IL LIBRO DI MARIA ROSARIA BOCCIA SU RANUCCI E’ UN LIBRO…SULLA BOCCIA – L’EX AMANTE DI SANGIULIANO…
LA SANITÀ CI FA USCIRE PAZZI - COMPLICE LA PANDEMIA, NEGLI ULTIMI DUE ANNI IN ITALIA SONO AUMENTATI I CASI DI DISTURBI PSICHIATRICI E LE DOMANDE DI ASSISTENZA SPECIALISTICA, MA C'È UN PROBLEMA: MANCANO GLI PSICHIATRI! (E I SOLDI) - NON SOLO: OLTRE ALLA CARENZA DI PERSONALE (-1.000 ENTRO LA FINE DELL'ANNO) IL FONDO SANITARIO NAZIONALE HA DIMINUITO GLI STANZIAMENTI DESTINATI ALLE CURE E AL FUNZIONAMENTO DEL COMPARTO DELLA SALUTE MENTALE. PROPRIO ORA CHE CE NE SAREBBE PIÙ BISOGNO...
Mario Fabbroni per www.leggo.it
Aumentano i casi di disturbi psichiatrici per effetto della pandemia, aumenta la domanda di assistenza specialistica ma diminuisce (drasticamente nei prossimi 2 anni) il numero degli psichiatri italiani in servizio. Saranno addirittura 1.000 in meno, tra pensionamenti e dimissioni.
Paradosso tutto italiano anche quello dei fondi destinati alle cure e al funzionamento del comparto della salute mentale: zero nel Pnrr, in picchiata quelli erogati dal Fondo sanitario nazionale (erano il 3,5% nel 2018, crollati fino al 2.75% nel 2020).
Insomma, la situazione è drammatica. Così 10 Società scientifiche lanciano l'allarme e chiedono l'istituzione immediata di un'Agenzia nazionale ad hoc. L'Italia, avverte l'alleanza delle Società scientifiche (tra cui la Società italiana di psichiatria, di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza, di Psichiatria delle Dipendenze e la Federazione Italiana degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze FeDerSerD) è «tra gli ultimi in Europa» per la salute mentale nonostante un aumento stimato del 30% di diagnosi tra depressione e altre patologie psichiche causato da due anni di pandemia, soprattutto tra giovani e studenti.
Si va quindi verso «l'impossibilità di garantire i servizi minimi in un settore in ginocchio già prima della pandemia». Gli investimenti, spiegano gli psichiatri, che «sarebbero dovuti crescere almeno fino al 5% del fondo sanitario nazionale, per raggiungere l'obiettivo del 10% indicato in sede comunitaria per i Paesi ad alto reddito. Invece, piano piano, stanno sparendo.
Questo «impoverimento dei servizi pubblici - rileva Massimo di Giannantonio, presidente della Società Italiana di Psichiatria - ormai sotto la soglia della sopravvivenza, fa sì che si riducano anche le possibilità di intervento precoce, mettendo in seria difficoltà le attività di prevenzione».
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