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NETANYAHU TIENE PER LE PALLE TRUMP – IL PREMIER ISRAELIANO CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO NONOSTANTE LE SUPPLICHE AMERICANE: L’IRAN CONDIZIONA LA RIAPERTURA DELLO STRETTO DI HORMUZ ALLO STOP DEI RAID SU BEIRUT – “BIBI” INIZIA A SCENDERE NEI SONDAGGI: GLI ISRAELIANI NON SI FANNO INTORTARE DALLE CHIACCHERE E CAPISCONO CHE IL REGIME DEGLI AYATOLLAH SOPRAVVIVERÀ E, PARADOSSALMENTE, SI RAFFORZA (NONOSTANTE LA DECIMAZIONE DEI VERTICI E LE DISTRUZIONI MILITARI, HANNO UN’ARMA FORMIDABILE IN MANO: IL RICATTO PERENNE SULLO STRETTO DI HORMUZ)...

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BENJAMIN NETANYAHU BURATTINAIO DI DONALD TRUMP

LIBANO: 3 MORTI IN RAID IDF, CHIESTO STOP ATTACCHI A ISRAELE

(AGI) - I media libanesi riferiscono di tre morti in un raid aereo israeliano nel sud del Libano. Secondo l'Agenzia nazionale di stampa libanese (Nna) e' stato colpito un edificio residenziale nella città di Mayfadoun, nel distretto di Nabatieh, causando tre vittime e la distruzione del palazzo.

 

Fonti locali riportano inoltre di altri attacchi israeliani contro le città di Haris e Toul, sempre nel sud del Libano. Due bombardamenti sono stati segnalati anche ad Al-Kafour, nella provincia di Nabatieh.

 

raid israeliano in libano foto lapresse 7

In territorio israeliano sono invece scattate le sirene antiaeree che avvertono di un sospetto attacco con droni di Hezbollah contro le comunità vicine al confine con il Libano. Gli allarmi sono stati uditi nella città settentrionale di Kiryat Shmona e nelle comunità circostanti.

 

Al contempo, secondo quanto riportato da Axios, Beirut e Washington avrebbero chiesto una sospensione temporanea degli attacchi contro Hezbollah. Axios ha citato due fonti secondo le quali Beirut e Washington si sarebbe rivolte a Israele per chiedere di sospendere temporaneamente gli attacchi contro Hezbollah in vista di colloqui diretti Iran-Usa di oggi in Pakistan, come riportato anche dall'agenzia stampa Tasnim.

 

ISRAELE, 'NESSUNA TRATTATIVA PER CESSATE FUOCO CON HEZBOLLAH'

pasdaran iraniani

(AGI) - Israele ha accettato di avviare colloqui di pace formali con il Libano martedì prossimo a Washington, ma Hezbollah non prenderà parte alla trattativa. Lo ha detto l'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti.

 

"Israele si è rifiutato di discutere un cessate il fuoco con l'organizzazione terroristica Hezbollah, che continua ad attaccare Israele ed è il principale ostacolo alla pace tra i due Paesi", ha dichiarato l'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Michael Leiter. Stando a una dichiarazione dell'ufficio del presidente libanese, i colloqui previsti per martedi', mediati dagli Stati Uniti, dovrebbero vertere su un cessate il fuoco nel conflitto tra Israele e Libano.

 

raid israeliano in libano foto lapresse 6

LIBANO: HEZBOLLAH CONTINUA A COLPIRE LE FORZE ISRAELIANE CON MISSILI E DRONI

 (LaPresse) - Hezbollah ha dichiarato che i suoi combattenti hanno preso di mira un assembramento di truppe israeliane nell'insediamento di Kiryat Shmona, nel nord di Israele, con missili e droni. Il gruppo, riporta Al Jazeera, ha anche annunciato che i suoi combattenti hanno colpito la caserma di Ya'ara con una salva di razzi.

 

LIBANO: MEDIA, USA E BEIRUT CHIEDONO PAUSA ATTACCHI A ISRAELE PRIMA DEI COLLOQUI

 (LaPresse) - Stati Uniti e governo libanese hanno chiesto a Israele una “pausa” negli attacchi contro Hezbollah prima dell’avvio di negoziati diretti tra Israele e Libano, previsti martedì a Washington sotto l’egida del Dipartimento di Stato. Lo riporta Axios.

