard, lui che è a favore dell’abbassamento dell’età da cui si è penalmente perseguibili dai 15 ai 14 anni.
E non aiuta il fatto che il governo, guidato dal Partito Moderato (centrodestra) di cui il ministro fa parte, si regga sull’appoggio esterno dei Democratici Svedesi, partito di estrema destra che alle elezioni del 2022 fu il secondo più votato e che affonda le proprie radici nella galassia neonazi del Paese.
Forssell ha sottolineato, ancora una volta sui social, che suo figlio — la cui identità non è stata rivelata — «non è sospettato di alcun reato» e che «dopo lunghi confronti con me e sua madre, ha tagliato completamente i contatti con quei gruppi ed è profondamente e sinceramente pentito. È un capitolo chiuso». [...]
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