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NETANYAHU CONTINUA A FARE COME CAZZO GLI PARE – ISRAELE INTENSIFICA I RAID NEL SUD DEL LIBANO ED È SCATTATO L’ORDINE DI EVACUAZIONE PER TUTTI GLI ABITANTI DELLA ZONA (UN MILIONE È GIÀ FUGGITO VERSO BEIRUT) – “BIBI” HA FRETTA DI “FINIRE IL LAVORO”, PRIMA CHE TRUMP FIRMI UN’INTESA CON L’IRAN E GLI IMPONGA DI FERMARE LE OPERAZIONI CONTRO HEZBOLLAH – NELLA STRISCIA DI GAZA L’ESERCITO DELLO STATO EBRAICO HA RIDOTTO ANCORA DI PIÙ LO SPAZIO VITALE PER I PALESTINESI, CHE DENUNCIANO: “NETANYAHU CI STA SPINGENDO PIANO PIANO IN MARE” – IL BOARD OF PEACE TRUMPIANO SI È RIVELATO UN FLOP: È SENZA FINANZIAMENTI...

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1 - L’INTERO LIBANO DEL SUD «CAMPO DI BATTAGLIA» GAZA, UCCISO CAPO DI HAMAS

Estratto dell’articolo di Davide Frattini per il “Corriere della Sera”

 

benjamin netanyahu donald trump mar a lago 2

L’ordine di evacuazione — ripetuto più volte in poche ore — coinvolge tutti gli abitanti nel Sud del Libano. Quelli che sono rimasti, un milione è già fuggito verso Beirut. «È un campo di battaglia» avvertono in arabo i portavoce dell’esercito israeliano.

«Stiamo per bombardare su larga scala».

 

Il premier Benjamin Netanyahu ha fretta di ottenere qualche risultato prima che Donald Trump firmi — se succederà — un’intesa con l’Iran e gli imponga di fermare le operazioni contro Hezbollah.  È quello che chiede il regime islamico per proteggere l’organizzazione sciita sua alleata: l’ha armata e finanziata in questi anni.

 

raid israeliani nel sud del libano

Bibi vede le elezioni avvicinarsi — sono previste per l’autunno — e deve spiegare agli israeliani […] come è possibile che il gruppo libanese sia passato dall’essere stato «annientato», come aveva proclamato, a rappresentare di nuovo una minaccia nei mesi passati dal cessate il fuoco del novembre 2024. […]

 

Per ora gli ufficiali non hanno una soluzione tecnologica, se non avanzare con i fanti per allontanare i contendenti dalle basi allestite dentro al Libano. È quello che sta succedendo in questi giorni: i carrarmati si sono mossi oltre la Linea gialla definita dagli israeliani e le incursioni hanno colpito più in profondità.

 

raid israeliani nel sud del libano

Il primo ministro intende mantenere il controllo su questa zona cuscinetto anche se il presidente americano dovesse ordinargli lo stop ai combattimenti. Trump avrebbe vietato di effettuare bombardamenti su Beirut, che si concentrerebbero sul quartiere di Dahieh, considerata la roccaforte di Hezbollah.

 

Ormai Tsahal resta dislocato in Libano, in Siria e soprattutto nella Striscia di Gaza dove occupa il 60 per cento dei 363 chilometri quadrati: anche lì al di qua di una Linea Gialla che dalla tregua dello scorso ottobre supera con i bombardamenti e i raid, i palestinesi uccisi dall’entrata in vigore del cessate il fuoco sono quasi 900, oltre 72 mila nell’offensiva voluta da Netanyahu dopo i massacri del 7 ottobre 2023, 1.200 persone ammazzate nel Sud di Israele. […]

 

2 – L’INSOSTENIBILE LINEA GIALLA ISRAELE ERODE LE TERRE DI GAZA “COSÌ NOI FINIREMO IN MARE”

Estratto dell’articolo di Fabio Tonacci per “la Repubblica”

 

striscia di gaza - linea gialla imposta da israele

Giallo, a Gaza, è il colore del grande inganno. La Linea è mobile e non dovrebbe esserlo, si sposta verso ovest, di notte, metro dopo metro, restringendo ancora di più lo spazio vitale. I movimenti sono annunciati dalle milizie che collaborano con l'esercito di Israele: entrano nelle case ed emettono, loro, palestinesi, ordini di evacuazione per altri palestinesi.

 

[…]

 

«Netanyahu ci sta spingendo piano piano in mare», dice Mohammed Shbair, tassista di Khan Younis. Si tiene lontano dalla rotonda di Bani Suhaila, deserta. «Hanno spostato la Linea Gialla proprio lì, rendendola il bordo precario della nostra vita.

Una volta ci parcheggiavamo i taxi in attesa dei clienti, adesso è un simbolo dell'asfissia, della costrizione».

 

ISRAELE RESTRINGE LO SPAZIO VITALE PER I PALESTINESI NELLA STRISCIA DI GAZA

[…] Se una telecamera o un telefonino riprendono quel che c'è oltre, verso ovest, dove sono acquartierate le truppe di Israele e il lavorio delle gru solleva nuvole di polvere, un drone recapita dall'alto una granata esplosiva. Non si può sapere cosa sta succedendo di là.

 

[…] I gazawi fanno ipotesi: barriere di terra, spostamento di macerie, nuove postazioni militari o chissà cos'altro. Nessuno sa con certezza, ma tutti nutrono il sospetto che non ci sia niente di provvisorio in quei terrapieni e in quei fossati.

 

Anche perché il piano di Trump si è avvitato su se stesso: il Board of Peace senza finanziamenti, i 15 tecnocrati palestinesi del Comitato per l'amministrazione di Gaza ancora chiusi in un hotel al Cairo, non essendosi costituita la Forza di stabilizzazione internazionale che ne doveva garantire la sicurezza, Hamas che non ci pensa proprio a mollare le armi.

 

«Se lo stallo continua, la Linea Gialla potrebbe diventare un recinto o un muro», ha ammesso, non più tardi di qualche giorno fa, il Direttore generale dello squattrinato Board of Peace, Nikolay Mladenov.

 

[…]

 

benjamin netanyahu donald trump mar a lago 3

La Linea Gialla è stata concordata tra Netanyahu e Trump al momento del cessate il fuoco, l'ottobre scorso. Separa la zona tuttora sotto il controllo di Israele, dove i palestinesi non possono stare, da quella ufficialmente sotto il controllo di nessuno, che vuol dire in mano ad Hamas.

 

Il fuoco, però, non è mai cessato. In sette mesi sono stati uccisi quasi 900 palestinesi, in raid, combattimenti, colpi di proiettile a ridosso della Linea. Che, nel frattempo, si è mossa: lasciava sotto controllo militare israeliano circa il 53 per cento della Striscia (altre mappe già ad ottobre indicavano un'area più vasta, il 58 per cento), ora copre il 60 per cento del territorio dell'enclave. Lo ha dichiarato Netanyahu in persona. Non ha detto però come l'hanno allargata […]

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