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LA PAURA PER LA “GRANDE SOSTITUZIONE” DA PARTE DEI ROBOT? NON È MICA NATA IERI – IL TIMORE CHE LE MACCHINE POSSANO “DISTRUGGERE” IL LAVORO UMANO È VECCHIO DI ALMENO CENT’ANNI, MA FINORA NON È MAI SUCCESSO – DAGLI ANNI ’20, CON L’ASCESA DELLE AUTOMOBILI E DELLA PRODUZIONE DI MASSA, AD OGGI, CON IL BOOM DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALI, ECONOMISTI, POLITICI, GIORNALI E SCIENZIATI (TRA CUI EINSTEIN, KEYNES E ROOSEVELT) HANNO PREVISTO DISOCCUPAZIONE DI MASSA A CAUSA DELL’AUTOMAZIONE – MA SE NON E' MAI SUCCESSO IN PASSATO NON VUOL DIRE CHE IN FUTURO...
Estratto dell’articolo di Roberto Giovannini per www.huffingtonpost.it
articoli degli anni '20 sulle tecnologie che sostituiranno il lavoro umano
La paura che le macchine cancellino totalmente l’occupazione delle persone in carne e ossa torna a ogni ondata di innovazione tecnologica.
La lista dei messaggeri di sventura è lunghissima, e include fior di menti di prim’ordine. Albert Einstein, John Maynard Keynes e Franklin Delano Roosevelt, solo per citarne qualcuno.
Non parliamo dei titoli dei giornali: l’elenco di chi ha denunciato l’imminente catastrofe – con tanto di inquietanti immagini di mostruosi e minacciosi robot pronti a sostituirci – è virtualmente infinito.
articoli degli anni '20 sulle tecnologie che sostituiranno il lavoro umano
Soltanto che – come avrete notato sicuramente – dal 1900 a oggi le macchine non hanno cancellato il lavoro umano. Hanno cancellato alcuni lavori umani, hanno cancellato moltissime industrie e filiere produttive, che hanno lasciato il posto ad altre. Ma non il lavoro umano. Almeno finora.
La lettura di un articolo su Substack del giornalista e tecnologo americano Louis Anslow – autore del “Pessimists Archive”, un progetto digitale che illustra le memorie collettive su isterie e tecnofobie – è davvero illuminante.
Già negli anni Venti l’ascesa delle automobili, della produzione di massa e di altre nuove forme di automazione aveva alimentato grandi ansie sul futuro del lavoro e dell’occupazione. Ansie che furono (comprensibilmente) accresciute dalla Grande Crisi del 1929, e dalla terribile recessione+disoccupazione di massa che ne seguì.
[…] Nel 1931, Einstein affermò che la “grande angoscia dei tempi presenti” fosse “il risultato delle macchine create dall’uomo”, mentre Keynes parlò di “una malattia nuova, la disoccupazione tecnologica”.
articoli degli anni '30 sulle tecnologie che sostituiranno il lavoro umano
All’inizio degli anni Quaranta, […] il presidente americano Franklin D. Roosevelt lanciò un alto monito al Congresso: “il Paese non ha ancora trovato il modo di gestire l’eccedenza di lavoro creata da forme di automazione sempre più diffuse”.
Negli anni Cinquanta le cose economiche andavano benissimo, ma la tecnologia si diffondeva; un articolo sul New York Times paventò la possibilità di “una fabbrica completamente automatica, senza mani umane e governata principalmente da ‘cervelli’ elettronici’”.
Mostruosi, spaventosi computer. Nel 1961 Time pubblicò una copertina sull’“Automation Jobless”, e un’altra simile nel 1965. Si predisse la fine della gran parte dei lavori non qualificati, controrivoluzioni, l’estinzione della scrittura sostituita dalle fotocopie. Come sappiamo, il digitale si è fatto strada anche dopo. L’allarmismo e la paura pure. […]
Qui, come altrove, si ripropone la dialettica che ha attraversato gli ultimi cento anni: da una parte chi vede un futuro di lavoro eroso dalle AI (come il famoso saggio di Frey & Osborne del 2017). Dall’altra chi osserva che ogni rivoluzione apre spazi produttivi, crea mansioni che ieri non esistevano, riorganizza catene del valore.
articoli degli anni '40 sulle tecnologie che sostituiranno il lavoro umano
La domanda, oggi come ieri, non è se la tecnologia porterà effetti sull’occupazione, è quanto in fretta lo farà, con quali effetti distributivi, e con quali strumenti […] si accompagnerà la transizione.
Finora le previsioni catastrofiche si sono rivelate sbagliate, mentre quelle più prudenti si sono rivelate azzeccate. Di sicuro, preoccuparsi dei cambiamenti del mercato del lavoro è sacrosanto, anche perché se ne vedono diversi non tanto tranquillizzanti.
Ad esempio, le nuove tecnologie cominciano a investire una parte crescente del lavoro intellettuale, che è sempre stato al sicuro e al centro del potere politico ed economico. Va da sé che finché si trattava degli operai, gli intellettuali (intesi come classe) non si erano preoccupati tanto.
articoli degli anni '50 sulle tecnologie che sostituiranno il lavoro umano
[…]
Soltanto, i giocatori d’azzardo (e chi nei casinò gestisce tavoli di roulette e di dadi) sanno bene che, per il fatto che una cosa non sia mai successa, non vuol dire che questa cosa non succederà mai. O che non possa succedere enne volte di seguito. Basti pensare alla breve ma intensa vita dei tacchini d’allevamento: per 150 giorni passano il tempo tranquilli, trovando nella mangiatoia il loro cibo. E il 151esimo giorno, senza preavviso, gli si taglia la testa.
intelligenza artificiale sostituira il lavoro dei colletti bianchi
intelligenza artificiale nel lavoro
intelligenza artificiale nel lavoro
intelligenza artificiale nel lavoro
intelligenza artificiale nel lavoro
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