gianluca ibarra silvera

“MIO FIGLIO NON ERA MEMBRO DI NESSUNA GANG. ORA HO PAURA PER SUO FRATELLO, GIANLUCA GLI È MORTO TRA LE BRACCIA” – PARLA LA MADRE DI GIANLUCA IBARRA SILVERA, IL 22ENNE DI ORIGINI ECUADOREGNE UCCISO DA UNA GANG DI LATINOS A MILANO: “TEMIAMO CHE QUELLE PERSONE CATTIVE, QUEI SELVAGGI, POSSANO FARCI DEL MALE. IL FRATELLO MINORE DI GIANLUCA ERA LÀ, HA VISTO TUTTO. MI HA DETTO CHE LI AVEVANO GIÀ INCROCIATI PRIMA E CHE QUESTI AVEVANO DETTO DI ESSERE “I RE”. POI, IN STAZIONE, SONO STATI AGGREDITI SENZA MOTIVO” – IL RAGAZZO SAREBBE STATO UCCISO PER UNO SCAMBIO DI PERSONA: I KILLER, UN GRUPPO DI 15 GIOVANI RITENUTI VICINI ALLA GANG DEI LATIN KINGS, AVREBBERO SCAMBIATO I FRATELLI IBARRA PER MEMBRI DI UNA BANDA RIVALE CON CUI AVEVANO LITIGATO POCO PRIMA…

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Estratto dell’articolo di Alba Romano per www.open.online

 

GIANLUCA IBARRA SILVERA

«Era un ragazzo dolce, solare, affettuoso e molto attaccato alla famiglia. Sempre con il sorriso. Buono, divertente, educato e affettuoso con me, con i suoi fratelli e con i nonni». È il ricordo di Gianluca Ibarra Silvera affidato alle parole della madre, Jenny Silvera, dopo la morte del figlio, ucciso martedì sera sul binario 6 della stazione di Milano Certosa.

 

Il 22enne è morto dopo essere stato inseguito, raggiunto e accoltellato da un gruppo di circa quindici giovani, ritenuti vicini alla gang dei Latin Kings. Uno dei numerosi fendenti ricevuti gli ha reciso l’aorta femorale.

 

«GIANLUCA È MORTO TRA LE BRACCIA DEL FRATELLO, ORA HO PAURA»

Accanto a lui, durante l’aggressione, c’era il fratello minore di 20 anni, che è riuscito a salvarsi. […] «Mi ha detto poco. Che li avevano già incrociati prima e che questi avevano detto di essere “i re”. Poi, in stazione, sono stati aggrediti senza motivo. Sono scappati e Gianluca è caduto».

 

Silvera spiega al Corriere della Sera di non voler insistere con le domande: «Sto cercando di non chiedere troppo. È sconvolto, distrutto per quello che ha vissuto. Il fratello maggiore gli è morto tra le braccia». Alla tragedia si aggiunge la paura. «Temiamo che quelle persone cattive, quei selvaggi – perché quello sono – possano farci del male», afferma. Il timore più grande riguarda proprio il figlio sopravvissuto. «Era là, ha visto tutto ed è ancora sotto shock. Ho paura che possano cercarlo e per questo non esce più di casa da solo».

 

AGGRESSIONE A GIANLUCA IBARRA SILVERA

LA FAMIGLIA CHIEDE GIUSTIZIA

La donna segue con attenzione gli sviluppi dell’inchiesta e chiede giustizia. «Mi aspetto che vengano presi tutti per quello che hanno fatto a mio figlio. E spero che accada prima che possano fare lo stesso a qualche altro ragazzo innocente». Poi aggiunge: «Non voglio che nessun altro finisca ucciso per niente, come mio figlio. Non è giusto, non può e non deve succedere più a nessuno».

 

LE INDAGINI: COSA SAPPIAMO

OMICIDIO GIANLUCA IBARRA SILVERA

Nel frattempo, le indagini della Squadra Mobile di Milano, coordinate dal pm Elio Ramondini e dall’aggiunta Bruna Albertini, proseguono senza sosta. […] Non uno scontro tra bande rivali, ma un fitto lancio di bottiglie da parte dello stesso gruppo di aggressori contro alcuni giovani. Un elemento che rafforzerebbe l’ipotesi dello scambio di persona. I responsabili avrebbero, infatti, scambiato i fratelli Ibarra per componenti della compagnia con cui avevano litigato poco prima.

 

«NON ERA MEMBRO DI NESSUNA GANG»

Nel dolore, Jenny Silvera sente il bisogno di difendere la memoria del figlio da ricostruzioni che ritiene ingiuste. «Sono sconvolta per le coltellate che l’hanno ucciso, ma anche per le “coltellate” di chi ha parlato a vanvera di mio figlio», dice. E aggiunge con fermezza: «Gianluca, come suo fratello, non aveva nulla a che fare con le gang. […] Sono ragazzi per bene. I miei figli li ho cresciuti con principi e valori, insegnando loro a non fare mai del male a nessuno». […]

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