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IL MONDO E’ IN FIAMME? SI RISCHIA UNA GUERRA IN EUROPA? I SUPER RICCHI IN SVIZZERA SI ATTREZZANO: POTRANNO OTTENERE IN LEASING, PER 99 ANNI E AL COSTO DI UN MILIONE DI FRANCHI, UN BUNKER A 100 METRI DI PROFONDITA’, NEL MASSICCIO DEL BRÜNIG, IN CUI NASCONDERE LE LORO PROPRIETA’ (OPERE D'ARTE, GIOIELLI, OROLOGI DI LUSSO, AUTO D'EPOCA, COLLEZIONI DI VINI FRANCESI DI ALTISSIMA QUALITÀ) – L’IDEA E’ VENUTA ALL'IMPRENDITORE THOMAS GASSER CHE HA OTTENUTO IN CONCESSIONE L’AREA PER CREARE UNA STRUTTURA BLINDATA DI VENTI CAVERNE, CHE SARANNO PRONTE NEL 2027 - TRA LE 9,2 MILIONI DI PERSONE CHE RISIEDONO IN SVIZZERA, BEN 3MILA POSSIEDONO UNA FORTUNA SUPERIORE AI 50 MILIONI DI FRANCHI (UN TEMPO PORTAVANO LE LORO RICCHEZZE A DUBAI MA LA GUERRA IN IRAN HA STRAVOLTO TUTTO) – I RICCONI VOGLIONO METTERE AL SICURO I PATRIMONI NON SOLTANTO DA BANDE DI MALVIVENTI MA ANCHE DALL'INVADENTE CURIOSITÀ DEI DRONI CHE, DI RECENTE, HA INDOTTO ROLEX AD OTTENERE IL DIVIETO DEL SORVOLO DEL PROPRIO STABILIMENTO… - VIDEO!
Estratto dell’articolo di Franco Zantonelli per “la Repubblica”
svizzera bunker nel massiccio del brunig thomas gasser
In Svizzera l'instabilità internazionale, da un lato per l'interminabile guerra in Ucraina, dall'altro per il conflitto in Medio Oriente che non sembra avere soluzioni, sta riportando autorità e popolazione a quello spirito di testuggine alpina che preservò il Paese, prima da Hitler, poi da un'ipotetica aggressione dell'Armata Rossa sovietica.
Fatto sta che da un lato la Confederazione si sta riarmando, dall'altro vengono riaperti e riconvertiti, agli scopi originari, i bunker nelle Alpi che servirono da misura dissuasiva, durante la Guerra Fredda, nel timore di un confronto armato tra Nato e Patto di Varsavia.
Un esempio di bunker in fase di ripristino si trova nel massiccio del Brünig, nel Canton Obvaldo, proprio nel cuore della Svizzera più autentica. Non una struttura militare ma un sito dove i super-ricchi residenti nella Confederazione possano mettere al sicuro i loro beni.
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E quando si parla di super-ricchi va ricordato che, tra le 9,2 milioni di persone che risiedono in quello che è considerato uno dei Paesi più ricchi del mondo, ben 3mila possiedono una fortuna superiore ai 50 milioni di franchi. Patrimoni da mettere al sicuro non soltanto da bande di malviventi ben organizzati ma anche dall'invadente curiosità dei droni che, di recente, ha indotto Rolex ad ottenere il divieto del sorvolo del cantiere di uno stabilimento in fase di costruzione a Bulle, nel Canton Friburgo.
«Per parecchio tempo è stata ritenuta sicura Dubai, ora invece questa sicurezza è stata messa in seria discussione», spiega alla Tsr, la tv pubblica elvetica in lingua francese, l'imprenditore Thomas Gasser, che ha avuto l'idea del bunker per ricchi, nel massiccio del Brünig.
Cavalcando le crisi geopolitiche che stanno scuotendo il pianeta, Gasser ha concepito una struttura blindata di venti caverne, in grado di ospitare, in piena sicurezza, opere d'arte, gioielli e orologi di lusso, auto d'epoca, fino a collezioni di grand cru, ovvero vini francesi di altissima qualità. Di nomi degli utilizzatori del bunker, come insegna la tradizionale discrezione elvetica, non se ne fanno. Le venti caverne saranno pronte nel 2027 e stando a Thomas Gasser, i potenziali proprietari saranno disposti a spendere un milione di franchi per accaparrarsi, per la durata di novantanove anni, la titolarità di uno di questi rifugi situati a 100 metri di profondità.
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Novantanove anni come, fino a poco tempo fa, i Mews di Londra, ovvero le stalle nobiliari di quartieri oggi alla moda come Kensigton, che le famiglie aristocratiche proprietarie per secoli, concedevano in leasing, ovvero in una sorta di affitto, per non più di un secolo. […] chi li acquista possa iscriverli al registro fondiario del Canton Obvaldo, come pure utilizzarli per ottenere un'ipoteca. O cederle, come avveniva con i Mews londinesi.
Va detto che quello del massiccio del Brünig non è il primo caso di riutilizzo di un bunker alpino dismesso. A Bodio, nel Canton Ticino, è stato realizzato, al costo di 80 milioni di franchi, il data center Phoenix, che ha utilizzato parte del cunicolo d'ingresso del cantiere della ferrovia Alp Transit, quella con la galleria di 57 chilometri che è la più lunga del mondo. […]
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