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NEL CASO DELLA “BOMBA D’AMORE” A RANUCCI RESTA IL GRANDE INTERROGATIVO: QUAL ERA IL VERO MOVENTE DI LAVITOLA? – PER I PM NON CI SONO DUBBI: IL FACCENDIERE VOLEVA “AUMENTARE ESPONENZIALMENTE LA POPOLARITÀ DELLA PERSONA OFFESA IN MODO DA AGEVOLARE LA SUA IMMINENTE DISCESA IN CAMPO”. MA GLI AVVOCATI DI VALTERINO, NELLA MEMORIA DIFENSIVA PRESENTATA AL RIESAME, HANNO DEFINITO LA TESI DELLA PROCURA “FRUTTO DI VOLI PINDARICI”. PER I LEGALI, L'OSTE DEL BISTROT “CEFALÙ” CON L’ATTENTATO VOLEVA CHE RANUCCI OTTENESSE UN RAFFORZAMENTO DELLA SCORTA – EPPURE LO STESSO LAVITOLA, INTERROGATO DAI MAGISTRATI, AVEVA AMMESSO CHE QUELLA CON L’EX CONDUTTORE DI “REPORT” ERA “UN’AMICIZIA INTERESSATA. SE SIGFRIDO FOSSE DIVENTATO MINISTRO...”

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Estratto dell’articolo di Enrica Riera per “Domani”

 

sigfrido ranucci e valter lavitola

Dichiarazioni, smentite, precisazioni. E poi contraddizioni e altre opacità. «È una commedia all’italiana», il commento più in voga tra i corridoi della procura di Roma. L’inchiesta sulla «bomba d’amore» a Sigfrido Ranucci è il rompicapo degli ultimi mesi. Tutti vogliono capire perché «un tuo amico da un giorno all’altro ti faccia piazzare una bomba sotto casa».

 

[...] Per i pm non ci sono dubbi e d’altronde l’hanno più volte sottolineato: il faccendiere-ristoratore voleva «aumentare esponenzialmente la popolarità della persona offesa – si legge negli atti giudiziari – in modo da agevolare la sua imminente discesa in campo». Ragioni politiche, dunque, da cui ricavare benefici.

 

LA DOLCE VITOLA - MEME BY EMILIANO CARLI

Ma i difensori dell’arrestato, Sergio e Arturo Cola del foro di Napoli, non ci stanno. E nella memoria difensiva sciorinata nel corso dell’udienza del riesame di lunedì, in cui hanno chiesto la mitigazione della misura cautelare e pure di spostare il procedimento da Roma alla Campania, hanno definito il movente profilato dai pm capitolini come «il frutto di manifesti voli pindarici».

 

Per i penalisti le ragioni dietro all’ordigno coincidono con la protezione che Lavitola, preoccupato per l’amico tanto da orchestrare l’attentato, voleva che Ranucci ottenesse: più scorta, più uomini a guardargli le spalle. Ma se poi, certo, «Sigfrido fosse diventato ministro...», si legge nell’interrogatorio del faccendiere che ha pure parlato di «amicizia interessata», il primo a ottenere un vantaggio collaterale sarebbe stato lo stesso Lavitola.

 

Insomma, una contraddizione. Così gli inquirenti, consapevoli di questa «incoerenza», davanti all’etichetta di «volo pindarico», abbozzano un sorriso e tirano dritto per la loro strada. Il loro ragionamento è chiaro: il sondaggio politico per Lavitola, in base a quanto trapela da fonti informate, era una cosa seria: perché, altrimenti, interromperlo dopo la bomba? «Il faccendiere – dicono dal palazzo – voleva dati certi, per lui non era affatto un gioco».

 

valter lavitola e sigfrido ranucci al cefalu bistrot - foto di aldo torchiaro

[...]

 

In questo caso l’ex conduttore resta persona offesa, vittima di quanto avvenuto il 16 ottobre 2025: come noto, il giornalista Rai verrà sentito a stretto giro dai pm dell’Antimafia di piazzale Clodio che vogliono dei chiarimenti su alcune zone d’ombra di questa vicenda. La convocazione coinciderà con la conclusione dell’analisi sui dispositivi sequestrati dagli investigatori.

 

Un altro dubbio riguarda cosa c’è all’interno delle chat agli atti giudiziari tra Ranucci e Lavitola: risulta del resto che ci siano messaggi relativi ai servizi di Report e la stessa procura ha acceso un faro su alcuni servizi mai andati in onda.

 

SIGFRIDO RANUCCI E VALTER LAVITOLA - VIGNETTA BY NATANGELO

Materiale presente, più in particolare, in una informativa dei carabinieri del nucleo investigativo di via in Selci in cui si fa riferimento a diversi messaggi e incontri avvenuti di persona tra Lavitola e Ranucci: in base a quanto si apprende, oggetto delle chat sarebbero stati imprecisati scenari politici.

 

[...] altre polemiche sono all’orizzonte. Come quelle riguardanti il procedimento per diffamazione aggravata in cui lo stesso Ranucci è indagato a Roma a seguito dell’esposto presentato dal meloniano Gimmi Cangiano che era stato tirato in ballo in un servizio di Report sui cantieri navali di Adria, prima pista gettonata dell’attentato dinamitardo e poi pista scartata, in assenza di riscontri investigativi, dagli inquirenti.

 

«Avevo pubblicamente chiesto a Ranucci di chiarire, smentire quelle accuse e chiedere scusa. Non lo ha fatto. Di fronte alla sua ostinazione ho deciso di affidarmi alla giustizia per tutelare la mia onorabilità, la mia famiglia e la comunità politica che rappresento», ha scritto in una nota Cangiano a seguito della notizia dell’indagine.

 

VALTER LAVITOLA

A quella richiesta in realtà Ranucci rispose: «Gentile Onorevole la ringrazio. Alla prima trasmissione utile riporteremo la sua posizione. La ringrazio». «Risposta asettica – si legge nella querela di Cangiano – di rinvio ad una non meglio precisata occasione futura di “pubblicazione della posizione” che è un’onta rispetto alle rilevanti emergenze investigative di segno diametralmente opposto».

attentato fuori dalla casa di sigfrido ranucci a campo ascolano - pomeziaattentato fuori dalla casa di sigfrido ranucci a campo ascolano - pomeziaSIGFRIDO RANUCCI A CASALFIUMANESE FA UNA FOTO CON IL SUO SMARTPHONE CON COVER A PORTAFOGLIO SIGFRIDO RANUCCI - FOTO LAPRESSE valter lavitola e sigfrido ranucci al cefalu bistrot - foto di aldo torchiaro