DAGOREPORT – AVVISATI QUEI "GENI" DELL'EGEMONIA BANCARIA DI PALAZZO CHIGI: BANCO BPM È PASSATO…
DAGOREPORT – AVVISATI QUEI "GENI" DELL'EGEMONIA BANCARIA DI PALAZZO CHIGI: BANCO BPM È PASSATO DALLA PADELLA DI UNICREDIT ALLA BRACE DI CREDIT AGRICOLE – ALTRO CHE ACCORDO: SI È CONSUMATA SOTTOTRACCIA LA ROTTURA TRA L’AD CASTAGNA E I VERTICI DELL’ISTITUTO FRANCESE, PRIMO AZIONISTA DELL’EX POPOLARE DI MILANO – IL NUMERO UNO TRANSALPINO, HUGUES BRASSEUR, CHIAMATO DA CASTAGNA IN SOCCORSO PER RIGETTARE L’ASSALTO DI ORCEL, AVEVA POSTO COME CONDIZIONE PER IL SUO SOSTEGNO LA CACCIATA DEL PRESIDENTE, MASSIMO TONONI, OSTILE AI SOCI FRANCESI, IN VISTA DEL RINNOVO DEL CDA. MA TONONI HA LE SPALLE COPERTE: È LEGATO AL “GRANDE VECCHIO” GIUSEPPE GUZZETTI COSÌ COME GIORGETTI, E SARÀ RICONFERMATO – COSÌ I FRANCESI, INCAZZATISSIMI, PRESENTARANNO UNA LISTA DI MINORANZA, E PUNTANO A OTTENERE FINO A SEI CONSIGLIERI, GRAZIE ALLA NUOVA “LEGGE CAPITALI” – IL TERZO INCOMODO E' UN ALTRO ANTI-AGRICOLE: DAVIDE LEONE, AZIONISTA PESANTE CON L’8,2% , CHE SI AGGREGERÀ ALLA LISTA DI ASSOGESTIONI...
DAGOREPORT
Dietro all’accordo di facciata per il rinnovo del Cda di Banco Bpm, si è consumata una clamorosa spaccatura tra il Ceo Giuseppe Castagna e i vertici di Credit Agricole - un duplex che fino a ieri filava d'amore e d'accordo verso il talamo nuziale.
Parbleu, cosa si è rotto? Hugues Brasseur, numero uno del gruppo francese, ha sempre avuto ottimi rapporti con Castagna, al punto di chiedere l'intervento della banca dello stato francese per salvarsi la pelle (della poltrona).
HUGUES BRASSEUR - AD DI CREDIT AGRICOLE
Ma forse è necessario fare un po' di cronistoria, magari aiuta per capirci qualcosa:
- Febbraio 2022, Orcel sta per fare un'opa su Banco e viene liquidato come ''banca straniera'' da Salvini e messo fuori gioco dalla Presidenza del Consiglio a colpi di insostenibili norme di golden power, sputtanate poi dalla Bce.
- Subito dopo Castagna corre dal Ceo di Credit Agricole Italia, Giampiero Maioli, e fa entrare CA nel Banco (con circa il 5%) con la promessa di dargli le polizze vita e danni
- 7 aprile 2022 i francesi annunciano di avere 9,18% del Banco.
Giancarlo Giorgetti - foto lapresse
- A metà aprile Castagna inizia a far sapere che darà in gestione esterna il ramo danni e vita con l'intenzione di darlo ad Agricole. Succede un putiferio, gli azionisti dicono: il ramo vita è asset management e non si può dare via.
- Castagna è costretto fermarsi sul ramo vita ma a fine aprile fa la gara sul ramo danni. Partecipano anche Generali e Allianz oltre ad Agricole.
- A fine dicembre 2022 CA, come prevedibile, vince la gara del ramo danni
- 12 giugno 2024 CA sale al 15,1%
- Aprile 2025 CA sale al 19,8%
- Estate 2025 richiesta di CA alla Bce di salire sopra il 20%
- Autunno 2025 Bce autorizza Agricole a salire fino al al 30%
Non soddisfatti, Brasseur e il suo braccio destro, il vicepresidente Jerome Grivet, avevano posto a Castagna come condizione principale, per votare la lista di maggioranza per il nuovo Cda del prossimo 16 aprile, la “defenestrazione” dell’attuale presidente del banco, Massimo Tononi, da sempre ostile all’istituto francese, pare, per vecchie ruggini.
Il destino cinico e baro vuole che Tononi sia legato al “Grande Vecchio” delle fondazioni bancarie, Giuseppe Guzzetti, così come del resto lo è anche l’attuale numero uno del Mef, Giancarlo Giorgetti.
Senza dimenticare che Tononi ha ricoperto il ruolo di sottosegretario al ministero dell’Economia con Romano Prodi a Palazzo Chigi, tra il 2006 e il 2008. Godendo di tali protezioni, Giorgetti a puntato i piedini su Tononi che, così, è rimasto al primo posto della lista del prossimo cda e sarà riconfermato presidente, in barba ai galletti di Agricole.
GIUSEPPE CASTAGNA MASSIMO TONONI
Una decisione che ha fatto incazzare non poco i francesi, con la conseguenza che il prossimo 16 aprile presenteranno una lista di minoranza per far la guerra a Castagna. Una lista che potrebbe ottenere dai tre ai sei posti, secondo quando previsto dal nuovo statuto approvato dall’assemblea di Banco Bpm lo scorso 23 febbraio per “recepire” la nuove indicazioni della “Legge Capitali”, targata Caltagirone, in materia di lista del cda.
giampiero maioli credit agricole
Il nuovo meccanismo oltre a consentire alla lista presentata dal consiglio uscente di ottenere fino a dodici posti su quindici, permette di aumentare la rappresentanza delle minoranze, che possono prendersi fino a sei seggi, contro i tre previsti dal sistema precedente.
Il terzo incomodo sarà la lista di Assogestione, alla quale si dovrebbe aggregare l’altro socio forte di Bpm, Davide Leone, forte del suo 8% di quote, che non ha mai nascosto i suoi sentimenti anti-Agricole. Ma come, abbiamo fatto tanto per trasformare le popolari di Verona e Milano in una public company e adesso invece ci ritroviamo con le cooperative verdi: un ritorno al passato.
Il numero di consiglieri destinati alle minoranze dipenderà dal risultato complessivo dell’assemblea, secondo un sistema a scaglioni. Se le prime due liste di minoranza supereranno il 35% dei voti assembleari, conquisteranno cinque seggi; oltre la soglia del 50% i seggi saliranno a sei. Al di sotto di questi livelli la rappresentanza si ridurrà fino a un minimo di tre consiglieri.
Andrea Orcel giuseppe castagna
Giuseppe Castagna - PRIMA DELLA SCALA 2024
BANCO BPM - CREDIT AGRICOLE
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