bar le constellation a crans montana jacques jessica moretti

BUGIE, CONTATTI ALL’ESTERO (COMPRESA LA CORSICA) E QUEI PRECEDENTI DI LUI PER SFRUTTAMENTO DELLA PROSTITUZIONE: ECCO PERCHÉ SONO STATI ARRESTATI I CONIUGI MORETTI, PROPRIETARI DEL LOCALE DI CRANS MONTANA DOVE A CAPODANNO UN ROGO HA UCCISO 40 PERSONE E NE HA FERITE 116 - JACQUES MORETTI FINISCE IN CELLA, LA MOGLIE AI DOMICILIARI PERCHÉ HA UN FIGLIO DI APPENA OTTO MESI - I CONIUGI SONO ACCUSATI DI OMICIDIO, LESIONI E INCENDIO COLPOSI PER LA STRAGE NEL BAR. MA RESTANO ALCUNE DOMANDE: COME MAI IL COMUNE NON HA ESEGUITO CONTROLLI PER SEI ANNI, JACQUES MORETTI DOVE HA PRESO I SOLDI PER SUOI I LOCALI. COME HA PAGATO, COME HA FATTO QUESTA FORTUNA?

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Rosario Di Raimondo per repubblica.it - Estratti

 

Jacques e Jessica Moretti

C’è il pericolo «concreto» che fugga dalla Svizzera. Per via delle sue disponibilità economiche, del suo «percorso di vita» infarcito di precedenti come lo sfruttamento della prostituzione, dei contatti con «l’estero», compresa la Corsica, dove mantiene dei legami. E per le sue «dichiarazioni» durante l’interrogatorio fiume di ieri, secondo chi era presente piene di «bugie».

 

 

Si presenta dai pm da uomo libero, se ne va su un cellulare della polizia in stato di fermo Jacques Moretti, proprietario del Constellation, il locale di Crans-Montana dove a Capodanno un rogo ha ucciso 40 persone e ne ha ferite 116. Va invece ai domiciliari con braccialetto elettronico la moglie Jessica Maric, che beneficia di una misura alternativa anche per accudire il figlio di otto mesi (la coppia ne ha un altro di 4 anni). Ieri i coniugi sono rimasti in procura per sette ore. E il colpo di scena arriva alla fine della commemorazione delle vittime, segnata dalla pressione dei leader internazionali.

 

 

Jacques e jessica Moretti

Un tribunale all’inizio della prossima settimana deciderà se confermare le misure. La procura, che dopo nove giorni di polemiche ha deciso questa «rivalutazione», potrebbe chiedere ai giudici un arresto preventivo di 3 mesi. I coniugi sono accusati di omicidio, lesioni e incendio colposi per la strage nel bar.

 

Drammatici dettagli su quella notte emergono dal provvedimento che dispone l’autopsia per le cinque salme dei ragazzi in Italia. Delle quaranta vittime, tre sono morte sul marciapiede, appena fuori dal locale, e 37 nel seminterrato. Ben 34 corpi sono stati trovati «accatastati» ai piedi della scala, l’unica via di fuga, «all’inizio del corrimano in legno il quale dal peso dei corpi era stato divelto a terra». Così il bar si è trasformato in una trappola avvolta dal fuoco, con un’uscita d’emergenza bloccata e nessun impianto antincendio, sul tetto una schiuma fonoassorbente infiammabile che ha fatto da detonatore a contatto con le candele pirotecniche sulle bottiglie di champagne.

jacques jessica moretti

 

 

 

«Voglio collaborare, non sottrarmi alle mie responsabilità», il senso delle parole che cerca di ripetere Jacques Moretti mentre risponde a una raffica di domande soprattutto su aspetti finanziari. Chiedono i magistrati: dove ha preso i soldi per suoi i locali, come ha pagato, come ha fatto questa fortuna? Ci sono la procuratrice Bèatrice Pilloud, la responsabile delle indagini Catherine Seppey, i legali dell’uomo e gli avvocati delle famiglie delle vittime, Sebastièn Fanti e Romain Jordan, il quale dice: «La preoccupazione rimane il rischio che le prove scompaiano o che le testimonianze da raccogliere vengano influenzate negativamente». Altro non aggiunge anche perché la procura ha chiesto ai legali il silenzio sulle parti e il contenuto delle udienze, pena una multa.

 

 

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BAR LE CONSTELLATION A CRANS MONTANA

L’avvocato Alessandro Vaccaro, che segue la famiglia di Emanuele Galeppini, una delle vittime, allarga il raggio e punta il dito anche sui «controlli non eseguiti» dal Comune per sei anni. «Bisogna allargare la catena delle responsabilità, estendere le imputazioni anche ai responsabili comunali. Inoltre bisogna riqualificare il reato da omicidio colposo a dolo eventuale, che si contesta quando accetti il rischio che accada un disastro». E che prevede pene di vent’anni invece di quattro e mezzo. Tutto ciò mentre il quotidiano Blick accusa il Comune di nascondere documenti sulle procedure per la sicurezza pubblica, inclusa la prevenzione degli incendi.

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