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IL MOSTRO NEL TALAMO - L'EUROPOL HA SGOMINATO UNA RETE DI UOMINI CHE, IN TUTTA EUROPA, ORGANIZZAVA STUPRI DI MOGLI E COMPAGNE: 57 LE PERSONE FINITE IN MANETTE - NEI FORUM ONLINE, I VIOLENTATORI SI SCAMBIAVANO CONSIGLI SU COME STORDIRE LE PROPRIE VITTIME UTILIZZANDO DROGHE O FARMACI SEDATIVI. INOLTRE, PIANIFICAVANO LE AGGRESSIONI E CONDIVIDEVANO IMMAGINI E VIDEO DEGLI ABUSI, INCORAGGIANDO ALTRI MEMBRI A FARE LO STESSO - SIOBHAN BLAKE, PROCURATORE INGLESE CHE GUIDA LE INDAGINI: "QUESTI ABUSI SONO TRA I PIÙ ORRIBILI CHE ABBIA MAI VISTO NELLA MIA CARRIERA" - IL CASO DI GISELE PELICOT, LA DONNA FRANCESE CHE PER ANNI È STATA DROGATA E STUPRATA DA DECINE DI UOMINI CHE VENIVANO INGAGGIATI SUL WEB DAL MARITO DOMINIQUE…
Estratto dell'articolo di Paolo Brera per www.repubblica.it
Uomini che stuprano le donne. Le mogli, le compagne, le amiche: le hanno tramortite con droghe e farmaci, somministrati dopo aver imparato in rete come farlo. Lo shock per la tragedia vissuta in Francia da Gisèle Pelicot ha aperto un vaso di Pandora in cui le polizie europee - collaborando tra loro e con polizie di tutto il mondo per incrociare indizi e tracce -stanno scoprendo una rete impressionante di storie simili, se non analoghe.
Sono già arrivati i primi 57 arresti in quelle che vengono definite "indagini collegate", ma è chiaro che è solo la punta di un iceberg di cui sono state diffuse pochissime notizie per non compromettere il lavoro.
L'operazione Medusa, coordinata da Europol e guidata dalle autorità britanniche e tedesche, ha fatto emergere una rete internazionale di stupri facilitati con droghe che si alimentava in comunità online misogine, per alcuni aspetti simili al sito Phica smantellato dagli inquirenti italiani ma con uno scopo diverso: non solo condividere fotografie e video, bensì consigli operativi su come agire.
Quelli che potevano apparire come episodi isolati di donne che perdevano improvvisamente conoscenza o di partner che approfittavano della debolezza della compagna, stanno rivelando l'esistenza di un ecosistema criminale organizzato, alimentato da comunità online che pianificano, facilitano e normalizzano le violenze sessuali.
E’ la prima operazione internazionale coordinata specificamente contro le violenze sessuali facilitate dall'uso di sostanze sedative o stupefacenti, e ha coinvolto investigatori di Europa, Nord America e Sud America. Dal 22 al 24 giugno ventinove investigatori di sette Paesi si sono riuniti presso la sede della National Crime Agency britannica a Londra per confrontare dati, incrociare informazioni investigative e analizzare migliaia di elementi raccolti nei mesi precedenti.
"Questi abusi sono tra i più orribili che abbia mai visto nella mia carriera. Le vittime subiscono violenze sessuali nelle proprie case, in una violazione estrema della fiducia. Questo tipo di reato prospera nel segreto, online e a porte chiuse", ha detto Siobhan Blake, responsabile nazionale della Procura della Corona britannica per i casi di stupro e reati sessuali gravi.
Gli investigatori hanno individuato quattro nuove comunità misogine online e identificato 156 persone tra vittime e presunti autori. Il lavoro congiunto ha aperto 113 indagini penali e 274 nuove piste investigative. All'operazione partecipano le forze di polizia di Germania, Regno Unito, Francia, Spagna, Paesi Bassi, Brasile e Stati Uniti, con il coordinamento analitico di Europol, mentre cooperano anche Canada e Ungheria. Per gli investigatori si tratta soltanto di una fotografia parziale di un fenomeno molto più esteso.
Oltre alle cosiddette "droghe dello stupro", vengono utilizzati anche farmaci sedativi regolarmente prescritti. L'obiettivo è provocare perdita di coscienza, amnesia e riduzione della capacità di reagire, rendendo particolarmente difficile sia la denuncia sia l'accertamento giudiziario.
Ma l'aspetto più inquietante è che la maggior parte dei casi non nasce da incontri occasionali nei locali notturni, bensì all'interno di relazioni di fiducia. Il Progetto Medusa si concentra soprattutto su aggressioni avvenute in relazioni intime o familiari, dove gli autori sono spesso partner, ex partner o conoscenti.
Gli inquirenti non hanno rivelato quali piattaforme siano state utilizzate per non compromettere le indagini, ma descrivono reti chiuse ospitate su servizi di messaggistica criptata, forum riservati e gruppi privati nei quali gli utenti si scambiano consigli su come reperire farmaci, discutono le modalità di somministrazione, pianificano le aggressioni e condividono immagini e video degli abusi, incoraggiando altri membri a fare lo stesso. [...]
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