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IL MONDO AL CONTRARIO: I NAPOLETANI GABBATI DAI MILANESI - NELLA CITTA' PARTENOPEA, 150 PAZIENTI DELLO STUDIO DENTISTICO "SANIDENT" SONO RIMASTI FREGATI DALL'AMMINISTRATORE MILANESE DELLA CLINICA - LA SEDE NAPOLETANA DELLA "SANIDENT" HA CHIUSO IMPROVVISAMENTE LASCIANDO I PAZIENTI SENZA DENTI E CON IL PORTAFOGLIO VUOTO: MOLTI, SONO STATI ABBANDONATI A META' TRATTAMENTO, SENZA LE ARCATE SUPERIORI O INFERIORI - PARLA UNO DEI SOCI DELLA DITTA FANTASMA: "FUGGITI SENZA DARMI TRE MESI DI ONORARI"
Estratto dell'articolo di Leandro Del Gaudio per www.ilmattino.it
Si stanno contando da giorni e proveranno a fare fronte comune. Sanno che la loro battaglia è solo all’inizio, ma sono pronti ad andare fino in fondo coltivando una doppia speranza: da un lato quella di recuperare i soldi investiti, dall’altro puntano a una condanna esemplare per gli organizzatori di una truffa sulla pelle dei più deboli. Eccola la doppia battaglia condotta dagli ormai ex pazienti della Sanident, azienda che per anni ha operato a Napoli nel campo della odontoiatria.
Una impresa operativa da 26 anni in via Brin che all’improvviso ha chiuso i battenti. Un cartello di avviso all’esterno dell’ingresso principale, poche parole per aggiornarsi a data da destinarsi, centralini telefonici muti, ma anche trattamenti interrotti senza una ragione. E soldi incassati in anticipo con tanto di firma su contratti sostenuti da prestiti di una finanziaria.
Un dramma per tantissimi pazienti napoletani - circa 150 -, su cui è logico pensare che siano in corso indagini da parte della Procura. Una storiaccia di malaffare sulla pelle di chi non alcuna colpa, se non di essersi fidato di un sistema che sembrava consolidato. Ieri alcuni pazienti napoletani si sono recati a Milano, città dell’amministratore unico in fuga, strappando la promessa di una ripresa delle cure finanziate.
È la frontiera dei prestiti per le protesi dentarie. In sintesi, per almeno 26 anni, in via Brin le cose sono andate avanti in questo modo: nella Sanident c’erano medici e consulenti che prendevano in cura il paziente, al quale veniva assicurata una visita preventiva, con tanto di diagnosi, percorso terapeutico e costi dell’operazione. Parliamo di interventi privati che potevano costate anche ventimila euro, che venivano assicurati tramite un contratto con finanziarie. Un metodo che consentiva di spalmare negli anni il costo degli interventi o dei trattamenti. Per anni il sistema ha funzionato a perfezione.
E non è un caso che Sanident aveva sedi anche a Milano e in altre città del nord Italia, offrendo per anni uno standard elevato di professionalità e coerenza amministrativa. Quanto basta a rendere ancora più amara la sorpresa toccata ai pazienti napoletani. Invece, trattamenti che non sono stati mai portati a termine.
Uno schema alla prendi i soldi e scappa che lascia tutti senza una spiegazione ma anche senza alcuna prospettiva futura. Niente cure, niente risarcimenti del danno. Lunedì prossimo ci sarà un incontro con gli avvocati di parte per articolare integrazioni alle denunce fino a questo momento solo abbozzate.
E a proposito di denunce non manca un esposto a parte, che viene firmato da uno dei medici della struttura. Un ex socio del management guidato da un amministratore unico. Si chiama Innocenzo Martire, ha una consolidata esperienza nel campo della chirurgia odontoiatrica e lavorava da consulente medico per la ormai ex impresa sanitaria di via Brin.
Spiega a Il Mattino: «Ho dato mandato al mio legale di sporgere denuncia contro l’amministratore unico della società. Vanto tre mesi di onorario per interventi e consulenze per i quali non mi è pervenuta alcuna retribuzione. E ho subito anche un gravissimo danno reputazionale. Sono stato per 40 anni amatissimo dai miei pazienti in tutta Italia, per il mio approccio umano e professionale, ma c’è addirittura chi mi addita come complice di questa vicenda. Non c’entro niente, non mi occupavo di amministrazione e contabilità, io in quella struttura ho sempre e soltanto fatto il medico e il chirurgo». [...]
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