DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE,…
COME STA PAPA LEONE DOPO L'INTERVENTO? IL TUMORE MALIGNO AL POLMONE È STATO “RIMOSSO TOTALMENTE” CON L’ASPORTAZIONE DEL LOBO INFERIORE – L'INTERVENTO DURATO 90 MINUTI E LA RICHIESTA DELLA CENA DA PARTE DEL PONTEFICE - IL CARDINALE PIETRO PAROLIN: “SI È TRATTATO DI UN FULMINE A CIEL SERENO. GRAZIE A DIO, CI SI È ACCORTI SUBITO E DI NORMA, QUANDO QUESTE COSE SONO PRESE IN TEMPO, SI RIESCE A RISOLVERLE” - DA OGGI IL PONTIFICATO ENTRA IN UNA FASE NUOVA, E CON DIVERSE INCERTEZZE. DUBBI SUL VIAGGIO PROGRAMMATO IN AMERICA LATINA DAL 6 AL 17 NOVEMBRE. DIPENDERÀ DALL’ANDAMENTO DELLA DEGENZA, E DALLE VALUTAZIONI DEI MEDICI. IMPOSSIBILE SAPERE SE LEONE XIV DOVRÀ SOTTOPORSI A CHEMIO O RADIOTERAPIA. SE I LINFONODI ASPORTATI RISULTERANNO INTERESSATI DAL TUMORE SI VALUTERÀ SE FARE UNA TERAPIA POST OPERATORIA (DI QUALE TIPO LO SI DECIDERÀ IN BASE AI FATTORI CHE EMERGERANNO DAGLI ESAMI). ALTRIMENTI…
Per un adenocarcinoma al primo stadio il tasso di sopravvivenza a 5 anni supera l’80%, ma servono ulteriori esami per capire meglio la situazione specifica (…). Impossibile sapere se Leone XIV dovrà sottoporsi a chemio o radioterapia.
Se i linfonodi asportati risulteranno interessati dal tumore si valuterà se fare una terapia post operatoria (di quale tipo lo si deciderà in base di vari fattori che emergeranno dagli esami). Se invece i linfonodi saranno negativi, quindi esenti da malattia, potrebbe bastare la sola operazione chirurgica effettuata perché le probabilità di guarigione sono molto elevate. (...)
PAPA LEONE
Gian Guido Vecchi per corriere.it - Estratti
papa leone arriva al policlinico gemelli 1
A vederlo salire al decimo piano del Gemelli, poco dopo l’una del pomeriggio di ieri, si sarebbe detto fosse arrivato al Policlinico in visita pastorale ai malati anziché a operarsi, di lì a poche ore, per rimuovere il nodulo al polmone destro che si è rivelato essere un adenocarcinoma, un tumore maligno: il nodulo è stato «rimosso totalmente» con l’asportazione del lobo inferiore.
La preghiera, la riflessione, il silenzio. La giornata di Leone XIV si è conclusa nella sua stanza del «reparto solventi» com’era iniziata all’alba, come tutte le altre. Prima di rientrare in camera, dopo tre ore in sala operatoria e un’ora e mezzo di intervento sotto anestesia, «ha chiesto la cena», si fa sapere.
COMUNICATO SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE SULLE CONDIZIONI DI PAPA LEONE
Il Papa che è detto «figlio di Sant’Agostino» conosce bene la distentio animi del genio di Tagaste, una distensione dell’anima nel tempo interiore, nessuna angoscia per il futuro, l’affidamento costante a Dio. La stessa serenità che in questi giorni ha colpito il cardinale Pietro Parolin, «davvero il Santo Padre è un grande esempio in questo senso», anche se pure il collaboratore più stretto del Pontefice ammette che si è trattato di «un fulmine a ciel sereno», nessuno si aspettava una cosa del genere.
(…)
Anche da questo punto di vista, oltre che per la forma fisica da sportivo, Leone XIV è un paziente ideale, rispettoso dei ruoli e delle competenze. I medici sospettavano che quel nodulo fosse maligno, Prevost se ne rendeva conto, si trattava di intervenire subito. Domenica all’Angelus, mentre annunciava ai fedeli che gli era stato trovato un nodulo al polmone, seppure «individuato in una fase molto iniziale e ben localizzato», ha spiegato: «I medici ritengono opportuno intervenire e allora, seguendo i loro consigli, ho deciso di operarmi per toglierlo».
Alle 13.07 è arrivato al Gemelli accompagnato dal dottor Luigi Carbone, suo medico curante e responsabile della Direzione di Sanità e Igiene della Città del Vaticano. In sala operatoria era presente pure lui, assieme al capo della Gendarmeria Gianluca Gauzzi Broccoletti.
All’arrivo in ospedale, c’erano anche l’arcivescovo Petar Rajic, nuovo prefetto della Casa pontificia, e i due segretari particolari, monsignor Edgard Iván Rimaycuna Inga, sacerdote peruviano, e monsignor Marco Billeri, che fin da ieri e nei giorni di ricovero faranno anche da tramite con la Curia, mentre le cinque religiose dell’Appartamento si alterneranno nell’assistenza. Leone XIV continua a governare la Chiesa dall’ospedale e, in caso di necessità, a contatto diretto ci sono il Segretario di Stato Pietro Parolin e il Sostituto, l’arcivescovo Paolo Rudelli.
Un ritorno alla normalità, come nella gestione della sua Curia. E come il ritorno al bollettino firmato dai medici che lo hanno in cura, non più solo comunicazioni filtrate dal Vaticano come avveniva durante i ricoveri di Francesco.
Ieri sera, mentre i media di tutto il mondo restavano in attesa e passavano le ore, era evidente che l’operazione non fosse una faccenda di routine. Restano le parole del cardinale Parolin: «Grazie a Dio, ci si è accorti subito e di norma, quando queste cose sono prese in tempo, si riesce a risolverle».
LA FASE NUOVA DEL PONTIFICATO
papa leone arriva al policlinico gemelli
(...) Da oggi il Pontificato è entrato in una fase nuova, e con una notevole dose di incertezza.
Non che la notizia in sé dell’operazione fosse rassicurante, ma fino a ieri sera prevaleva comunque la fiducia che si poteva mettere il problema facilmente alle spalle. Il fatto che sia stato rimosso un intero lobo del polmone, la certificazione della natura tumorale del problema, ha cambiato la percezione.
Facendo nascere già qualche interrogativo. A partire dal grande viaggio programmato in America Latina dal 6 al 17 novembre in Uruguay, Argentina e Perù: dodici giorni, innumerevoli spostamenti in aereo, oltre una quarantina di incontri e discorsi, significano un’agenda molto fitta e faticosa per un convalescente.
In Perù, in particolare, Leone dovrebbe visitare Cusco, una città che si trova ad oltre tremila metri di altitudine. In Vaticano per ora si spandono parole rassicuranti: fino a contrordine, il viaggio è confermato, magari alleggerendo un po’ i ritmi e il programma. La verità è che nessuno lo sa, dipenderà dall’andamento della degenza, e dalle valutazioni dei medici.
papa leone xiv 4
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PIETRO PAROLIN - ROBERT FRANCIS PREVOST
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