neet giorgia meloni

UN PAESE SENZA FUTURO - IN ITALIA CI SONO 1,6 MILIONI DI RAGAZZI E RAGAZZE FRA I 15 E 34 ANNI “NEET”, CIOE’ CHE NON STUDIANO NE’ LAVORANO E CAMPANO SULLE SPALLE DEI GENITORI E DEI NONNI. QUASI 700 MILA SONO OVER 30 - L’INCIDENZA DEI NEET NELLA PLATEA DEI GIOVANI DEL NOSTRO PAESE VALE IL 15,6%: IN EUROPA FA PEGGIO DI NOI SOLTANTO LA ROMANIA (20,3%). UN ALTRO RECORD DI CUI PUÒ VANTARSI GIORGIA MELONI...

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Estratto dall’articolo di Valentina Melis per “il Sole 24 ore” 

 

GIOVANI E LAVORO

Oltre uno su cinque dei giovani italiani fra 30 e 34 anni è un «Neet», cioè un giovane che non è impegnato né in percorsi di studio, né in un’attività lavorativa (la sigla è nata nel Regno Unito e sta per Not in education, employment or training).

 

Fra gli 1,87 milioni di ragazzi fra 15 e 34 anni che restano fuori da percorsi formativi e lavorativi, nonostante l’andamento complessivamente positivo dell’occupazione, c’è dunque una platea di quasi 700mila giovani-adulti over 30, che fatica a raggiungere l’autonomia e la possibilità di costruirsi una famiglia e una casa proprie. [...]

 

NEET

Il numero dei giovani che non studiano e non lavorano si è ridotto costantemente negli ultimi anni, nel corso dei quali sono stati messi in campo programmi e fondi specifici, a partire dalla Garanzia giovani, nella programmazione dei fondi Ue 2014-2020, per arrivare ai fondi del Pnrr e al programma Gol (si veda l’altro articolo in pagina).

 

NEET

A livello europeo, l’incidenza dei Neet nella platea dei giovani fra 15 e 34 anni è passata dal 15,2% del 2020 al 12% del 2025. L’Italia si attesta al 15,6%, con una diminuzione di undici punti percentuali in dieci anni: sino al 2018, i Neet fino a 34 anni superavano i tre milioni.

 

Restano però delle criticità: a livello europeo, il dato italiano è superato in peggio solo dalla Romania, dove il tasso dei Neet arriva al 20,3 per cento. La flessione è stata più rilevante, poi, nelle fasce di età centrali, cioè per i giovani fra 20 e 29 anni, ed è stata meno marcata per i più grandi, fra 30 e 34 anni.

 

GIOVANI E LAVORO

La situazione, in linea con quella della disoccupazione, è articolata a livello territoriale: l’incidenza dei giovani che non studiano e non lavorano supera la media nazionale in tutte le regioni del Sud, raggiungendo il 27,5% in Sicilia, mentre si ferma al 7,7% in Trentino Alto-Adige.

 

Come rileva l’ultimo rapporto sui Neet del Laboratorio Dedalo di Fondazione Gi Group, nonostante l’aumento del tasso di occupazione femminile negli ultimi anni, le donne rappresentano il 59% dei giovani Neet fra 15 e 34 anni, con un tasso del 19,1% contro il 12,3% dei maschi.

 

giovani lavoro

Il divario aumenta drasticamente con l’età, raggiungendo 16,5 punti percentuali nella fascia 30-34 anni, dove il tasso di Neet è del 30,3% per le donne e del 13,8% per gli uomini.

 

Il fattore principale che impatta sull’esclusione da studio e lavoro è la maternità: nella fascia fra 15 e 34 anni le madri in coppia hanno un tasso di Neet del 49,4%, contro l’8,3% dei padri. Il rischio è dunque che la scelta o la necessità di far fronte ai carichi di cura familiari si traduca in una esclusione strutturale dal mondo del lavoro.

giovani lavoro 1

 

Il tasso di Neet aumenta fra le donne straniere di prima generazione (50% nella fascia fra 15 e 34 anni). Il divario di genere per i Neet è fortemente influenzato dal capitale educativo della madre: il 67,1% delle figlie di madri con licenza elementare, raggiunge al massimo lo stesso livello di istruzione, mentre solo il 3,3% arriva alla laurea.

 

Più alto è il livello di istruzione materno, meno i motivi familiari pesano nella condizione di Neet femminile. Il titolo di studio è una protezione per i giovani, ma non mette completamente al riparo, soprattutto nelle regioni del Sud. [...]

giovani e lavoro