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PORCI VERDI – NELLE ULTIME SETTIMANE IN ITALIA, A CAUSA DELLA PESTE SUINA, È STATO ABBATTUTO IL 10% DEI 3.200 CAPI DI MAIALI DELLA RAZZA “CINTA SENESE” – LO FANNO SAPERE 15 ASSOCIAZIONI, TRA CUI SLOW FOOD, FEDERBIO E LEGAMBIENTE, CHE CHIEDONO UN INCONTRO URGENTE AL COMMISSARIO STRAORDINARIO ALLA PESTE SUINA AFRICANA, GIOVANNI FILIPPINI – SECONDO LE ORGANIZZAZIONI, L'IMPATTO DELLE MISURE ADOTTATE PER LA GESTIONE DELL'EMERGENZA HA ASSUNTO PROPORZIONI DEVASTANTI SOTTO IL PROFILO ECONOMICO SIA PER GLI ALLEVAMENTI ESTENSIVI SIA PER QUELLI DI PICCOLA DIMENSIONE

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PESTE SUINA AFRICANA

(GEA) - Nelle ultime settimane, dopo lo sconfinamento nel sud del Piemonte, il virus della peste suina è stato rinvenuto in allevamenti toscani dove ha colpito anche la razza Cinta Senese, della quale risulta essere già stato macellato circa il 10% dei circa tremiladuecento capi totali.

 

Lo affermano Slow Food Italia, FederBio, Legambiente, AssoBio, AIAB, AIAB Emilia-Romagna, AIAB Toscana, AIAB Liguria, La Buona Terra, Veterinari Senza Frontiere Italia, ARI (Associazione Rurale Italiana), RARE (Associazione Razze autoctone a rischio di estinzione), ONAS (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Salumi), UCI (Unione Coltivatori Italiani), insieme al Consorzio di Tutela della Cinta Senese DOP, che hanno scritto una lettera al Commissario straordinario alla peste suina africana, Giovanni Filippini, chiedendo un incontro urgente per rivedere le misure previste per contrastare l’emergenza sul territorio nazionale.

 

PESTE SUINA

Secondo le organizzazioni firmatarie della lettera, l'impatto delle misure adottate negli ultimi anni per la gestione dell'emergenza ha assunto proporzioni devastanti sotto il profilo economico per gli allevamenti estensivi e di piccola dimensione – non si deve dimenticare che l’83% degli allevatori di suini italiani appartiene a queste categoria – e l’attuale gestione dell'emergenza rischia di compromettere anche il patrimonio di biodiversità zootecnica suinicola, ambientale e culturale.

 

Le criticità note da tempo, derivanti dalle norme che mettono sullo stesso piano i grandi allevamenti industriali e le realtà di piccola scala per quanto riguarda le costose misure di biosicurezza da adottare e i piani di abbattimento a tappeto, sono state ulteriormente aggravate dalla recente ordinanza commissariale 4/2026, che ha esteso da uno a tre chilometri il raggio di applicazione delle misure conseguenti al rinvenimento di un animale selvatico infetto unicamente per le aziende di piccola scala o familiari e semibrade.

 

PESTE SUINA

Le razze autoctone che, come la Cinta Senese, rappresentano un patrimonio di biodiversità e di qualità – in termini di allevamento ma anche di produzioni norcine – in tempi brevi potrebbero essere annullate.