FLASH! - MADONNA CHE SILENZIO SULL'AUDIZIONE-BOMBA DEL PROCURATORE MARCELLO VIOLA ALLA COMMISSIONE…
LA PILLOLA NON VA GIÙ! – IL SOTTOSEGRETARIO MELONIANO ALLA SALUTE, IL FARMACISTA MARCELLO GEMMATO, REPLICA ALL’INCHIESTA DI MILENA GABANELLI E SIMONA RAVIZZA SULLA RIFORMA DEL SETTORE FARMACEUTICO: “PASSERÀ DAGLI OSPEDALEI ALLE FARMACIE LA DISTRIBUZIONE DI ALCUNE CATEGORIE DI FARMACI. SIAMO CONVINTI DELLA BONTÀ DELLA NOSTRA RIFORMA PER FAVORIRE L’ACCESSO ALLE CURE” – LA REPLICA DI GABANELLI E RAVIZZA: “NON CI SENTIAMO IN DOVERE DI INTERLOQUIRE CON CHI È IN CONFLITTO IN INTERESSI”
MENTRE IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE È SULL’ORLO DEL COLLASSO, IL GOVERNO SI PREOCCUPA DEGLI INCASSI DI "BIG PHARMA" E FARMACISTI – LA RIFORMA DEL SOTTOSEGRETARIO ALLA SALUTE DI FRATELLI D'ITALIA E FARMACISTA, MARCELLO GEMMATO, ALZA LA SPESA PER IL SETTORE FARMACEUTICO: IN TUTTO 270 MILIONI L’ANNO SOTTRATTI AD ALTRE VOCI DELLA SANITÀ – MILENA GABANELLI: “SIAMO SICURI CHE LO STATO STIA SPENDENDO I NOSTRI SOLDI CON LA DOVUTA ATTENZIONE? PERCHÉ SE SI SPENDE MALE DA UNA PARTE, MANCANO POI RISORSE DALL’ALTRA. IL 15,3% DELLA SPESA PUBBLICA PER LA SALUTE È PROPRIO DESTINATA AI FARMACI” – IL SILENZIO DELL’AIFA, L’AGENZIA PER IL FARMACO, E DEL TESORO…
LA DISTRIBUZIONE DEI FARMACI E LA SPESA PUBBLICA COSA È STATO CAMBIATO
Gentile Direttore,
marcello gemmato giorgia meloni
facendo seguito all’articolo apparso lunedì sul suo giornale, a firma di Milena Gabanelli e Simona Ravizza, corre l’obbligo di recapitarle le mie considerazioni sul metodo e sul merito di quanto scritto. Partendo dal merito, l’articolo di «Dataroom» si sofferma sulle novità introdotte da questo governo in materia di distribuzione dei farmaci e della relativa spesa. In Italia i canali per la distribuzione sono sostanzialmente due: quella diretta operata dagli ospedali e quella convenzionata fatta dalle farmacie.
La Sanità pubblica in Italia non è in discussione e bisogna intervenire perché le cure offerte ai nostri cittadini siano sempre migliori. Per conseguire questo obiettivo, che rimane la stella polare dell’attività di questo ministero, sono necessari alcuni cambiamenti anche nella distribuzione dei farmaci. Il ministero della Salute, seguendo il principio di vicinanza del farmaco ai cittadini, ha avviato un processo di trasferimento della distribuzione di alcune classi di farmaci dagli ospedali — che sono fatti per curare — alle farmacie.
RIFORMA DEL SETTORE FAMACEUTICO - DATAROOM
Secondo l’interpretazione di Gabanelli e Ravizza questi cambiamenti avrebbero comportato un aumento della spesa pari a 194 milioni di euro. È un dato diramato da Aifa, ma travisato nella sua sostanza. In primo luogo, questa spesa già era computata nella distribuzione diretta operata dalle Asl, oggi invece viene compresa nel capitolo di spesa per la distribuzione in farmacia. Quindi questi soldi venivano già spesi dallo Stato in passato.
