becciu torzi

IL BECCIU DEVE ANCORA VENIRE – AL PROCESSO DI APPELLO, LA DIFESA DEL CARDINALE CHIEDE LA NULLITÀ DEL PROCESSO DI PRIMO GRADO CHIEDENDO DI INVALIDARE GLI ATTI DI PAPA FRANCESCO, INTERVENUTO “A CAMBIARE LE NORME IN CORSA” – IL LEGALE DEL BROKER GIANLUIGI TORZI, IL FINANZIERE MOLISANO 44ENNE CONDANNATO A 6 ANNI DALLA GIUSTIZIA DELLA SANTA SEDE PER LA COMPRAVENDITA DEL PALAZZO DI LUSSO DI SLOANE AVENUE, A LONDRA, TUONA: “L'ARRESTO DEL MIO ASSISTITO E IL SEQUESTRO DEI SUOI DISPOSITIVI SONO STATI ILLEGALI PERCHÉ FATTI SULLA BASE DI UN PROVVEDIMENTO IGNOTO ALLA DIFESA"

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il cardinale angelo becciu

(ANSA) - La richiesta di invalidare i vari rescritti (cioè gli atti del pontefice) di papa Francesco intervenuto a cambiare le norme in corsa e di conseguenza la nullità dell'intero processo di primo grado che ha visto la condanna del cardinale Angelo Becciu, è stato uno degli argomenti principali della quinta udienza del processo d'appello sui fondi riservati della Segreteria di stato vaticana, ripreso oggi dopo il superamento della questione della ricusazione del promotore di giustizia, Alessandro Diddi.

 

L'udienza dedicata alle questioni preliminari addotte dalle difese è durata dalle dalle 9.10 alle 13.25 con 20 minuti di pausa. Si continua domani.

GIANLUIGI TORZI

 

L'avvocato Mario Zanchetti, difensore del broker Gianluigi Torzi, si è concentrato sui rescritti di papa Francesco: "L'arresto del mio assistito e il sequestro dei suoi dispositivi sono stati illegali perché fatti sulla base di un provvedimento ignoto alla difesa, ossia il rescritto del 2 luglio 2019".

 

L'avvocato si è domandato se si tratti di atti amministrativi o normativi ed ha affermato: "I diritti non possono che essere lesi se non da provvedimenti di legge", il provvedimento "fa diventare fascista il codice di procedura penale vaticano".

GIANLUIGI TORZI PAPA BERGOGLIO

 

Per spiegare perché a suo parere, l'arresto di Torzi è stato fatto sulla base di un rescritto che aveva un'altra motivazione, l'avvocato ha detto: "Nel momento in cui il 2 luglio è stata concessa udienza dal Romano Pontefice all'ufficio del promotore di giustizia, udienza all'esito della quale è stato emanato il primo rescritto, la tematica in gioco era esclusivamente pratica, di necessaria e assoluta riservatezza rispetto a indagini che riguardavano enti molto delicati, ovverosia i rapporti tra lo Ior e la Segreteria di Stato; a quei fini di segretezza è stato concesso potere al promotore di giustizia di procedere e applicare misure cautelari".  

GIANLUIGI TORZI

 

 "Con tutta probabilità - ha proseguito - in quella udienza né lo Ior né il pm né il Sommo pontefice avevano idea che a un anno di distanza la frase di quel rescritto sarebbe stata usata per arrestare Torzi".

 

L'avvocato ha suggerito una "via d'uscita": "Se il rescritto è una legge, persino in Iran o Russia le leggi devono essere pubblicate, non è possibile che una cosa la chiamiamo legge e non è stata pubblicata; se invece si tratta di atti amministrativi io ritengo che la via d'uscita per questa Corte sia dichiarare l'inefficacia dei rescritti".   

 

IL CARDINALE ANGELO BECCIU

Nel suo intervento, l'avvocato ha fatto esplicito riferimento al caso Striano e in particolare alle acquisizioni di dati illegali su Torzi.    In aula era presente il cardinale Becciu.

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