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IL GRAN PASTICCIO DEL “DDL STUPRO” - SCOMPARE L’OBBROBRIO GIURIDICO DEL “CONSENSO LIBERO ATTUALE” (CHE MINAVA LA PRESUNZIONE D'INNOCENZA DELL'ACCUSATO E LASCIAVA ECCESSIVO SPAZIO ALLA LIBERA INTERPRETAZIONE DEI GIUDICI) AL SUO POSTO VIENE INSERITA LA “VOLONTÀ CONTRARIA ALL’ATTO SESSUALE” OVVERO IL DISSENSO DELLA VITTIMA. LA NUOVA FORMULAZIONE DEL DDL, PRESENTATA IN COMMISSIONE GIUSTIZIA DALLA LEGHISTA GIULIA BONGIORNO, SCATENA L’IRA DELLE OPPOSIZIONI PERCHE' PREVEDE ANCHE UNA RIDUZIONE DELLE PENE – LA SENATRICE DEL CARROCCIO SPIEGA: “CON QUESTO TESTO VENGONO AMPLIATE LE TUTELE DELLE DONNE E ORA È ANCHE PREVISTO IL REATO DI FREEZING, CIOÈ QUANDO LA DONNA NON MANIFESTA LA SUA VOLONTÀ PERCHÉ CONGELATA DALLA PAURA"
Giovanna Cavalli per il Corriere della Sera - Estratti
Scompare il riferimento al «consenso libero attuale», da alcuni considerato troppo generico. Al suo posto viene inserita la «volontà contraria all’atto sessuale», ovvero il dissenso della vittima.
Ed è subito scontro politico sulla nuova formulazione del ddl sulla violenza sessuale presentata ieri in commissione Giustizia del Senato dalla senatrice della Lega Giulia Bongiorno, che la presiede.
Una versione che cambia in modo significativo il testo approvato all’unanimità dalla Camera. Le modifiche riguardano sia la definizione del reato sia le sanzioni.
Nel testo riformulato — che sarà messo ai voti la prossima settimana — si parla di «volontà contraria all’atto sessuale che deve essere valutata tenendo conto della situazione e del contesto in cui il fatto è commesso». Si specifica, inoltre, che «l’atto sessuale è contrario alla volontà della persona anche quando è commesso a sorpresa ovvero approfittando della impossibilità della persona stessa, nelle circostanze del caso concreto, di esprimere il proprio dissenso».
Nella proposta Bongiorno le pene vengono distinte: per la violenza sessuale senza altre specificazioni, la reclusione si riduce a 4-10 anni, rispetto ai 6-12 anni del testo passato in prima lettura. Resta, invece tra i 6 e i 12 anni se «il fatto è commesso mediante violenza o minaccia, abuso di autorità ovvero approfittando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa».
Ma la Lega, con una nota, in serata chiarisce che è stata accolta «una richiesta del Pd che ha chiesto esplicitamente una riduzione nei casi in cui la violenza è senza consenso rispetto alla violenza con minaccia e costrizione. Ma per la relatrice e per tutta la Lega la soluzione migliore resta un innalzamento delle pene e non una riduzione. E, questa ipotesi, sarà valutata nelle prossime ore».
matteo salvini giulia bongiorno
Il testo originario era frutto di un’intesa trasversale tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la segretaria del Partito democratico Elly Schlein. A questo punto il patto è da considerarsi infranto. «Dopo l’unità del Parlamento sancita pubblicamente da una stretta di mano, la maggioranza decide di rompere quel patto politico con l’opposizione proprio sul terreno più sensibile e simbolico: la libertà e l’autodeterminazione delle donne», scrivono in una nota i capigruppo di opposizione a Palazzo Madama Francesco Boccia (Pd), Stefano Patuanelli (M5s), Raffaella Paita (Iv), Peppe De Cristofaro (Avs), Marco Lombardo (Azione). «A Montecitorio era stato raggiunto un risultato alto e condiviso, costruito sull’unità trasversale delle donne e su un principio semplice, chiaro, universale: solo sì è sì.
La proposta avanzata oggi dalla presidente Bongiorno cancella quell’impegno assunto direttamente dalla presidente del Consiglio Meloni». Per Alessandro Zan, componente della segreteria nazionale del Pd ed europarlamentare «la proposta Bongiorno è paradossale e grave. Eliminare il principio del “solo sì è sì” significa indebolire la legge e soprattutto la tutela delle donne». E Ilaria Cucchi di Avs incalza: «Chi subisce violenza così ha l’onere di dimostrare perché non ha reagito o perché non ha detto un no abbastanza forte. Come se non bastasse la violenza subita».
