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IN ITALIA, SCAVA SCAVA, QUALCOSA SALTA SEMPRE FUORI - NEL PARCO ARCHEOLOGICO DELLA VALLE DEI TEMPLI DI AGRIGENTO UNA CAMPAGNA DI OLTRE VENTI SCAVI, CONDOTTA DA UNIVERSITÀ ITALIANE E STRANIERE, HA PORTATO AL RITROVAMENTO DI IMPORTANTI RESTI ROMANI E CRISTIANI - LA SCOPERTA DI UN'ABITAZIONE GRECA RISALENTE AL PRIMO SECOLO DOPO CRISTO, DIVENUTA POI ROMANA - IL RITROVAMENTO DI UN IMPIANTO TERMALE CONTENENTE AL SUO INTERNO UNA CROCE CRISTIANA - VIDEO
Estratto dall’articolo di Isabella Di Bartolo per “la Repubblica”
scavi archeologici valle dei templi
Non è più la Valle dei Templi ma una metropoli di donne e uomini che ha vissuto oltre 16 secoli. Agrigento riscopre il suo volto romano e cristiano e svela la nuova, antica, città grazie a oltre venti campagne di scavi in un solo anno che rendono il Parco archeologico di Agrigento un modello virtuoso. Basta guardare quanto accade in questi giorni tutt’intorno ai templi dove dodici missioni archeologiche sono impegnate sotto la guida di università italiane e straniere.
“Dalla Normale di Pisa all’università di Bologna – dice il direttore Roberto Sciarratta – agli atenei siciliani, a quella di Lisbona e Bordeaux: tutto il nostro parco è un cantiere archeologico a cielo aperto”. E i ritrovamenti? Spettacolari. Gli archeologi si confrontano da un cantiere all’altro, i visitatori sbirciano, gli studenti osservano la Agrigento che si svela. [...]
scavi archeologici valle dei templi
La storia è quella di una abitazione greca che, nel I secolo dopo Cristo, diventa romana come mostra il culto di rifondazione con pezzi di animali, iscrizioni e un chiodo nascosti nei muri per chiedere agli dei latini di proteggere il nuovo proprietario. “Ma 200 anni dopo – spiega Giuseppe Lepore, docente dell’Ateneo di Bologna e direttore della missione – la stessa casa viene demolita in maniera strana, quasi simbolica”.
È stata la docente di Storia romana dell’università di Catania, Cristina Soraci, a scoprire che il proprietario potrebbe essere un esattore che con una sorta di società recuperava le tasse da inviare poi a Roma ed era per questo odiatissimo tanto che, nel II secolo dopo Cristo, l’imperatore romano decise di eliminare questa figura, sequestrandone i beni: la demolizione di questa ricca casa era dunque un simbolo nei confronti della città, un vuoto tra le case a futura memoria.
scavi archeologici valle dei templi
“Ma ciò che era dentro è rimasto – aggiunge Lepore - come le bellissime pitture e i graffiti che Soraci ha tradotto leggendo il nome di Silla, prova indiretta che in questa casa c’erano esponenti di spicco che conoscevano personaggi illustri. Una casa privata che ospitava riunioni di potere, come quella di Cesare e, per certi versi, di Berlusconi”.
Gli archeologi del Parco cercano i resti della città dopo i Greci come spiega Maria Concetta Parello, dimostrando come Agrigento abbia avuto una lunga storia all’ombra della valle. “Quando finisce la fase pagana – aggiunge Gianfranco Adornato docente della Scuola Normale di Pisa - su resti antichissimi, nascono i germi della futura città cristiana che si organizza non più sull’agorà ma attorno alle chiese.
Abbiamo scoperto un impianto termale con il nome di colui che lo offrì alla città: un tale Martinianos, politico dall’Asia minore, che fece così mecenatismo politico. Dentro le terme, l’archeologa Rizzo ha trovato una croce cristiana e poi una cassetta di pietra con ossa che erano reliquie e quindi la nostra interpretazione è quella di una sorta di martirion ricavato dentro le terme antiche attorno a cui nasce il culto pagano”.
scavi archeologici valle dei templi
Nel IV secolo si smontano i templi pagani e anche Agrigento si riorganizza, lo mostra pure la basilica trovata sulla parte sommitale del Teatro ellenistico, dove il professore Luigi Caliò dirige la missione archeologica con il Parco. Agrigento ha una peculiarità nel Mediterraneo: un ekklasterion, un bouleterion e un teatro vicini tutti sul poggio di San Nicola. [...]
Saranno gli studenti i protagonisti della ricostruzione della villa romana di Durrueli, a Realmonte, dove sono stati impegnati universitari di vari Paesi coordinati dal parco e da Daniele Malfitana, docente e direttore della Scuola di specializzazione in Archeologia dell’Università di Catania.
Una casa sul mare di un ricco romano di nome Publius sarà oggetto di tesi di laurea e studi multidisciplinari dopo una campagna di scavi “aperta” agli studenti.
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