FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO…
TAJANI SULLE BARRICATE – IL LEADER DI FORZA ITALIA NON INTENDE FARE MARCIA INDIETRO, DOPO IL SUO STOP ALLA NOMINA DEL SOTTOSEGRETARIO LEGHISTA, FEDERICO FRENI, ALLA PRESIDENZA DELLA CONSOB: “L’AUTORITÀ NON DEVE ESSERE PARTE DI UNA SPARTIZIONE TRA I PARTITI. HO ANCHE IL DUBBIO CHE UN POLITICO POSSA FARE IL PRESIDENTE PERCHÉ LA LEGGE LO IMPEDISCE”. E ACCUSA LA LEGA DI MENTIRE: “È FALSO CHE CI SIA STATO UN ACCORDO DI MASSIMA. NESSUNO, MI HA MAI PARLATO NÉ DI FRENI NÉ DI CONSOB” – IL DAGOREPORT: DIETRO ALLO STOP A FRENI C’È L’INDAGINE DALLA PROCURA DI MILANO SUL “CONCERTO” TRA I SOCI (LOVAGLIO, CALTAGIRONE, MILLERI) NELLA SCALATA A MEDIOBANCA-GENERALI ATTRAVERSO MPS. FRENI, CHE PURE NON È INDAGATO, È COLUI CHE PER CONTO DEL GOVERNO HA SEGUITO LA SCALATA…
DAGOREPORT - DAVVERO BASTA UN MEZZO TAJANI PER BOCCIARE LA NOMINA ALLA GUIDA DELLA CONSOB DEL SOTTOSEGRETARIO ALL’ECONOMIA FEDERICO FRENI, IN QUOTA LEGA? - DAVVERO DOBBIAMO CREDERE CHE, DOPO QUATTRO ANNI DI IMPECCABILE SERVIZIO, IL “MAGGIORDOMO” DI CASA MELONI, CAMUFFATO DA LEADER DI FORZA ITALIA, SI TOGLIE IL TOVAGLIOLO DAL BRACCIO E SI TRASFORMA IN RAMBO? DAVVERO, IL "VAFFA" A FRENI E' ACCADUTO ALL’INSAPUTA DEI FRATELLINI DI MELONI? – IL GOVERNO HA MOTIVATO IL RINVIO CON UN SIBILLINO: “ULTERIORI APPROFONDIMENTI” - SCUSATE: DA PARTE DI CHI? FORSE QUELLI ATTESI DALLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGA SUL “CONCERTO” TRA I SOCI (LOVAGLIO, CALTAGIRONE, MILLERI) NELLA SCALATA A MEDIOBANCA-GENERALI ATTRAVERSO MPS? - FRENI, CHE PURE NON È INDAGATO, È COLUI CHE PER CONTO DEL GOVERNO HA SEGUITO IN PRIMA PERSONA LA SCALATA - MAGARI, PRIMA DI FAR TRASLOCARE FRENI DAL MEF ALLA CONSOB, E' PIU' SAGGIO ATTENDERE GLI ‘’ULTERIORI APPROFONDIMENTI’’ CHE NEI PROSSIMI MESI, CON GLI INTERROGATORI DELLE ‘’PERSONE INFORMATE DEI FATTI” E DEI TRE INDAGATI (LOVAGLIO-CALTAGIRONE-MILLERI), POTREBBERO EMERGERE DALLA PROCURA DI MILANO…
TAJANI, LEGGE IMPEDISCE FIGURA POLITICA ALLA PRESIDENZA DELLA CONSOB
(ANSA) - ROMA, 23 GEN - "Credo che la Consob non debba essere parte di una spartizione tra i partiti ma debba essere affidata alla guida di una persona di alto livello, competente, che conosca il sistema e possa veramente garantire il reale funzionamento della Borsa.
Che è un impegno non secondario e non può essere una decisione non solo non condivisa, ma neanche, una divisione tra partiti. Ho anche il dubbio che un politico possa fare il presidente perché la legge lo impedisce".
Lo ha detto il vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani a margine del business forum Italia-Germania a Roma. "E quindi si vedrà, ne parleremo. Forza Italia non vota nel Consiglio dei ministri qualcosa di cui non si è mai discusso", aggiunge
Affondo di Tajani sulla Consob: falsità dalla Lega, non c’erano intese
IL LEADER DI FI: NO A FRENI, SERVE UN TECNICO
Estratto dell’articolo di Andrea Ducci per il “Corriere della Sera”
La nomina del presidente Consob rischia di diventare una telenovela sulla falsariga di quanto capitato per il rinnovo del vertice dell’Inps, dell’Istat, dell’Autorità per l’Energia e le reti o per la presidenza della Rai. [...]
A fare da fusibile per ora è il sottosegretario all’Economia e deputato della Lega, Federico Freni, che nel Consiglio dei ministri di martedì pomeriggio ha visto bloccare la propria nomina alla presidenza di Consob. Dopo lo stop dei giorni scorsi Tajani ha ribadito ieri che non c’era nessun accordo politico, come sostenuto dalla Lega.
matteo salvini giorgia meloni antonio tajani foto lapresse.
«È falso che ci sia stato un accordo di massima. Nessuno, mi ha mai parlato né di Freni né di Consob». Oltre a negare l’intesa Tajani torna, così come avvenuto in Consiglio dei ministri, a sbarrare la strada alla candidatura del sottosegretario.
«Stiamo parlando di un organismo talmente importante che non può essere parte di una lottizzazione politica. Noi — osserva Tajani — crediamo che in questo momento, per la delicatezza della situazione, debba essere un candidato autorevole, non espressione di un partito politico, quindi non c’è un candidato di Forza Italia».
In verità un profilo gradito a Tajani è quello di Federico Cornelli, attuale commissario Consob, che in veste di tecnico potrebbe aspirare a succedere a Savona, liberando così comunque una casella.
antonio tajani giancarlo giorgetti foto lapresse
Il punto è che la Lega e lo stesso Freni escludono di accettare la nomina a semplice commissario, complice anche il fatto che la designazione prevede le dimissioni da sottosegretario e da deputato. E Freni è stato eletto a Roma in un collegio uninominale, che, pallottoliere alla mano, in caso di nuova elezione, con l’alleanza tra Pd e M5s, potrebbe diventare a rischio.
La Lega, insomma, non intende rinunciare in un solo colpo alla presidenza di un’Authority e a un seggio alla Camera, accontentandosi di un posto da commissario in Consob, tanto più che il presidente uscente è in quota al partito di Salvini. Per risolvere lo stallo occorre un accordo politico blindato che al momento non sembra a portata di mano, malgrado l’ottimismo del sottosegretario al Lavoro e vicesegretario della Lega, Claudio Durigon.
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federico freni - giancarlo giorgetti - foto lapresse
La nomina potrebbe tornare all’ordine del giorno in occasione del Consiglio dei ministri della prossima settimana. L’alternativa a Freni, oltre a Cornelli, passa per un profilo tecnico come Marina Brogi.
Se la premier Meloni e il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, non riusciranno a condividere una soluzione immediata con Tajani, tutto potrebbe essere rinviato per discutere di Consob nella più ampia partita nomine che a primavera riguarderà le partecipate (Eni, Enel, Poste, Leonardo, Terna), oltre che l’Antitru st.
Federico Cornelli - commissario consob
antonio tajani
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