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PAGHERESTE PER SEGUIRE QUALCUNO SUI SOCIAL? - DEBUTTA SU TWITTER LA NUOVA FUNZIONE "SUPER FOLLOWS": SI TRATTA DI UN ABBONAMENTO A UNA PERSONA O A UN ACCOUNT PER RICEVERE CONTENUTI ESCLUSIVI - I CREATOR DECIDERANNO SE RENDERE VISIBILI I LORO TWEET A TUTTI OPPURE SOLO AGLI ABBONATI - PER ADESSO LA NUOVA FUNZIONE E' RISERVATA A UN RISTRETTO GRUPPO DI UTENTI, MA...
Da Italian.Tech
L’era in cui eravamo noi a pagare con i nostri dati e soprattutto a riempire di pensieri, foto, video le altrimenti vuote bacheche di Facebook e compagnia, arriva alla fine. O quasi.
Twitter ha finalmente fatto debuttare la funzione Super Follows. Di cosa si tratta? Di un abbonamento: se paghi, puoi seguire la persona o l’account in questione, altrimenti avrai accesso solo a ciò che questi vorrà rendere visibile a tutti. Viceversa, chi diventerà Super Follower di qualcun altro riceverà tutti i contenuti, inclusi quelli riservati appunto agli abbonati.
Per esempio, coloro che anche Twitter da qualche tempo ha iniziato a definire creator potranno decidere di rendere visibili i loro tweet solo ai Super Follower. Oppure di dedicargli una newsletter specifica, una sessione di domande e risposte, Spazi audio esclusivi, lunghi thread di approfondite analisi o qualsiasi altra attività possa essere veicolata attraverso gli strumenti del social dell’uccellino.
Se è appunto vero che tutte le piattaforme stanno sperimentando da qualche mese strumenti di monetizzazione dal basso (li abbiamo analizzati nel dettaglio per Facebook, Instagram, TikTok, Clubhouse, YouTube e appunto Twitter), la piattaforma di Jack Dorsey è la prima a mettere così pesantemente il dito nel vivo del proprio business. Un po’ come se Facebook decidesse di introdurre gruppi a pagamento o desse la possibilità alle pagine o ai profili di pubblicare solo per chi sia disposto a un addebito mensile.
La funzionalità parte per un ristretto gruppo di utenti su iOS negli Stati Uniti e in Canada, sarà disponibile a breve su Android e in altri Paesi nelle prossime settimane. Al di là della portata per ora limitata, la data è storica. Non che non esistessero piattaforme a pagamento (basti pensare al caso OnlyFans, trainata sostanzialmente dal porno tanto da non poter più rinunciare ai contenuti espliciti) né funzionalità dedicate sulle altre (gli eventi a pagamento su Facebook o gli Spazi audio sempre su Twitter).
Tuttavia non era mai accaduto che uno dei principali social decidesse per una svolta così profonda: di fatto, la piattaforma è destinata a sdoppiarsi. Da una parte il flusso gratuito, identico a quello di adesso; dall’altra, nascosto dietro una tariffa da 2,99, 4,99 o 9,99 dollari, quello per gli abbonati. Soldi incassati dai creator più seguiti, che riserveranno pensieri, analisi e contenuti ai paganti.
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