DAGOREPORT - TONY EFFE VIA DAL CONCERTO DI CAPODANNO A ROMA PER I TESTI “VIOLENTI E MISOGINI”? MA…
Niccolò Carratelli per “La Stampa”
La verità è che il cenone vero e proprio andrebbe evitato anche quest' anno. Troppo rischioso riunire famiglie allargatissime in pochi metri quadrati, come pure «mischiare molti nuclei familiari diversi, non conviventi», spiega Fabrizio Pregliasco, virologo, direttore sanitario dell'Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano.
Con il suo aiuto, proviamo a diradare dubbi e timori che si affacciano con l'avvicinarsi della sera della Vigilia, il primo di tanti momenti conviviali che ci aspettano nelle prossime settimane.
Quante persone è il caso di invitare? È opportuno mischiare nuclei familiari non conviventi?
Non c'è una regola aurea, ovviamente più persone si riuniscono in un luogo chiuso e più si rischia. Poi dipende molto dagli spazi disponibili, «sarebbe buono garantire almeno 2 metri quadrati a persona - dice Pregliasco - e non andare comunque oltre gli 8-10 commensali».
Chiedere il super Green Pass all'ingresso di casa è una provocazione? Meglio un Natale tra vaccinati?
Questa è una valutazione che dipende dal buon senso e dalla sensibilità dei singoli, «non arriverei a chiedere di mostrare il Green Pass - spiega Pregliasco - ma assicurarsi che i propri invitati siano tutti vaccinati mi pare giusto».
Se al cenone sono presenti persone fragili, però, diventa una questione di sicurezza: «In quel caso tutti vaccinati e magari con il tampone fatto il giorno stesso».
Chi ha fatto la terza dose può stare più tranquillo?
Per quello che sappiamo, la terza dose assicura un buon livello di protezione anche contro la variante Omicron. «Il booster fa aumentare gli anticorpi in brevissimo tempo, pochi giorni - precisa Pregliasco -, quindi anche un'iniezione "last minute", prima di Natale o di Capodanno, può consentire feste più serene».
A parte quando si mangia a tavola, la mascherina è meglio indossarla?
crisanti, bassetti e pregliasco cantano si si si, vacciniamoci 7
La mascherina, meglio se Ffp2, rappresenta comunque un'ulteriore barriera di fronte al virus. Quindi, se si resta 2 o 3 ore insieme in un salone chiuso, tra persone non conviventi, «è meglio tenerla prima e dopo il pasto, mentre si chiacchiera o si scartano i regali».
Le finestre vanno lasciate almeno socchiuse per tutta la serata?
Non serve tenerle sempre aperte, basta assicurare un regolare ricambio dell'aria: «Ricordarsi di aprirle almeno 5 minuti ogni ora, se non fa troppo freddo anche un po' di più», raccomanda il virologo. E ricorda che «l'85% delle infezioni avviene tramite «droplet» o aerosol».
A livello di misure igieniche, a parte lavarsi le mani, quali attenzioni?
Bisogna fare attenzione agli oggetti che passano di mano in mano, soprattutto a tavola, perché, aggiunge Pregliasco, «il restante 15% dei contagi si verifica per trasmissione indiretta: mi tocco il naso e poi, con la mano contaminata, passo l'olio a un parente».
Meglio evitare buffet e posate da portata condivise, meglio optare per l'impiattamento diretto, come al ristorante.
Con i bambini come ci si deve regolare, visto che ora sono la categoria più a rischio contagio?
Bisogna fare molta attenzione, in particolare in presenza di nonni anziani e persone fragili. Se il bambino ha una sintomatologia, «anche solo un forte raffreddore, sarebbe meglio tenerlo a casa», dice Pregliasco. Come pure se è finito in quarantena con la sua classe, per uno o più casi positivi tra i compagni.
Vanno evitati baci, abbracci e contatti vari tra non conviventi per lo scambio di auguri?
«È difficile, soprattutto tra nonni e nipoti, ma più prudente, si riduce il rischio», risponde Pregliasco. Poi ci sono le solite variabili: se si è tutti vaccinati o tamponati, si può «osare» un po' di più.
Se prima di andare a cena dai nonni si è raffreddati, è meglio fare un tampone? O va fatto a prescindere?
Se ci sono sintomi, «va fatto assolutamente, come pure in presenza di anziani e fragili». Avendo la possibilità, «lo farei a prescindere prima di riunirsi in tante persone».
L'importante è che sia «fresco, effettuato poche ore prima della cena, altrimenti serve va poco».
A proposito di anziani, gli ospiti nelle Rsa è il caso di farli uscire per un Natale in famiglia?
Da consulente scientifico del Pio Albergo Trivulzio, Pregliasco ha spinto per lo stop ai ritorni a casa e anche alle visite in struttura. Il consiglio vale per tutti: «Capisco il dispiacere, ma è meglio aspettare un momento più favorevole dal punto di vista epidemiologico». Se proprio non si vuole rinunciare alla visita, «serve massima attenzione, perché è una responsabilità nei confronti dei propri cari e della comunità di cui fanno parte».
meme sulla canzoncina si vax di pregliasco, crisanti e bassetti 3meme sulla canzoncina si vax di pregliasco, crisanti e bassettiFABRIZIO PREGLIASCO 2fabrizio pregliascomeme sulla canzoncina si vax di pregliasco, crisanti e bassetti 1
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