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LA POLITICA DELL’ALGORITMO – IL PRIMO MINISTRO AUSTRALIANO, ANTHONY ALBANESE, HA ANNUNCIATO LA CREAZIONE DI UN UFFICIO GOVERNATIVO DEDICATO ALL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE, PER DEFINIRE REGOLE NAZIONALI IN RISPOSTA ALLA SUA DIFFUSIONE E AL SUO PROFONDO IMPATTO – L'AUSTRALIA VUOLE RASSICURARE COLOSSI COME GOOGLE E ANTHROPIC, REPLICARE AI MOVIMENTI DI PROTESTA CONTRO I DATA CENTER E CONVINCERE I SINDACATI CHE IL GOVERNO PROTEGGERÀ I LAVORATORI DALLA POSSIBILE PERDITA DI OCCUPAZIONE...
(ANSA) – Il primo ministro australiano Anthony Albanese ha annunciato oggi la formazione di un ufficio dedicato all'intelligenza artificiale per definire regole nazionali in risposta alla sua diffusione e al suo profondo impatto, fra il moltiplicarsi di centri dati nel paese, e il conseguente alto consumo di energia per operare le tecnologie, con crescenti timori di licenziamenti. E ha voluto assicurare le aziende Usa del settore che l'Australia è "pronta a partecipare".
data center per intelligenza artificiale in cina
Nel suo più esteso intervento sull'intelligenza artificiale, Albanese ne ha sottolineato il ruolo determinante nella produttività, ma ha anche espresso preoccupazione per il suo possibile uso da parte di estremisti e di stati ostili "per diffondere disinformazione a danno delle democrazie". "Un approccio appropriato da parte dell'Australia sarà di interesse per gli investitori internazionali, assicurando maggiore chiarezza e facilitando le autorizzazioni", ha aggiunto.
Una posizione che indica come l'Australia intenda rassicurare compagnie come Google e Anthropic, e allo stesso tempo contrastare l'ostilità verso i centri dati e convincere i sindacati che il governo proteggerà i lavoratori dalla perdita di occupazione.
"Come l'Australia ha sviluppato approcci coordinati per altre tecnologie significative, dall'aviazione civile negli anni 1920 alla genetica negli anni 1990, dobbiamo fare lo stesso con l'intelligenza artificiale", ha detto Albanese. "Sappiamo che estremisti e agenti statali la usano per creare propaganda e per diffondere una disinformazione che prende di mira le democrazie", ha aggiunto.
La dichiarazione è considerata significativa perché alcuni economisti non condividono i timori di perdite di lavoro di larga scala. Sostengono piuttosto che la AI può migliorare i livelli di vita e alleviare i compiti di lavoro, in linea con passate innovazioni come i computer, che hanno colpito alcune professioni creandone tuttavia altre. "La AI diventerà radicalmente più potente nei prossimi 10 anni. Dobbiamo agire adesso", aggiunge il primo ministro.
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