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PISCHELLI, DITE ADDIO ALLE GITE SCOLASTICHE: I PROF SI SONO ROTTI LE PALLE DI RISCHIARE PER LE VOSTRE BRAVATE – LE VISITE CULTURALI SONO SEMPRE PIÙ UN MIRAGGIO PER GLI STUDENTI ITALIANI. A RENDERLE IMPOSSIBILI È IL "NO" DEL 48,8% DEGLI INSEGNANTI CHE NON VUOLE ASSUMERSI LE RESPONSABILITÀ LEGALI E MORALI DEI RAGAZZI IN VACANZA - IL 27,7%, HA INDICATO COME CAUSA LA GESTIONE COMPLICATA DELLE CLASSI MENTRE IL 21,7% PUNTA IL DITO CONTRO I RIMBORSI SIMBOLICI…
(ANSA) - Le gite scolastiche, un tempo attese con trepidazione da studenti e docenti, stanno diventando un'esperienza sempre più rara. Tuttavia, un numero sempre crescente di insegnanti si rifiuta di vivere questa avventura insieme alla propria classe. La Tecnica della Scuola ha lanciato un sondaggio che ha coinvolto 2.055 lettori, di cui 1.938 docenti.
I risultati parlano chiaro: alla base del rifiuto ci sono motivazioni pratiche ed emotive, quindi non solo legate a diarie praticamente inesistenti. Dall'indagine è emerso che in prevalenza i docenti hanno dichiarato di evitare le gite e le visite culturali, che non possono essere imposte dalla dirigenza scolastica, per via dell'alto rischio legato a eventuali incidenti, che comportano enormi responsabilità legali e morali: rientrano in questa situazione - che prevede un carico di responsabilità non sostenuto da una tutela adeguata - ben il 48,8% di coloro che hanno partecipato al sondaggio.
Il 27,7%, invece, ha indicato come causa la gestione complicata delle classi, che negli anni si sono fatte via via più difficili da contenere, soprattutto in contesti fuori dall'ambiente scolastico. Il 21,7% ha puntato il dito contro i compensi irrisori, che non giustificano l'impegno richiesto: accompagnare una classe vuol dire, infatti, rinunciare al proprio tempo libero, lavorare ben oltre l'orario d'obbligo, con una retribuzione quasi simbolica.
Infine, l'1,8% si è lamentata per l'assenza di riconoscimenti di carriera verso chi svolge attività extra, come pure le gite scolastiche: un disincentivo ulteriore, quindi, in un sistema che fatica a premiare l'impegno aggiuntivo.
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