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Guido Olimpio per il “Corriere della Sera”
Stephen Leyland, 64, professione fioraio nell' area di Manchester. E' abituato a servire signore tranquille, moglie di giocatori, una volta anche David Beckham ha comprato al suo «banco». Dalla mattina alla sera si è tramutato in un possibile target dell' Isis.
Nel primo numero di Rumiyah , nuovo magazine online jihadista, è apparsa la sua foto a corredo di un articolo dove si invitano i seguaci del Califfato a colpire in Occidente. «Spargete il sangue del venditore di fiori», precisa la didascalia dove l' inconsapevole Stephen appare sorridente e sereno.
Oggi lo è un po' meno. Intervistato, ha prima dichiarato tutta la sua sorpresa e la preoccupazione per essere stato coinvolto nella sortita dell' Isis. «Però non sono spaventato», ha precisato Leyland. La polizia, che lo ha interrogato, ha spiegato che gli estremisti hanno scaricato la foto da un sito Internet dedicato alla floricoltura. E in questo modo Stephen è diventato il bersaglio mobile.
La rivista Rumiyah (Roma), apparsa in molte lingue, è rivolta ai militanti che risiedono nelle località occidentali: li esorta a compiere attentati usando qualsiasi mezzo a disposizione, compresi gli autoveicoli, come è avvenuto a Nizza. Sulla copertina hanno piazzato la foto di Abu Mohammed al Adnani, il dirigente Isis ritenuto l' ispiratore di molte azioni sanguinose e che sarebbe stato ucciso pochi giorni fa. Sempre sul magazine un' ampia sezione è dedicata agli affiliati presenti in Australia, regione indicata come possibile teatro di atti terroristici.
L' uscita del giornale ha catturato l' attenzione degli apparati di sicurezza, sempre preoccupati che lo Stato Islamico riprenda la campagna in Europa affidandosi a cellule organizzate o a gesti individuali.
Una serie di episodi recenti ha accresciuto l' allarme così come i messaggi di Rachid Kassim, un estremista francese collegato ai killer della chiesa in Normandia e protagonista di un audio in onore dell' autore del massacro sulla Promenade. Nascosto in Siria, è considerato una guida via web.
Un paio di annotazioni sulla nuova rivista. La dedica a Roma può essere un brutto segnale per l' Italia, ma anche la necessità di cambiare «in corsa». Il magazine principale dell' Isis, «Dabiq», porta il nome di una località oggi minacciata dall' offensiva turca nel nord della Siria. Inoltre, secondo alcuni ricercatori, i contenuti di «Rumiyah» non sono tutti originali, compaiono articoli già usciti. L' ala propagandistica del califfato ha qualche problema?
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