In più, nell’articolo si dice che a fronte di un aumento delle confezioni distribuite, pari allo 0,2%, ci sia un aumento del costo dei farmaci del 3,2%. Questo è vero, ma il motivo è che vengono utilizzati farmaci più moderni ed efficaci che meglio curano i nostri cittadini e non sono imputabili al nuovo sistema di remunerazione. Si dice che non ci siano vantaggi per i cittadini, perché già prima c’era l’opportunità di ritirare il farmaco in farmacia.
RIFORMA DEL SETTORE FAMACEUTICO - DATAROOM
È vero, oggi le farmacie distribuiscono alcuni farmaci per conto delle Asl, ma non si considera che il medicinale non è immediatamente disponibile; si obbligano i cittadini, nella maggior parte dei casi anziani e fragili, a recarsi più volte in farmacia con grandissime difficoltà qualora si renda necessario reperirlo a ridosso delle festività.
Per questo motivo, l’obiettivo finale del governo è quello di spostare la distribuzione del farmaco dagli ospedali alla farmacia sotto casa, garantendo uniformità di accesso su tutto il territorio nazionale.
Per quanto riguarda le Gliflozine, erroneamente nell’articolo si è scelto un solo farmaco del gruppo, su una platea composta da 29 farmaci che tra loro hanno prezzi molto differenti e sui quali, in occasione del cambiamento di canale distributivo, l’Aifa ha rinegoziato a ribasso. Le percentuali di sconto sono tra l’altro molto diverse tra loro.
MARCELLO GEMMATO GIORGIA MELONI
Nell’articolo è stato riportato il prezzo di vendita al pubblico del farmaco, che poi era il medicinale che tra tutti ha ottenuto lo sconto minore. Così facendo è normale che risulti un aggravio dei costi di 70,6 milioni di euro. In realtà, c’è stato un risparmio di 9,2 milioni di euro nel trimestre considerato e quindi in proiezione un risparmio annuo stimato in circa 36 milioni di euro.
Si insinuano dubbi su questi calcoli elaborati dall’Aifa, unico ente che ha l’autorità, i dati e la competenza — fissata per legge — per certificare la spesa farmaceutica, e anche sulla validità del lavoro di certificazione di un Tavolo tecnico composto da ministero dell’Economia e Finanze, ministero della Salute, Aifa e rappresentanti delle Regioni.
marcello gemmato - foto lapresse
Siamo convinti della bontà della nostra riforma, perseguendo l’obiettivo di agevolare l’accesso alle cure, sostenere la rete di assistenza territoriale, ridurre la burocrazia a carico di chi si deve curare e consentire agli ospedali di concentrarsi sulla loro funzione, che è quella di curare.
Vengo adesso alle considerazioni di metodo. È un peccato che due autorevoli firme e una gloriosa testata come il Corriere della Sera non abbiano sentito il bisogno di interloquire con chi si occupa quotidianamente di una materia così importante e complessa. Il ministero della Salute è e rimarrà sempre a disposizione.
Marcello Gemmato, sottosegretario di Stato alla Salute
Risposta di Milena Gabanelli e Simona Ravizza
1) Non è vero che la spesa farmaceutica è cresciuta perché i farmaci costano di più. Lo dimostra il Rapporto OsMed di Aifa a pagina 110.
2) I conti di Pierluigi Russo sugli anti-diabetici gliflozine sono taroccati perché mostrano il risparmio in seguito a uno sconto del 6%, ma non il confronto tra vecchio e nuovo canale di distribuzione. Il tavolo tecnico non li ha certificati, semplicemente gli sono stati presentati.
3) In quanto autorevoli firme di una gloriosa testata come il Corriere della Sera sentiamo il bisogno di interloquire con chi si occupa quotidianamente di una materia così importante e complessa, ma a nostro parere non con chi è in conflitto di interesse.
RIFORMA DEL SETTORE FAMACEUTICO - DATAROOM
marcello gemmato - foto lapresse
RIFORMA DEL SETTORE FAMACEUTICO - DATAROOM
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