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“CON L’IA TUTTI RISCHIANO DI FINIRE IN BALIA DI MANIACI DELLA RETE” – PARLA MARTINA CHIURINO, LA PRIMA “VITTIMA” DI PHICA.NET, IL FORUM ONLINE DOVE VENIVANO PUBBLICATE LE FOTO INTIME, SPESSO MODIFICATE CON L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, DI VIP E SVIPPATE: “HO SCOPERTO CHE ALCUNI UTENTI SI PASSAVANO LE MIE FOTO FACENDO COMMENTI DI OGNI GENERE. ERANO STATE TRASFORMATE IN IMMAGINI PORNOGRAFICHE E MESSE IN VENDITA. QUALCUNO STAVA LUCRANDO SUL MIO CORPO. HO CERCATO DI CONTATTARE LA PIATTAFORMA MA…”
Estratto dell’articolo di Massimiliano Peggio per “La Stampa”
«Quando ho visto le mie foto su Phica.net, alcune modificate con l'intelligenza artificiale, ho provato un senso di oppressione: come se avessero violato la mia libertà di decidere, consapevolmente, quale immagine di me stessa volevo rendere pubblica. Con o senza veli. Il mio corpo non era più mio, era in mano di qualcun altro che decideva per me. Ecco, era come se qualcuno mi avesse rubato il corpo».
Martina Chiurino, 26 anni, albese, per le statistiche giudiziarie è la prima vittima della piattaforma Phica.net, ora chiusa, il cui caso è stato definito in tribunale. La procura di Asti, dopo le indagini coordinate dalla procuratrice aggiunta Laura Deodato, ha portato alla sbarra tre utenti dell'ex «portale del sesso pirata», finito lo scorso anno al centro della bufera nazionale.
Incastrati dalla Polizia Postale, sono un giovane di 24 anni di Massa, smanettone dell'Ai, un uomo di 62 anni, di Viareggio, gestore di un account sessista all'interno della piattaforma, e un trentenne di Bra, in provincia di Cuneo.
Erano accusati di aver scaricato immagini da OnlyFans e da Instagram, per poi diffonderle illegalmente su Phica.net. Messi alle strette, hanno preferito risarcire la ragazza, assistita dall'avvocata Elisa Veglio, ed evitare il processo. Un modo, indiretto, per chiedere scusa e ottenere il ritiro della querela.
Partiamo dall'inizio. Prima di finire vittima di Phica.net lei era su OnlyFans. Com'è iniziata?
«Facevo la cameriera e durante il Covid mi hanno lasciata a casa, così ho avuto la brillante idea di usare OnlyFans per pagarmi le spese: la macchina, l'affitto di casa, anche perché in quel periodo avevo iniziato a convivere con il mio ragazzo. Mi sono messa sulla piattaforma e ho cominciato a vendere la mia immagine, usando il mio corpo. Sono arrivata ad avere 15 mila follower».
Che tipo di immagini di sé vendeva?
«Fotografie dei miei piedi e tutto il resto. Trasparenze, indossando biancheria intima».
Anche di nudo?
«Non proprio, diciamo un vedi e non vedi. Un po' velata ma in pose provocanti».
Per quanto tempo lo ha fatto?
«Circa tre anni, poi ho deciso di smettere».
[…] Come ha scoperto di essere finita su Phica.net?
«Sono i stati i miei follower, gentilissimi, che mi hanno fatto notare che sul web giravano delle foto. Mi hanno girato il link della piattaforma e così sono andata a vedere. Ci sono rimasta malissimo. Ho scoperto che alcuni utenti si passavano le mie foto facendo commenti di ogni genere».
Che tipo di fotografie?
«Alcune erano state scaricate dal mio vecchio canale OnlyFans, altre prese dal mio profilo di Instagram e poi modificate con l'intelligenza artificiale. Erano state trasformate in immagini pornografiche e messe in vendita. Qualcuno stava lucrando sul mio corpo».
Allora che cosa ha fatto?
«Mi sono allarmata ed ho subito contattato la piattaforma chiedendo di cancellarle ma sono stata rimbalzata. Una sensazione bruttissima: così tutti rischiamo di finire in balia di maniaci della rete. Purtroppo il fenomeno è venuto a galla solo dopo, quando sono rimaste vittima persone famose e Picha.net è diventata un'emergenza nazionale. Anche quando sono andata fare denuncia, la prima volta, quasi non sono stata presa in considerazione. Successivamente, quando sono stata convocata in procura, ad Asti, hanno detto che il mio caso era da Codice Rosso. E lì sono scattate le indagini».
Che cosa ha saputo dall'indagine?
«Che uno dei tre era un mio conoscente, che aveva un debole per me, iscritto a OnlyFans. Ma per contratto quello doveva restare un rapporto privato: non avrebbe potuto diffondere le mie immagini. Il canale lo vieta. Invece le ha diffuse inserendole su Phica.net. Avendo chiuso il mio profilo, gli altri due soggetti che alimentavano la chat illegale hanno dovuto prendere foto da Instagram. E visto che gli utenti ne chiedevano sempre di nuove e alimentavano commenti con richieste esplicite, le hanno modificate».
Perché ha deciso di ritirare la querela?
«Francamente il mio fidanzato era contrario: avrebbe voluto fare il processo. Con il mio avvocato abbiamo preferito accettare il risarcimento e chiuderla qui. Ma ho scelto di raccontare la mia storia perché quello che mi è successo è molto grave. Hanno violato la mia libertà, hanno preso il controllo del mio corpo usandomi come merce. In più mi hanno creato un danno economico, perché per colpa di quelle foto rubate ho perso alcuni ingaggi». […]
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