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POMPE AMARISSIME PER DONALD TRUMP - A CAUSA DELLA GUERRA SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO IN MEDIORIENTE, TRA I PAESI DEL G7 L'AMERICA È QUELLO IN CUI IL PREZZO DELLA BENZINA È CRESCIUTO DI PIÙ: + 42% (IN CANADA "SOLO" DEL 24% E NEL REGNO UNITO DEL 19%) - NEGLI USA, IL COSTO MEDIO DEL CARBURANTE E' ARRIVATO A 4,39 DOLLARI AL GALLONE, È IL LIVELLO PIÙ ALTO MAI RAGGIUNTO DOPO IL 2022, IN SEGUITO ALL'INVASIONE RUSSA DELL'UCRAINA - VA ANCORA PEGGIO AL DIESEL, CHE È AUMENTATO DEL 48% (5,57 DOLLARI AL GALLONE) - PEGGIO DELL'AMERICA SOLO MYANMAR, MALAYSIA E PAKISTAN, DOVE I PREZZI ALLA POMPA SONO SALITI DI OLTRE IL 50%...
Estratto dell'articolo di Flavio Bini per www.repubblica.it
ADESIVO DI DONALD TRUMP CHE HA FATTO SALIRE IL PREZZO DELLA BENZINA CON LE SUE GUERRE
Per Donald Trump è stallo sul campo di battaglia e sconfitta sonora sul campo stradale. Quello dei distributori di carburante americani, che dall’inizio del conflitto hanno visto i prezzi di benzina e diesel salire come in nessun altro paese del G7.
Lo mette in evidenza una analisi di JpMorgan citata dal Financial Times che ragiona sugli effetti sui prezzi alla pompa a ormai oltre due mesi dall’attacco di Usa e Israele verso l’Iran. Negli Stati Uniti i prezzi sono saliti del 42% rispetto ai giorni precedenti al conflitto, ben di più di quanto registrato ad esempio in Canada (24%) o Regno Unito (19%).
Peggio nel mondo hanno fatto solo paesi asiatici come Myanmar, Malaysia e Pakistan, i prezzi alla pompa sono saliti di oltre il 50% per via di carenze fisiche di approvvigionamento. “La perturbazione fisica più immediata si è avvertita nel Sud-est asiatico, data la forte dipendenza della regione dai flussi attraverso il Medio Oriente”, ha dichiarato Natasha Kaneva, analista di JPMorgan. “In modo piuttosto controintuitivo, gli Stati Uniti sono emersi come la seconda area più colpita in termini di prezzi”.
In apparenza il dato sembra paradossale. Gli Stati Uniti sono infatti oggi di gran lunga il principale produttore di petrolio del mondo e tra i maggiori esportatori mondiali di carburante, quindi di certo non hanno un problema di approvvigionamento. Eppure il prezzo medio è arrivato venerdì scorso a 4,39 dollari al gallone (circa 1,07 euro al litro),
il livello più alto dal 2022 dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, e in crescita rispetto ai 2,98 dollari pre-guerra (0,73 euro al litro), secondo l’associazione automobilistica AAA. Un dato che sconta anche forti squilibri regionali, se si pensa ad esempio che California gli automobilisti pagano 6,06 dollari al gallone.
Gli automobilisti insomma pagano ancora molto meno degli equivalenti europei ma in proporzione il prezzo è salito molto di più. La ragione è che negli Stati Uniti il prezzo del petrolio rappresenta la voce principale del costo del carburante finale mentre altrove, come in Europa, il carico fiscale è molto più forte quindi le impennate dei prezzi dei carburanti si fanno sentire con meno intensità. [...]
donald trump nella situation room durante i bombardamenti americani sull'iran
Va ancora peggio al diesel, prodotto fondamentale per l’industria americana, che come ricorda il Ft è aumentato del 48% fino a 5,57 dollari dall’inizio della guerra ed è ora a soli 24 centesimi dal massimo storico. Numeri che fanno scattare l’allarme tra i professionisti del settore. [...]
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