FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO…
da http://lightbox.time.com
Ci sono prigionieri politici russi dei quali si perde traccia, una volta usciti di prigione. Non è il caso delle Pussy Riot, che al contrario sono ormai delle star a livello planetario. Hanno ricevuto messaggi di solidarietà da Paul McCartney e Madonna, Angela Merkel ha parlato di loro con Putin, e il loro messaggio anti-Vlad si è diffuso a macchia d'olio. Tanto parlare ha fatto sì che a dicembre venisse concessa l'amnistia a Nadezhda Tolokonnikova e Maria Alyokhina, nel tentativo di ripulire l'immagine del presidente russo in vista dei giochi olimpici di Sochi.
Che farci ora con tutta questa fama? Le due dicono che la priorità è puntare i fari sul sistema carcerario russo e sul destino delle detenute. Un modo per farlo è trasformare la loro giacca da galera in un simbolo di protesta, come fu per il passamontagna.
Ma devono anche riprendersi la vita perduta nei venti mesi di prigione. Il fotografo del Time Yuri Kozyrev le ha seguite nei primi giorni di libertà , catturando il loro entusiasmo per cose che i moscoviti danno per scontato, come il rinnovamento di Gorky Park o l'ultima generazione di smartphones. «Se stai tanto in prigione, non puoi non sentirti a disagio nella vita fuori di lì» ha detto la Kozyrev.
Le vogliono nelle conferenze stampa, tutto il mondo le vuole intervistare, nel caso della Tolokonnikova sono stati offerti servizi di moda sul tetto di una galleria d'arte. Non tutti le adulano. Ai grandi magazzini di Mosca le hanno fermate per rimproverarle per quella performance in chiesa che costò la condanna. Secondo i sondaggi molti russi erano d'accordo con i severi provvedimenti presi da Putin.
Putin non si è dato per vinto, dopo la liberazione. La prima cosa che ha fatto è stato cancellare a Mosca la prima del documentario sulle Pussy Riot in quanto «il ruolo dell'arte non è di infiammare il pubblico con storie scandalose che non hanno alcun merito culturale». Le due donne hanno ritrovato la Russia che avevano lasciato.
Un giro in centro
Sul tetto della tv moscovita dopo la conferenza
Le Pussy Riot posano davanti al Cremlino con la divisa del carcere
Le Pussy Riot anunciano la lotta per la riforma carceraria
In prima fila per una performance al Gogol Center
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