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QUANDO MANCA SINNER SI VEDE: A PARTE JANNIK, IL TENNIS ITALIANO HA BUONI GIOCATORI, MA NON CAMPIONI - CON L’ELIMINAZIONE DI LUCIANO DARDERI, LO US OPEN DIVENTA IL PRIMO MAJOR SENZA AZZURRI AI QUARTI (E CE NE ERANO 10 IN TABELLONE) DA MELBOURNE 2024 - COBOLLI È ARRIVATO ESAUSTO PER SUA AMMISSIONE, MUSETTI HA AVUTO UN DRASTICO CALO FISICO, DARDERI È ANDATO A SBATTERE CONTRO IL FAVORITO, ZVEREV, E HA PAGATO L’INESPERIENZA – NON RESTA CHE ASPETTARE IL RITORNO DI JANNIK (CHE STA MEGLIO): ATTESO IN CAMPO A PECHINO A FINE MESE… - VIDEO
Gaia Piccardi per il Corriere della Sera - Estratti
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Senza il numero uno, fermo ai box per la tendinite al ginocchio che gli impedisce di giocare da Wimbledon, alla nouvelle vague della pattuglia azzurra (dieci italiani in tabellone a New York) era richiesto il salto di qualità, nonché una presa di coscienza: affrontare uno Slam all’ombra di Jannik è sfida ben diversa dall’esporsi in prima persona, ritrovandosi nudi e nemmeno alla meta. E così, con l’eliminazione di Luciano Darderi, l’Open Usa diventa il primo Major da Melbourne 2024 senza azzurri ai quarti.
Solo tre mesi fa, sulla rive droite, in contumacia di Sinner crollato sotto il solleone, tra gli ultimi otto ce n’erano tre: Matteo Berrettini, Matteo Arnaldi e Flavio Cobolli, finalista con Zverev. A New York Flavio è arrivato esausto per sua ammissione, Lorenzo Musetti ha avuto un drastico calo fisico che ha paragonato a quello di Sinner a Parigi, Luciano Darderi è andato a sbattere contro il favorito, Zverev, in una notte in cui ha pagato cara l’inesperienza su questi palcoscenici.
«Gente, movimento, confusione — ha spiegato —. Non ho molte partite disputate su campi come l’Arthur Ashe: ero tesissimo». Il debutto sul centrale di Flushing, l’arena in cui Federer ha vinto 78 volte e Sampras 112, non si scorda mai. Cosa chiedere di più a Darderi, che si aspetta una (meritata) convocazione in Davis per le finali di Bologna?
Nella stagione che lo ha innalzato al suo best ranking (n.16 a maggio), ha perso da Sinner a Melbourne e da Zverev a New York, i numeri 1 e 2. Sono gli altri classe 2002 di un attacco a tre punte nato nell’arco di ottantuno giorni, Musetti e Cobolli, ad aver deluso.
Ancora una volta, Lorenzo e Flavio sono sembrati condividere la stessa ritrosia a crescere.
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Freud, più che Bollettieri, ci andrebbe a nozze. Meglio allenare orfani, diceva il grande Nick. O Jannik Sinner, che non è ancora tornato ad impugnare la racchetta e ad allenarsi con continuità ma spera di rientrare a Pechino a fine mese. Sarebbe ossigeno per sé, per tutti.
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