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NESSUNO PUO’ FERMARE I GIOVANI PIPPAROLI! – IL DIVIETO DI ACCESSO AI SITI PORNO PER I MINORI SI È RIVELATO UN FLOP FINORA – LO SCORSO NOVEMBRE L’AGCOM HA IMPOSTO AI PORTALI HARD DI DOTARSI DI SISTEMI DI VERIFICA DELL’ETÀ, SALVO INCORRERE IN MULTE FINO A 250MILA EURO O NELL’OSCURAMENTO. MA TUTTO È STATO BLOCCATO DAI RICORSI AL TAR. COSÌ LA DELIBERA DELL’AUTORITÀ È RIMASTA LETTERA MORTA – L’ALLARME DEL “TELEFONO AZZURRO”: “CI SONO CONSEGUENZE NEGATIVE SULLA SFERA EMOTIVA DI BAMBINI E ADOLESCENTI...”

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Estratto dell’articolo di Franco Giubilei per www.lastampa.it

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Sulla carta, sembrava fatta: per impedire ai minorenni il libero accesso alla pornografia online, l’Agcom lo scorso novembre aveva stabilito l’obbligo per i siti hard di dotarsi di sistemi di verifica dell’età.

 

Da febbraio, un lungo elenco di piattaforme a luci rosse avrebbe dovuto munirsi di applicazioni ad hoc che, garantendo l’anonimato dell’utente – esiste anche un problema di privacy – avrebbero dovuto certificarne la maggiore età, salvo incorrere in multe fino a 250mila euro o nell’oscuramento.

 

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E invece niente, tutto come prima, perché i siti con sede legale all’estero hanno fatto ricorso al Tar del Lazio, bloccando la delibera dell’Autorità per le comunicazioni[...]

 

Parliamo, in particolare, della società Aylo (con sede in Lussemburgo) che gestisce Pornhub, YouPorn e RedTube, i colossi del settore da centinaia di migliaia di filmati di ogni genere e sottogenere hard.

 

Morale: bambini e adolescenti continuano indisturbati a visionare materiale porno, semplicemente dichiarandosi maggiorenni nella schermata iniziale (secondo una ricerca del Cnr, «l’uso precoce e intensivo di pornografia online in Italia riguarda il 46% dei ragazzi e l’8% delle ragazze»).

 

Ernesto Caffo - presidente di Telefono Azzurro

Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro, da sempre impegnato su questo fronte, parte dai danni provocati dall’esposizione dei più piccoli alle immagini hard: «In generale c’è un tema di conseguenze negative sulla sfera emotiva di bambini e adolescenti di fronte a immagini violente e traumatiche, con effetti di sessualizzazione precoce nel vedere certi comportamenti come possibili e come praticabili anche fra coetanei».

 

D’altra parte, aggiunge Caffo, «gli algoritmi profilano gli utenti per proporre immagini simili a quelle già cercate». E se da un lato ci sono le piattaforme porno riguardo alle quali, sulla verifica dell’età, «la sensibilità è alta a parole ma non nella prassi, e tuttora nulla è successo nei controlli sui siti dopo i ricorsi delle aziende».

 

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[...] dall’altro c’è un uso privato e pericolosissimo di video e foto da parte dei ragazzi: «C’è una facilità di usare il proprio corpo per riprese che sono alla base del grooming (l’adescamento dei minorenni, ndr), con adulti che contattano bambini e giovanissimi con comportamenti predatori e, una volta entrati in possesso di immagini, con ricatti e minacce di informare i genitori. Seguono autolesionismo e comportamenti suicidari, poi chiamano noi perché hanno paura di chiedere aiuto ai genitori. Il sexting è cresciuto tantissimo». [...]

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