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“PER CONTO DI CHI È STATA MESSA LA BOMBA DAVANTI A CASA MIA?” – PARLA SIGFRIFO RANUCCI, DOPO L’ARRESTO DEGLI ESECUTORI MATERIALI DELL’ATTENTATO DELLO SCORSO 16 OTTOBRE: “NELLE INTERCETTAZIONI DICONO ‘ANDIAMO A FARE LA STORIA’. IN QUEL CONTESTO, CI DEV’ESSERE QUALCUNO CHE GLI HA CHIESTO DI ‘FARE LA STORIA’. HO SOTTOLINEATO AGLI INVESTIGATORI LE COINCIDENZE COLLEGATE AL SERVIZIO DI ‘REPORT’ SUL RITROVAMENTO DELLE MITRAGLIATRICI NEL CANTIERE NAVALE VITTORIA DI ADRIA, IN PROVINCIA DI ROVIGO” – DAI VERTICI DI VIALE MAZZINI NON HA RICEVUTO TELEFONATE DI SOLIDARIETÀ: “ORMAI DALLA RAI NON MI ASPETTO PIÙ NULLA”

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“HO SUBITO ALTRE MINACCE ORA BISOGNA CAPIRE CHI LI HA INGAGGIATI”

Estratto dell’articolo di Giuliano Foschini per “la Repubblica”

 

Come sta, Sigfrido Ranucci?

sigfrido ranucci - report

«Travolto. Aspettavo questo momento dal giorno dell'attentato. Non avevo dubbi che prima o poi sarebbe arrivato. Il pubblico ministero Carlo Villani mi aveva detto: "Li prenderemo". E così è stato. La procura di Roma e il nucleo dei carabinieri hanno lavorato tantissimo. Sono stati straordinari. […]».

 

Lei ha visto i volti degli arrestati e ha letto le intercettazioni. Che effetto le hanno fatto?

«Vedere in faccia le persone che volevano mettere un ordigno sotto casa propria fa impressione. Poi leggi le intercettazioni e rimani colpito ancora di più. Sentire uno di loro dire "andiamo a fare la storia", oppure parlare dell'ordigno come di qualcosa che avrebbe fatto "venire giù il palazzo", è inquietante. […]».

 

Che cosa significa quella frase: "Andiamo a fare la storia"?

pellegrino davino - arrestato per la bomba a casa di sigfrido ranucci

«Spero che siano loro a spiegarlo. Che parlino, Perché la storia, in quel contesto, si fa soltanto se c'è qualcuno che te lo chiede. Per conto di chi dovevano andare a fare la storia? Perché mettere una bomba era così importante? Sono domande alle quali spero che l'indagine riesca a dare una risposta».

 

Nelle carte si parla anche di un possibile secondo livello. Se dovesse fare un'inchiesta sulla sua stessa vicenda, da dove partirebbe?

«Partirei da una serie di strane coincidenze. Da chi poteva avercela con noi. Dalle inchieste che abbiamo realizzato e dai mondi che abbiamo toccato. Qualche intreccio con Report lo abbiamo già documentato. Poi naturalmente spetterà agli investigatori capire se quei collegamenti esistono davvero».

 

savierio mutone - arrestato per la bomba a casa di sigfrido ranucci

C'è la vicenda del cantiere navale di Adria e quegli intrecci tra criminalità e politica. Fonti investigative spiegano che restano aperte altre piste. Lei si è fatto un'idea?

«Non è il mio compito fare ipotesi. Quello che vedo è che, leggendo gli atti, sembrano esserci ancora aspetti da chiarire. Sono convinto che le indagini andranno avanti. Per come hanno lavorato finora, sono sicuro che non lasceranno nulla di intentato. Certo, da questo momento tutto diventa ancora più delicato. E non mi riferisco soltanto all'attentato».

 

Che cosa cambia?

«Vivi con la sensazione che possa sempre succedere qualcosa. Devo dire che la mia famiglia è tosta e sa che questo è il prezzo da pagare per la libertà di stampa. Ma il prezzo non è soltanto quello dell'attentato».

 

A cosa si riferisce?

antonio passariello - arrestato per la bomba a casa di sigfrido ranucci

«Ai tentativi di delegittimazione, alle campagne contro di noi, al rischio di affrontare liti temerarie. Il 3 luglio, per esempio, ho una mediazione per una richiesta milionaria di risarcimento danni e dovrò affrontarla senza la tutela legale della Rai. Fa parte dello stesso pacchetto. È un altro modo di mettere pressione a chi fa questo mestiere».

 

Nel frattempo sono arrivate anche altre minacce.

«Sì. Una diceva, più o meno: "Prima o poi ti toglieranno la scorta e allora sarà bellissimo". In un'altra circostanza uno ‘ndranghetista avrebbe detto di volermi fare qualcosa. Sono episodi che oggi assumono inevitabilmente un peso diverso».

