amazon piromalli

LE 'NDRINE MALANDRINE RIESCONO A METTERE IN FUGA ANCHE AMAZON - LA SOCIETÀ LASCIA L'HUB (UN CAPANNONE DA 30 MILA METRI QUADRATI) DI GIOIA TAURO. NONOSTANTE IL COLOSSO DI BEZOS PAGHI UN AFFITTO DA 1.1 MILIONI ALL'ANNO, NON LO HA MAI UTILIZZATO - IL PROGETTO HA ATTIRATO LE MIRE DELLA STORICA 'NDRINA PIROMALLI, GUIDATA DALL'OTTANTENNE GIUSEPPE, DETTO "FACCIAZZA" - IL BOSS VOLEVA ESTORCERE DENARO DALLE IMPRESE EDILI LOCALI A CUI ERANO APPALTATI I LAVORI E VOLEVA GESTIRE LE ASSUNZIONI, FAVORENDO I SUOI AMICI - DALLE INDAGINI DEI "ROS" NON EMERGONO CONTATTI TRA LA 'NDRINA E AMAZON. PIROMALLI, IN UNA INTERCETTAZIONE DICE: "QUESTI SONO COLOSSI, NON LI DOBBIAMO SPAVENTARE"

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Estratto dell’articolo di Raffaele Crocitti per “Milano Finanza”

magazzino di amazon

 

Pagare 1.119.323 euro all’anno per l'affitto di un hub logistico da oltre 30 mila metri quadrati senza mai averlo utilizzato. E ciò che sta accadendo ad Amazon con un capannone situato in un'area limitrofa al porto di Gioia Tauro (Reggio Calabria).

 

Primo scalo italiano per volumi di merci trasportate e fulcro commerciale del Mediterraneo, il porto gioiese rappresenta uno snodo strategico per realtà come Amazon. Infatti, il colosso di Jeff Bezos a ottobre 2022 ha stipulato un contratto di affitto della durata di 12 anni per la cifra sopra menzionata con la società catanese Gestione Immobiliare.

 

magazzino amazon 1

L'operatore real estate siciliano aveva acquistato un terreno nella zona Industriale del porto e aveva già commissionato i lavori per la costruzione di un capannone da destinare ad Amazon, in virtù di accordi già presi tra loro. L'hub logistico è stato ultimato a inizio 2023 ma la società americana, che tuttora sta onorando il contratto pagando 1,1 milioni annui, non ha mai iniziato a operare a Gioia Tauro.

 

GIUSEPPE PIROMALLI

Non solo: nel 2024 ha confermato alle forze dell'ordine l'assenza di progettualità futura in merito all'utilizzo dell'asset. Come emerge dall'informativa dei Carabinieri del Ros destinata alla Dda di Reggio Calabria, coordinata dal procuratore Giuseppe Borrelli e dall'aggiunto Sterano Musolino e che Milano Finanza ha potuto visionare, l’ingresso di Amazon a Gioia Tauro aveva attirato le mire della storica 'ndrina gioiese Piromalli, guidata dall'ottantenne Giuseppe, detto “Facciazza”.

 

Il boss, uscito dal carcere nel 2021 dopo una detenzione durata 22 anni, aveva subito mostrato interesse verso il capannone di Amazon almeno due direzioni. La prima si è concretizzata nell'attività estorsiva nei confronti delle imprese edili locali a cui Gestione Immobiliare aveva commissionato i lavori di costruzione del capannone. «lo mi prendo quello che mi tocca» diceva Piromalli in un 'intercettazione, oltre a lamentare di non essere stato interpellato nella scelta degli operatori nella costruzione dell'hub.

 

magazzino amazon

Il secondo piano di intervento, quello che avrebbe maggiormente toccato l'attività di Amazon, era il controllo sulle assunzioni. In alcune conversazioni con un avvocato e imprenditore del luogo, che era stato l'intermediario nell'approdo di Gestione Immobiliare a Gioia Tauro, emergeva l'intento di Piromalli di infiltrare l'attività per far lavorare nel polo di Amazon alcune persone di sua fiducia, soprattutto figli di detenuti.

 

GIUSEPPE PIROMALLI

La cosca inoltre stava già organizzando una «cooperativa di trenta mezzi» che sarebbe stata, nei piani dei sodali, il riferimento di Amazon nel trasporto merci da Gioia Tauro «in tutta Italia». Dalle rilevazioni dei Ros non emergono contatti diretti tra la 'ndrina e Amazon. Ma anche questa cautela faceva parte della strategia di Piromalli: «Questi sono colossi, non li dobbiamo spaventare». Era interesse della cosca infatti che Amazon proseguisse l'attività.

 

Inoltre il boss, consapevole che i grandi investitori sono sotto la lente di Questura e Procura, sottolineava la necessità di «non avere mai contatti con nessuno». [...]

 

Amazon 3

Contattata da Milano Finanza in merito al dietrofront fatto a Gioia Tauro, la società ha risposto: «Amazon pianifica le proprie infrastrutture con anni di anticipo e rivede costantemente la propria rete logistica per servire al meglio i clienti. Sono molteplici i fattori che possono influire sulle tempistiche di apertura di nuove strutture, tra cui esigenze operative, valutazioni sulla capacità della rete e considerazioni di pianificazione logistica.

Amazon 1

 

Le nostre decisioni di investimento in Italia e in Europa si basano esclusivamente su questi fattori operativi e di business Amazon ha investito oltre 25 miliardi di euro in Italia dal 2010, creando più di 19.000 posti di lavoro a tempo indeterminato. Continuiamo a valutare opportunità su tutto il territorio nazionale, incluso il Sud, sulla base delle nostre esigenze operative».