 

produzione di petrolio in iran

 La richiesta, avanzata tramite mediatori Usa, punta a favorire una de-escalation e a creare le condizioni per un possibile cessate il fuoco. Beirut propone di tornare alle intese del novembre 2024, limitando le operazioni israeliane alle sole minacce imminenti. Washington sostiene questa linea e sta facendo pressione su Israele perché accetti.

Il premier Benjamin Netanyahu sta valutando la proposta, mentre fonti israeliane sottolineano che al momento “non c’è alcun cessate il fuoco”, pur non escludendo una breve pausa tattica nei raid.

 

Israele si dice disponibile a negoziare un accordo con il Libano, ma rifiuta l’ipotesi di discutere un cessate il fuoco con Hezbollah. I primi colloqui saranno guidati dagli ambasciatori dei due Paesi negli Stati Uniti e dovrebbero essere seguiti da negoziati più approfonditi.

 

raid israeliano in libano foto lapresse 5

L’offensiva israeliana in Libano resta intanto un punto di tensione nei colloqui tra Stati Uniti e Iran, che accusa Israele di violare il cessate il fuoco, accusa respinta da Washington. In questo contesto, Usa, Israele e Libano mirano a evitare che Teheran influenzi gli sviluppi sul terreno a favore di Hezbollah. Il primo ministro libanese Nawaf Salam è atteso la prossima settimana a Washington per incontrare il segretario di Stato Marco Rubio, nella prima visita bilaterale di alto livello dall’insediamento dell’amministrazione Trump.

 

ISRAELE, I RAID SU BEIRUT PROSEGUONO E NETANYAHU È IN CALO NEI SONDAGGI

Estratto dell’articolo di Davide Frattini per il “Corriere della Sera”

 

VIGNETTA ELLEKAPPA - NETANYAHU TIENE AL GUINZAGLIO TRUMP

La polizia definisce la manifestazione di questa sera in piazza Rabin a Tel Aviv «la protesta di attivisti di estrema sinistra contro il governo».

 

È la mentalità trasmessa giù per i ranghi da Itamar Ben-Gvir, il ministro per la Sicurezza Nazionale. Il problema per lui e per il premier Benjamin Netanyahu è che non sarebbero solo i «sinistrorsi» — secondo i sondaggi di questi giorni — a essere insoddisfatti della coalizione al potere. Se le elezioni si tenessero adesso — sono previste entro ottobre — l’opposizione prenderebbe 70 seggi e il gruppo guidato da Bibi si ritroverebbe con 50 deputati.

 

Le rilevazioni attribuiscono il malcontento alle cinque settimane di guerra contro l’Iran e di sicuro in molti non dimenticano che il primo ministro non si è mai preso la responsabilità per i massacri del 7 ottobre 2023, 1.200 persone uccise dai terroristi di Hamas.

 

Itamar Ben Gvir Benjamin Netanyahu

Solo il 30 per cento degli israeliani è convinto che gli Stati Uniti e lo Stato ebraico abbiano vinto il conflitto contro il regime islamico, il 32 per cento dice di non voler vedere rieletto Bibi, il premier più longevo nella Storia del Paese, è al potere dal 2009 quasi senza interruzioni.

 

Così Netanyahu riprende il copione di altre campagne elettorali e spinge a destra. [...] Bibi [...] ha dato il via libera alla costruzione di 34 nuovi insediamenti in Cisgiordania. «Decisione che compromette gravemente le prospettive di pace con i palestinesi», attacca l’Unione europea.

 

L’aviazione di Tsahal ha continuato i bombardamenti sul Libano: i portavoce militari sostengono che in cinque settimane sono stati uccisi 1.400 miliziani, il governo a Beirut calcola 1.800 vittime in totale.

 

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[...] Netanyahu — rivela la Cnn — avrebbe avuto una telefonata «molto tesa» con Trump prima di accettare l’apertura di negoziati con il governo di Beirut, che dovrebbero tenersi martedì negli Usa: il premier israeliano si sarebbe reso conto che se non avesse ceduto sulle trattative, l’amico Donald gli avrebbe imposto di fermare i raid. Bibi si è in qualche modo rivalso sulla Francia: ne ha preteso l’esclusione dalla mediazione, perché è tra i Paesi europei più critici, anche se Parigi ha sempre avuto un ruolo storico nei rapporti con il Paese arabo.

hezbollah 3hezbollah 2LA NOMINA DI MOJTABA KHAMENEI A GUIDA SUPREMA VISTA DA GIANNELLI