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GIULIA BONGIORNO
Alessandra Arachi per il Corriere della Sera - Estratti
Senatrice Giulia Bongiorno, nella sua proposta di legge sulla violenza sessuale depositata oggi in commissione Giustizia del Senato sparisce la parola «consenso» che viene cambiata con la parola «dissenso». Ovvero, si legge: «L’atto sessuale è contrario alla volontà della persona anche quando è commesso a sorpresa ovvero approfittando della impossibilità della persona stessa, nelle circostanze del caso concreto, di esprimere il proprio dissenso».
Con questa formulazione qual è la differenza con l’attuale legislazione?
«La mia proposta prevede il reato di violenza quando si compiono atti sessuali contro la volontà di una persona. Si tratta innegabilmente di un deciso ampliamento della tutela per le vittime di violenza.
Se oggi il Codice penale punisce soltanto alcune ipotesi di violenza, come quelle con minaccia o costrizione, con il nuovo testo si garantisce una protezione delle vittime a 360 gradi, sottolineando che è reato ogni atto contro la loro volontà. È rilevante anche una seconda novità. È stato poi introdotto il reato di freezing».
Cosa significa?
matteo salvini giulia bongiorno
«Nei casi in cui la vittima resta paralizzata dalla paura di fronte al suo aggressore, a volte l’imputato viene assolto perché sostiene di non aver potuto capire quale fosse la volontà della donna. È per superare queste decisioni veramente inaccettabili, che è stato previsto che anche nei casi di freezing, cioè quando la donna non manifesta la sua volontà perché congelata dalla paura, si debba presumere il dissenso. Quindi, è sempre reato se manca una manifestazione chiara».
Perché non andava bene il concetto di «consenso libero e attuale», ovvero la formulazione della proposta di legge approvata alla Camera?
«La proposta della Camera introduceva già la linea seguita nella nuova formulazione, e per questo spero che il testo sia votato da tutti. Secondo alcuni il testo della Camera invertiva l’onere della prova, cioè imponeva all’imputato una serie di prove a volte impossibili da fornire. Con il mio testo si valorizza la volontà della donna senza alterare le dinamiche processuali».
matteo salvini giulia bongiorno - assoluzione processo open arms - foto lapresse
Perché ridurre la pena per chi commette stupro portandola ad un range da 4 a 10 anni rispetto ai 6-12 anni del testo approvato all’unanimità a Montecitorio?
«Avevo dichiarato in precedenza che la mia idea era di creare una cascata di aggravanti. Trattandosi di un testo unificato, ho accolto poi la richiesta del Pd di ridurre la pena per il caso di violenza senza minaccia e costrizione. Ma resto dell’idea che sarebbe stato meglio aggravare tutte le sanzioni».
Le opposizioni l’accusano anche a gran voce di aver scritto un testo che è «un grande arretramento». Cosa risponde?
«Esistono le chiacchiere ed esistono i dati oggettivi. Con il mio testo, per la prima volta, ricongiungendo la norma al diritto vivente, si tipizza il ruolo centrale della volontà quale estrinsecazione della libertà del consenso in materia sessuale».
Come si ricostruisce la volontà della donna?
«La presenza del consenso o del dissenso dev’essere valutata alla luce della situazione e del contesto in cui si svolgono i fatti».
Ha parlato di questo cambiamento con la premier? O quanto meno con i leader della sua maggioranza? Le opposizioni insinuano che con questo testo lei abbia seguito soltanto la volontà del suo leader.
«Ho parlato con tutti. Salvini non vuole la riduzione della pena per la prima ipotesi di reato, quindi questo punto potrebbe ancora essere oggetto di discussione. In commissione abbiamo avuto un ampio dibattito: avevo proposto anche una norma che metteva al centro il consenso riconoscibile, ma l’opposizione non l’ha accettata».
Però c’era un accordo tra la premier e la segretaria Elly Schlein?
«L’accordo non riguardava gli aggettivi da usare, ma la sostanza. Si voleva un testo che valorizzasse la volontà delle donne, ed è esattamente quello che ho presentato».
Lei è un avvocato penalista che spesso difende donne anche in casi oggetto di attenzione pubblica. Con la sua proposta di legge le sembra di rispettare la linea fin qui portata avanti?
«Mi sembra evidente. Nel testo depositato, assume per la prima volta un ruolo esplicito e centrale la volontà della vittima e si estrinseca la sua volontà di autodeterminazione quale insuperabile baluardo rispetto a qualsiasi approccio sessuale».
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giulia bongiorno
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