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COZZI AMARI - ERGASTOLO PER L'EX CONDUTTORE TIVÙ ALESSANDRO COZZI, ACCUSATO DI DOPPIO OMICIDIO: FU LUI AD AMMAZZARE CON UNA COLTELLATA IL SUO DATORE DI LAVORO ALFREDO CAPPELLETTI, NEL 1998, E A UCCIDERE NELLA STESSA MANIERA, NEL 2011, ANCHE L'EX SOCIO ETTORE VITIELLO, A CUI DOVEVA DEI SOLDI - LA CONDANNA DOPO CHE LA CASSAZIONE AVEVA ANNULLATO I 24 ANNI INFLITTI IN APPELLO: C'ERANO TROPPI DETTAGLI CHE NON TORNAVANO...
Luca Fazzo per "il Giornale"
Per due volte ha ammazzato e per due volte i giudici gli avevano risparmiato l'ergastolo: come se quella parola terribile fosse troppo pesante per essere pronunciata davvero.
Alessandro Cozzi - un tempo brillante e colto esperto di tematiche familiari e conduttore di trasmissioni televisive - ieri pomeriggio non era in aula: dopo l'udienza del mattino aveva preferito restare a San Vittore. Ma se ci fosse stato, per la prima volta avrebbe sentito pronunciare contro di lui la sentenza che lo chiude per sempre in cella: ergastolo.
A chiuderlo dietro le sbarre è il primo dei suoi delitti, l'uccisione del suo datore di lavoro Alfredo Cappelletti, ammazzato con una coltellata in via Malpighi il 16 settembre 1998. La morte di Cappelletti fu sbrigativamente archiviata come suicidio dalla Procura, contro il parere dei poliziotti della Squadra Omicidi che avevano riscontrato troppe incongruenze.
Perché venisse riaperto il caso è servito il secondo omicidio di Cozzi: il 29 marzo 2011 al Corvetto, ammazza - sempre a coltellate - l'ex socio Ettore Vitiello cui doveva dei soldi. Per l'assassinio di Vitiello, Cozzi è stato condannato a una pena insolitamente blanda: quattordici anni che tra poco avrà finito di scontare. E anche per l'uccisione di Cappelletti i giudici non avevano infierito. In appello gli avevano inflitto 24 anni, escludendo la premeditazione.
«Se lo assolvevano era peggio», aveva abbozzato amara la vedova Cappelletti. Ma erano molti i dettagli che rendevano inverosimile la tesi del delitto d'impeto fatta propria dai giudici.
Infatti la Cassazione ha annullato la sentenza e ha ordinato un nuovo processo d'appello. Che ieri si conclude in poche ore con la condanna di Cozzi al carcere perpetuo. Prima di ritirarsi in camera di consiglio il presidente della Corte d'assise, Renata Peregallo, gli ha chiesto se avesse qualcosa da dire. L'altra volta, nel primo processo d'appello, Cozzi aveva scelto di parlare, per rivendicare la sua innocenza. Ieri ha declinato l'offerta, come rassegnato.
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