 

In questi mesi si è sentito solo?

«Se parliamo dell'indagine, no. Anzi.

Ho sentito la presenza costante della procura e dei carabinieri. Se invece parliamo della Rai, il discorso è diverso. Ma, sinceramente, ormai dalla Rai non mi aspetto più nulla».

 

sigfrido ranucci report

Nessuno l'ha chiamata dopo gli arresti?

«No. Ho ricevuto un paio di messaggi: uno dal capo struttura e uno dal responsabile della comunicazione. Per il resto, nulla.

Ma non è una sorpresa. Ormai non mi aspetto niente».

 

Report ripartirà.

«Sì. La prossima stagione tornerà in onda dall'8 novembre, un po' più tardi del previsto. In questo momento il programma sta andando avanti. Ci sono state quattro puntate tagliate, questo sì, ma per il resto stiamo lavorando come abbiamo sempre fatto. Abbiamo già realizzato molte inchieste e siamo pronti a ripartire». […]

 

 

«CRIMINALI DI PESO, CHI HANNO DIETRO? TANTE COINCIDENZE CON QUELL’INCHIESTA SUL CARICO DI ARMI»

Estratto dell’articolo di Rinaldo Frignani per il “Corriere della Sera”

 

sigfrido ranucci (3)

«Negli ultimi tempi ho continuato a ricevere minacce da vari ambienti che non ho mai voluto rendere note, anche se le ho denunciate tutte alle autorità competenti e sono ora al vaglio dei pm». Sigfrido Ranucci è combattuto.

 

Da una parte c’è la preoccupazione per essere sempre nel mirino, dall’altra invece la soddisfazione per i risultati dell’operazione dei carabinieri che ha portato all’arresto degli attentatori del 16 ottobre che gli hanno piazzato un ordigno davanti casa. Quella sera l’ideatore e conduttore di Report si trovava nella cucina della sua villetta a Campo Ascolano, vicino Torvaianica, con la moglie Marina Maggiorelli e la figlia Michela, appena rientrata, quando si è scatenato l’inferno. Due auto distrutte, il muro e il cancello danneggiato. Era chiaro che si trattava di una bomba.

 

Però a tutt’oggi mancano movente e mandanti. Cosa ne pensa?

«Non so ancora quale sia il movente, sapevo che i responsabili erano in Campania, ma niente altro. E comunque non ho mai reso noti dettagli di cui ero al corrente per non compromettere le indagini. Sui mandanti è chiaro che ci sono: dagli atti dell’indagine emerge che gli avrebbero fornito assistenza legale, sim da utilizzare per comunicazioni sicure. Stiamo parlando di una vera e propria organizzazione».

 

Ma in tutti questi mesi si è fatto un’idea di quello che può essere successo?

bomba distrugge le auto di sigfrido ranucci e della figlia 9

«In passato ho sottolineato agli investigatori la presenza di coincidenze temporali e geografiche collegate al nostro servizio di Report sul ritrovamento delle mitragliatrici “dimenticate” nel cantiere navale Vittoria di Adria, in provincia di Rovigo».

 

Che cosa prova adesso, dopo l’individuazione degli esecutori materiali dell’attentato?

«Sono tanto impressionato dal lavoro certosino dei magistrati e degli investigatori dell’Arma, quanto dallo spessore criminale degli esecutori materiali: pur trattandosi di manovalanza non esitavano a dire che con quella bomba “volevano fare la storia”, vantandosi di aver gambizzato una persona, di voler far cadere i palazzi».

 

Quella sera lei e la sua famiglia avete rischiato la vita?

«L’esplosivo utilizzato non era polvere pirica come qualcuno all’inizio voleva far credere, ma una carica ad alto potenziale: se fossero scoppiati i serbatoi di gpl delle nostre due auto potevano esserci vittime. Sicuramente poteva anche essere un’esplosione controllata, ma io o mia figlia Michela saremmo potuti uscire per andare a prendere una cosa dimenticata in macchina oppure poteva passare proprio in quel momento un vicino che portava a spasso il cane. E sarebbe andata diversamente».

 

bomba distrugge le auto di sigfrido ranucci e della figlia 5

C’è qualcosa che l’ha colpita nella lettura degli atti dell’indagine?

«Mi verrebbe da fare una battuta: ho letto che in un certo senso gli appartenenti al clan Moccia (estraneo ai fatti in quest’inchiesta, ndr ) hanno manifestato rispetto nei confronti di Report . Proprio quello che non ha ricevuto da alcuni esponenti politici». […]

bomba distrugge le auto di sigfrido ranucci e della figlia 6I QUATTRO INDAGATI FINITI AGLI ARRESTI CON L'ACCUSA DI AVERE MESSO LA BOMBA A CASA DI SIGFRIDO RANUCCI