AR-CORE NON SI COMANDA! TAJANI, PRIMO ZOMBIE DI FORZA ITALIA - AZZOPPATO AL SENATO (GASPARRI) E…
L’EUROPA SENZA PALLE NON DECIDE MAI /1 - NON FA PROGRESSI IL NEGOZIATO CHE DOVREBBE PORTARE ALL’USO DEGLI ASSET RUSSI IMMOBILIZZATI PER FINANZIARE IL PRESTITO DI RIPARAZIONE ALL’UCRAINA DA 140 MILIARDI DI EURO - L’INCONTRO TRA IL BELGIO E LA COMMISSIONE EUROPEA NON HA SBOCCATO LO STALLO: IL BELGIO, CHE OSPITA LA SOCIETÀ EUROCLEAR IN CUI È DEPOSITATA LA MAGGIOR PARTE DEGLI ASSET DELLA BANCA CENTRALE RUSSA, CHIEDE LA MUTUALIZZAZIONE DEL RISCHIO, GARANZIE DA TUTTI I PAESI UE PER CONTRIBUIRE A EVENTUALI RIMBORSI RICHIESTI DA MOSCA – LE ALTRE IPOTESI? DEBITO CONGIUNTO OPPURE PRESTITI DIRETTI BILATERALI, IN ENTRAMBI I CASI CON CONSEGUENTE AUMENTO DI DEBITO PUBBLICO E DEFICIT NAZIONALI…
Estratto dell’articolo di Francesca Basso per il “Corriere della Sera”
Non fa progressi il negoziato che dovrebbe portare all’uso degli asset russi immobilizzati per finanziare il prestito di riparazione all’Ucraina da 140 miliardi di euro. L’incontro tra il Belgio e la Commissione europea non ha sboccato lo stallo che si è creato al summit Ue del 23 ottobre scorso, nel quale 26 leader europei — non l’ungherese Viktor Orbán, che se n’è chiamato fuori — si sono impegnati ad affrontare le pressanti esigenze finanziarie di Kiev per il periodo 2026-2027 e hanno chiesto alla Commissione di presentare delle «opzioni di sostegno».
Il Belgio, che ospita la società Euroclear in cui è depositata la maggior parte degli asset della Banca centrale russa, chiede la mutualizzazione del rischio, garanzie da tutti i Paesi Ue per contribuire a eventuali rimborsi richiesti da Mosca e l’utilizzo di tutti i beni russi immobilizzati, non solo quelli detenuti da Euroclear.
Nei giorni scorsi il commissario Ue all’Economia Dombrovskis, parlando da Sofia, aveva detto che se l’accordo sull’uso dei beni russi congelati tarderà allora sarà necessaria una «soluzione ponte» per continuare a finanziare l’Ucraina all’inizio del 2026. Se la strada dell’uso degli asset non fosse percorribile, restano due opzioni: il debito congiunto oppure prestiti diretti bilaterali, in entrambi i casi con conseguente aumento di debito pubblico e deficit nazionali.
La Commissione ha anche fatto i conti nel caso di un prestito congiunto da 140 miliardi e li ha comunicati agli Stati, come ha rivelato il Financial Times : 5,6 miliardi il costo annuo degli interessi, di cui quasi 1 miliardo a carico della Francia, 675 milioni dell’Italia, quasi 200 milioni del Belgio.
Il documento sottolinea che entrambe le opzioni «potrebbero richiedere aggiustamenti fiscali in alcuni Stati membri», a differenza del prestito basato sugli asset russi, che comporterebbe solo una «responsabilità eventuale» temporanea per i Paesi per la sottoscrizione del prestito, prima che venga trasferito al bilancio comune Ue nel 2028. C’è però sempre l’incognita Ungheria, che non è intenzionata a sostenere l’Ucraina. Ma ad aprile ci sono le elezioni e, per la prima volta dal 2006, Orbán è indietro nei sondaggi. […]
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