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All’asta la pistola più famosa della letteratura francese, quella con cui il poeta Paul Verlaine tentò di uccidere il suo collega e amante, Arhur Rimbaud. Il revolver sarà messo all’incanto a Parigi da Christie’s il 30 novembre, con una stima di 60mila euro.
Verlaine, 29 anni, comprò a Bruxelles il revolver a sei colpi calibro 7 la mattina del 10 luglio 1873, dopo avere deciso di porre fine alla storia di due anni col giovanissimo amico, per cui aveva abbandonato la moglie (e un figlio) da cui voleva tornare, intenzionato al suicidio se lei avesse rifiutato. Il drammatico epilogo avvenne in una camera d’albergo di Bruxelles alle due di pomeriggio.
Verlaine, ubriaco, esplose due colpi contro Rimbaud, che lo aveva raggiunto in el. Un proiettile lo colpì a un polso, mentre l’altro centrò il muro e rimbalzò nel camino. Verlaine fu arrestato e condannato a due anni di prigione per il reato di sodomia. In carcere si convertì al cattolicesimo e scrisse 32 poemi d’ispirazione mistica. Rimbaud intanto terminava “Una stagione all’inferno”.
La verità su quei giorni disperate a Bruxelles parla di risse alcoliche e progetti definitivi quanto aleatori di cambiare strada, accapigliamenti e riconciliazioni: Verlaine medita il suicidio, scisso tra la volontà di tornare al focolare domestico abbandonato e la passione per il giovane poeta che a 17 anni ha già fama di precursore presso i circoli letterari parigini. Rimbaud sogna di partire, vuole arruolarsi nell’esercito.
“Tieni piglia, così impari a voler partire”, riferirà poi le parole di Verlaine un attimo prima che gli sparasse. I due si incontreranno di nuovo a Stoccarda: Verlaine ha appena scontato 555 giorni di detenzione. L’amico Rimbaud gli regalerà una copia di “Illuminations”, prima di sparire in Africa: lasciando la poesia, il “veggente” inventa il mito di se stesso e della poesia maledetta.
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