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NON C’E’ LIMITE ALLA VERGOGNA  - THYSSENKRUPP DIFENDE LA NOMINA DI HARALD ESPENNAH (CONDANNATO PER L’INCENDIO CHE PROVOCO’ LA MORTE DI SETTE OPERAI NELL'IMPIANTO DI TORINO) AD AMMINISTRATORE DELEGATO DI “RASSELSTEIN”, ALTRA SOCIETA’ DEL GRUPPO: “HA UNA GRANDE ESPERIENZA, IL SUO PERCORSO GIUDIZIARIO E’ CONCLUSO” - LO SFOGO DI ROSINA PLATI’, MAMMA DI GIUSEPPE DEMASI, UNO DEI LAVORATORI MORTI: “ALL'AZIENDA VORREI DIRE CHE LI ODIO. PASSANO SOPRA AL FATTO CHE HA CONTRIBUITO ALL'OMICIDIO DI SETTE PERSONE E DISTRUTTO LE LORO FAMIGLIE”

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Estratto dall’articolo di G.L.P., T.M. per “la Repubblica” 

 

A quasi vent'anni dal rogo nello stabilimento ThyssenKrupp di Torino — in cui persero la vita sette operai — Harald Espenhahn, uno dei due manager tedeschi condannati per omicidio colposo plurimo, da domani diventa amministratore delegato di Thyssenkrupp Rasselstein, la più grande fabbrica di packaging steel del mondo. [...] 

 

I morti del rogo del rogo della Thyssenkrupp

Il 6 dicembre 2007, a causa di gravissime carenze nelle misure di sicurezza, un'esplosione e un incendio causarono la morte di Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò e Giuseppe Demasi. [...] 

 

Rientrati in Germania, la pena fu ridotta a cinque anni — il massimo previsto dall'ordinamento tedesco — trascorsi in semilibertà. L'azienda non li ha licenziati, permettendo a Espenhahn di scalare i vertici. Rosina Platì, mamma di Demasi, morto a 26 anni dopo una lunga agonia, dice: «Chi ammazza le persone viene premiato... La Germania ci ha preso in giro. E ce l'ho anche con il nostro Paese che non ha fatto nulla per evitarlo. Come si può sentire una madre? Impotente. Sconfitta. 

Harald Espenhahn Thyssenkrupp 2

Tradita». 

 

Thyssenkrupp ha difeso la scelta, sostenendo che Espenhahn ha «una grande esperienza», «che i fatti rilevanti sono noti» e che il suo percorso giudiziario è «totalmente concluso». Rosina Platì si ferma un attimo, poi aggiunge. «All'azienda vorrei dire che li odio... Lo scriva! Passano sopra al fatto che ha contribuito all'omicidio di sette persone e distrutto le loro famiglie». 

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