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TOGHE-GOVERNO, LA GUERRA CONTINUA – IL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI, GIUSEPPE TANGO, SALE SULLE BARRICATE E CRITICA LA DECISIONE DEL MINISTRO NORDIO DI INVIARE GLI ISPETTORI ALLA PROCURA DI TORINO, DOPO CHE IL GIP HA DECISO LA SCARCERAZIONE DEL BENGALESE CHE HA MOLESTATO LA 13ENNE IN UN MINIMARKET: “SONO STATI DIVERSI GLI ATTACCHI SCOMPOSTI DA PARTE DI AUTOREVOLI ESPONENTI DEL GOVERNO, CHE SONO ANDATI OLTRE LA CRITICA” – IL BENGALESE, TORNATO IN LIBERTÀ DOPO APPENA 48 ORE DI CELLA, AVEVA PALPEGGIATO ANCHE UNA 40ENNE... 

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GIUSEPPE TANGO

Estratto dell’articolo di Elisa Sola per “La Stampa”

 

«Attacchi scomposti» dal mondo della politica. Un invio poco «ortodosso» degli ispettori da parte del governo. E, soprattutto, un grande rischio: quello che qualcuno voglia o possa minare l'autonomia della magistratura. […]

 

Dopo la bufera che ha investito l'operato del gip che ha scarcerato il commerciante di Torino, indagato per violenza sessuale nei confronti di due persone, di cui una tredicenne, interviene duramente il presidente della Anm, Giuseppe Tango.

 

carlo nordio

In una nota, prima riassume l'accaduto, usando un aggettivo forte - «odioso» - riguardo al reato commesso. Tango scrive: «Un magistrato, il sostituto procuratore di Torino, davanti a un'odiosa violenza sessuale, ovvero il palpeggiamento di una ragazzina di 13 anni, ha chiesto il carcere per un uomo accusato di aver commesso il fatto. Un altro magistrato, il giudice per le indagini preliminari, ha disposto invece un'altra misura cautelare, ovvero l'obbligo di firma».

 

Scritte su minimarket Torino

Questa la cronaca. Poi, il presidente della Anm ricorda: «Un provvedimento che ovviamente si può criticare, ma soprattutto si può contestare secondo quanto previsto dalle stesse regole procedurali, ricorrendo al tribunale del Riesame ed eventualmente in Cassazione».

 

Quindi, precisa Tango, la decisione del gip «non è definitiva». «Non è neanche una sentenza - ribadisce - oltre a non essere né una condanna né un'assoluzione». Eppure, prosegue, «davanti a questo quadro sono stati diversi gli attacchi scomposti da parte di autorevoli esponenti del governo, che sono andati oltre la critica».

«Ed è questo - afferma il presidente dell'Associazione nazionale magistrati - che stigmatizziamo con forza, così come riteniamo del tutto non ortodosso l'invio degli ispettori, che non hanno il compito di valutare il merito dei singoli procedimenti».

 

anm

Gli ispettori mandati dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, secondo quanto prevede la normativa, non possono giudicare le scelte di un giudice. Possono, e devono se questo è il loro mandato, verificare anomalie procedurali - come ritardi, errori formali - fatti quindi estrinseci alla valutazione del giudice. Una decisione può anche essere sgradita, è il ragionamento della Anm, ma in alcun modo il potere esecutivo può giudicare quanto stabilito da un giudice. Se no, minerebbe l'autonomia della magistratura.

 

giorgia meloni e carlo nordio alla camera foto lapresse

Eppure, è questo che temono possa accadere a Torino.

Minacciare di mandare gli ispettori relativamente a una ordinanza di scarcerazione che genera polemica è un atto di pressione indebita dal governo, questo è il ragionamento che precede l'invio della nota della Anm. E il grande rischio è che questo possa condizionare l'andamento del procedimento giudiziario.

 

Sul caso interviene anche la giunta esecutiva dell'Anm Piemonte e Valle d'Aosta, che esprime, «senza voler entrare nel merito della vicenda, forte preoccupazione per l'uso improprio dell'indagine ispettiva che non può e non deve condizionare l'attività giudiziaria e consegue l'effetto di delegittimare la magistratura».

 

[…]

 

GIUSEPPE TANGO

Anche la giunta dell'Unione delle Camere penali sottolinea: «È proprio nei casi che suscitano maggiore indignazione sociale, che il principio di autonomia e indipendenza della giurisdizione viene messo alla prova». […]