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I DATI SONO IL NUOVO ORO - PERCHE’ LA COMMERCIALISTA VALENTINA VARISCO HA COPIATO DALL’ARCHIVIO DIGITALE E DALLA POSTA ELETTRONICA DELLO STUDIO BELLAVIA-FERRADINI, PER CUI LAVORAVA, 1,02 MILIONI DI FILE, TRAFUGANDO DUE HARD DISK CONTENENTI 285 GIGABYTE DI DATI E COLLEGANDOSI DA REMOTO A CASELLE DI POSTA ELETTRONICA ALTRUI? CHE FINE HANNO FATTO QUELLE INFORMAZIONI? - I SUOI EX DATORI DI LAVORO NON SONO DUE COMMERCIALISTI QUALSIASI: FULVIA FERRADINI HA LAVORATO PER I PM SUI BILANCI DI MPS E GIAN GAETANO BELLAVIA, OLTRE A DECENNI DI ANALISI FINANZIARIA E DI BILANCIO PER UNA QUINDICINA DI PROCURE E DELLA DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA DI MILANO IN MOLTE INDAGINI SENSIBILI (ALL IBERIAN-FININVEST, BANCA ARNER, CIT, ENI), È COLLABORATORE FISSO DI “REPORT” DAL 2009 – I FILE COPIATI SU BERLUSCONI, RENZI, ELKANN, D’ALEMA, BRIATORE, GIANNI LETTA, LOTITO E MOLTI ALTRI…
Estratto dell’articolo di Nicola Borzi per il “Fatto quotidiano”
gian gaetano bellavia - report
La sottrazione di un milione di file riservati allarma la procura di Milano. La commercialista Valentina Varisco è accusata dai pm lombardi di accesso abusivo a sistema informatico e appropriazione indebita: tra giugno e settembre 2024 avrebbe copiato dall’archivio digitale e dalla posta elettronica dello studio Bellavia-Ferradini, per cui lavorava, 1,02 milioni di file, trafugando due hard disk contenenti 285 gigabyte di dati e collegandosi da remoto a caselle di posta elettronica altrui.
I suoi ex datori di lavoro non sono due commercialisti qualsiasi. Fulvia Ferradini ha lavorato per i pubblici ministeri sui bilanci di Mps, analizzando i crediti. Gian Gaetano Bellavia, oltre a decenni di analisi finanziaria e di bilancio per una quindicina di procure e della Direzione distrettuale antimafia di Milano in molte indagini estremamente sensibili (All Iberian-Fininvest, Banca Arner, Cit, Eni) è collaboratore fisso di Report dal 2009, lavorando per almeno 89 puntate.
Nei pc “attenzionati” da Varisco, secondo Bellavia e Ferradini, c’erano documenti di fonti riservate dei giornalisti di Rai3. Da qui la reazione di Matteo Salvini, che attacca Report. La vicenda risale al 2024, quando Bellavia annuncia ai collaboratori l’intenzione di chiudere lo studio. Secondo le denunce, Varisco chiede tempo per trovare lavoro nella forensica di bilancio per agenzie di investigazioni. Poi però a settembre chiede ai superiori accesso a documenti di società che non la riguardano.
A quel punto Bellavia e Ferradini, allarmati, la allontanano dallo studio. Poi chiedono all’Università di Pavia una perizia forense su un pc dello studio non collegato al web. L’analisi rileva accessi con un software (FastCopy) che hanno consentito sin dal 2015 di copiare enormi quantità di dati riservati. Testimoni affermano di aver visto Varisco armeggiare con pc non affidati a lei. Così a marzo 2025 scattano le denunce, che la pm Biondolillo riversa in un avviso di conclusione indagini.
Varisco oggi collabora con l’agenzia di investigazioni Axerta e prima lo ha fatto con un’altra agenzia privata, Argo.
Argo conferma: “Siamo stati clienti in passato di una consulenza di Varisco”. Fonti di Axerta (presieduta da Michele Franzé, ex generale dei Carabinieri che è stato vicedirettore dell’Aise e del Dis) confermano che Varisco da un anno lavora per loro con incarichi commissionati da alcune procure, tra le quali l’indagine condotta da Roberto Pellicano, procuratore aggiunto a Milano, sul collasso da 700 milioni di Banca Progetto.
Ma nel fascicolo depositato da Biondolillo compare anche uno strano “papello” di 35 pagine, senza timbri né firme: una collezione di appunti dello studio Bellavia con i lavori svolti per le procure e i nomi di imprenditori, politici, magistrati.
Secondo il Corriere, sono “sintetico esempio dei nomi risultanti dai file copiati: Silvio Berlusconi, Matteo Renzi, John Elkann, Manfredi Catella, Bettino Craxi, Massimo D’Alema, Luigi Di Maio, Alberto Di Rubba, Lamberto Dini, Roberto Formigoni, Ennio Doris, Geronimo La Russa, Flavio Briatore, Luca Barbareschi, da Giuseppe Graviano, Irene Pivetti, Gianni Letta, Claudio Lotito, Cesare Previti e Giulio Tremonti”.
Tanto basta a Matteo Salvini: “Prima i dossieraggi abusivi, ora la fuga di dati sensibili dallo studio di un consulente di Report, trasmissione nota per il linciaggio contro la Lega.
Le notizie confermerebbero il vizio di indagini parallele e opache sul tesoriere della Lega Alberto Di Rubba. Uno scandalo che è necessario approfondire”.
Accuse respinte da Sigfrido Ranucci: “Nulla di riservato di Report è stato trafugato, solo materiale dello studio del nostro perito Bellavia. Materiale proveniente da fonti aperte, visure camerali, bilanci, che sono analizzati dal nostro perito. Sui processi dei commercialisti della Lega Report non ha alcun merito, se non quello di averli raccontati”. […] perché rubare i file e che fine hanno fatto?
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